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Reddito di cittadinanza: il testo del decreto

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Inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la bozza del decreto sul reddito di cittadinanza, ecco le novità previste dal provvedimento
mano della madre che stringe quella del bambino per sostenerlo

di Annamaria Villafrate - Inviata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri la bozza del decreto (sotto allegata) contenete la disciplina del reddito di cittadinanza (oltre a quella sulle pensioni).

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Confermati quasi tutti i punti anticipati nei mesi scorsi, anche se più dettagliati per quanto riguarda i requisiti soggettivi, reddituali, patrimoniali, decorrenza, durata, subordinazione alla sottoscrizione di un patto per il lavoro e di un patto per l'inclusione sociale, modalità per fare domanda, accredito su carta elettronica, sanzioni e i casi di decadenza dal beneficio.

Vediamo nel dettaglio, le novità del decreto Rdc:

  1. Reddito di cittadinanza: requisiti soggettivi
  2. Nucleo familiare
  3. Requisiti reddituali e patrimoniali
  4. Composizione ed entità
  5. Durata e decorrenza
  6. Possibili integrazioni
  7. Patto per il lavoro
  8. Patto di inclusione sociale
  9. Come fare domanda e modalità di erogazione
  10. Sanzioni

Reddito di cittadinanza: requisiti soggettivi

Il reddito si cittadinanza sarà riconosciuto, purché residenti in Italia da almeno dieci anni al momento di presentazione della domanda:

  • ai cittadini italiani;
  • ai cittadini di un paese europeo o a un loro familiare titolare del diritto di soggiorno o di quello permanente o proveniente da un paese sottoscrittore di un accordo bilaterale di sicurezza sociale;
  • ai cittadini di paesi terzi titolari del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo;

Soggetti esclusi

Non avranno invece diritto al reddito di cittadinanza:

  • i detenuti, per tutta la durata della pena;
  • i ricoverati in istituti di cura di lunga degenza o strutture residenziali pagate dalle Stato o da altre amministrazioni pubbliche;
  • i nuclei familiari con soggetti disoccupati in seguito a dimissioni volontarie per i dodici mesi successivi alle stesse, a meno che non si tratti di dimissioni per giusta causa.

Nucleo familiare

Ai fini del beneficio del reddito di cittadinanza, così come di altre misure, sarà considerato nucleo familiare anche:

  • quello formato dai coniugi separati o divorziati se continuano a risiedere nella stessa casa;
  • quello in cui, anche se non convivente con i genitori, è presente un figlio che non ha compiuto ancora 26 anni, è a carico ai fini Irpef, non coniugato e senza figli.

Requisiti reddituali e patrimoniali

Avranno diritto al reddito di cittadinanza i titolari di:

  • un indicatore ISEE inferiore a 9.360 euro;
  • un patrimonio immobiliare diverso dalla casa di abitazione, di valore non superiore a 30.000 euro;
  • un patrimonio mobiliare di valore non superiore a 6000 euro, aumentato di 2000 euro per ogni componente della famiglia successivo al primo (fino a 10.000 euro); incrementabile di altri 1000 euro per ogni figlio nato dopo il secondo; ulteriormente incrementabile di 5000 euro per ogni componente del nucleo familiare disabile;
  • un reddito familiare inferiore a 6000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro previsto dalla scala di equivalenza.
  • In cui nessun membro del nucleo familiare risulti intestatario di veicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi che precedono la richiesta del reddito di cittadinanza o veicoli di cilindrata superiore a 1600 cc o moto di cilindrata superiore a 250 cc immatricolati per la prima volta nei due anni precedenti la richiesta (ad eccezione dei veicoli per disabili che godono di particolari agevolazioni fiscali);
  • In cui nessun familiare parte del nucleo risulti intestatario o avente la piena disponibilità di navi e imbarcazioni da diporto.

