Sei in: Home » Articoli

Lavoro nero stranieri: le sanzioni

Condividi
Seguici

La sanzione per i datori di lavoro che impiegano migranti irregolari è commisurata al costo medio del rimpatrio, così come sancito dal d.m 151/2018
lavoratore mette contanti in tasca concetto lavoro nero

di Annamaria Villafrate - Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto del Ministero dell'interno che attua la Direttiva n. 2009/52/CE. Il provvedimento stabilisce i criteri di calcolo e il costo medio per i rimpatri a cui è commisurata la sanzione applicata ai datori di lavoro che impiegano migranti irregolari.

Vediamo come viene calcolato il costo medio, a quanto ammonta e come vengono impiegati gli importi delle sanzioni.

  1. Attuazione della Direttiva 2009/52/CE
  2. Criteri di determinazione e costo medio dei rimpatri
  3. Utilizzo delle sanzioni

Attuazione della Direttiva 2009/52/CE

Il 15 febbraio 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto n. 151/2018 del Ministero dell'Interno. Esso contiene le disposizioni di attuazione della Direttiva 2009/52/CE, norma europea che prevede sanzioni minime e provvedimenti sanzionatori nei confronti dei datori di lavoro che impiegano illegalmente migranti irregolari. Essa attribuisce al Ministero dell'Interno il compito di fissare i criteri necessari per la determinazione e l'aggiornamento al costo medio del rimpatrio. Questo perché è a tale costo che viene commisurata la sanzione amministrativa accessoria di cui al comma 12 ter dell'art. 22 del dlgs n. 286/1998. Articolo con cui si dispone che: "Con la sentenza di condanna il giudice applica la sanzione amministrativa accessoria del pagamento del costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto illegalmente."

Frutto del concerto con il Ministero della Giustizia e del Lavoro, il provvedimento ministeriale si inserisce all'interno del quadro normativo che mira a contrastare il fenomeno del lavoro nero dei migranti irregolari extra UE.

Criteri di determinazione e costo medio dei rimpatri

Ai sensi dell'art. 1 del decreto n. 151/2018, il Ministero stabilisce che il costo medio del rimpatrio "é dato dalla media nel triennio che precede l'anno anteriore a quello cui il costo medio si riferisce dei valori risultanti dal rapporto tra il totale degli oneri sostenuti annualmente per il rimpatrio dei cittadini stranieri e il numero complessivo dei rimpatri eseguiti nel medesimo anno."

L'importo è aumentato del 30%, in quanto gli oneri collegati ai servizi di accompagnamento e scorta (arrotondati per eccesso o difetto se superiori o inferiori a 50) hanno inciso sul costo medio del rimpatrio. Ottenuto il costo medio occorre adeguarlo, attraverso l'applicazione della variazione media dell'anno precedente dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati.

Come precisa l'art. 3 del decreto ministeriale, per il 2018 il costo medio del rimpatrio per ogni lavoratore straniero che sia stato assunto illegalmente è pari a 1398,00 euro.

Utilizzo delle sanzioni

Le sanzioni amministrative accessorie, come previsto dal comma 1 dell'art. 1, deve essere versata "sul capitolo n. 3648 del capo XIV dello stato previsione dell'entrata del bilancio dello Stato."

Gli importi delle sanzioni vengono quindi riassegnati per il perseguimento delle finalità previste dall'art 1, comma 2 del dlgs n. 109/2012:

  • nella misura del 60% al fondo rimpatri;
  • per il residuo 40% al fondo sociale per occupazione e formazione per realizzare interventi di integrazione sociale di immigrati e minori stranieri non accompagnati.
Leggi anche:


(21/02/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Divorzio: la Cassazione spazza via il tenore di vita
» Guida in stato di ebbrezza anche a veicolo fermo

Newsletter f t in Rss