Come precisa l'art 3 della bozza, il reddito familiare, ai soli fini della concessione del reddito di cittadinanza, sarà considerato al netto dei trattamenti assistenziali inclusi nell'ISEE e in corso di godimento da parte dei familiari, tranne le misure sottoposte alla prova dei mezzi. Non ci saranno invece problemi di compatibilità con la Naspi.

Composizione ed entità

Il reddito di cittadinanza si comporrà di due parti:

  • una ad integrazione del reddito familiare;
  • l'altra ad integrazione del costo della locazione, pari al canone annuo dichiarato ai fini ISEE per un massimo di 3.360 euro o al pagamento del mutuo fino a 1800 euro annui concesso ai nuclei familiari residenti in un immobile di proprietà.

In ogni caso l'aiuto economico annuo proveniente dal reddito di cittadinanza non potrà essere superiore ai 9.360 euro annui, naturalmente tenendo conto della scala di equivalenza e del reddito familiare.

Durata e decorrenza

Il reddito di cittadinanza verrà riconosciuto a partire dal mese successivo a quello della richiesta e l'importo sarà suddiviso in dodici rate mensili, in ogni caso, per un periodo non superiore ai 18 mesi, salvo rinnovo, decorrente comunque dopo un mese dalla sospensione.

Se nel corso del beneficio, il beneficiario dovesse trovare lavoro o intraprendere un'attività di lavoro autonomo o di impresa, la misura del reddito di cittadinanza verrà rivista e rimodulata di conseguenza, previa comunicazione all'Inps.

Nel caso in cui il reddito di cittadinanza dovesse subire un'interruzione, non dovuta a sanzioni, sarà possibile fare domanda per il periodo residuo, se invece l'interruzione sarà la conseguenza di una condizione occupazionale modificata e il soggetto si dovesse trovare in tale condizione da almeno un anno, il reddito di cittadinanza verrà concesso ex novo, come se fosse la prima richiesta.

Possibili integrazioni

La bozza al decreto prevede che il reddito di cittadinanza possa essere integrato, naturalmente nei limiti delle risorse a disposizione, e tenendo conto di altri fattori, come l'esclusione sociale ed educativa i problemi abitativi e sanitari, da ulteriori forme di aiuto, come agevolazioni per il trasporto, l'alloggio e la salute.

Patto per il lavoro

La concessione del reddito di cittadinanza sarà subordinata:

  • alla dichiarazione, da parte di tutti i componenti del nucleo familiare maggiori di età non occupati e non iscritti a un regolare corso di studi (esclusi i disabili e coloro che si occupano di bambini di età inferiore ai tre anni), della immediata disponibilità al lavoro;
  • all'adesione ad un percorso finalizzato all'inserimento lavorativo e all'inclusione sociale (servizi alla comunità, riqualificazione professionale, completamento ciclo di studi, ecc).

Entro 30 giorni dalla concessione del beneficio, il titolare del reddito di cittadinanza verrà convocato dal Centro per l'impiego, se nel suo nucleo familiare sarà presente un soggetto in possesso di uno o più dei seguenti requisiti:

  • assente dal lavoro da non più di due anni;
  • di età inferiore ai 26 anni;
  • che beneficerà della Naspi o di un altro ammortizzatore sociale o che avrà cessato di percepire una di tali misure da non più di un anno;
  • che avrà sottoscritto un Patto di Servizio con un centro per l'impiego ancora valido.

In questa sede, se non lo ha fatto prima, potrà dare la disponibilità immediata al lavoro, oltre a tutte le altre informazioni relative alla sua condizione o a quella dei vari componenti del nucleo familiare, per verificare se sussistono casi di esonero o esclusione dagli obblighi previsti.

Chi non sarà esonerato o escluso dagli obblighi sarà tenuto alla stipula presso i centri per l'impiego o altri soggetti accreditati, al Patto per il lavoro con cui si assumerà i seguenti obblighi:

  • collaborare con l'addetto nella redazione del bilancio delle competente e della definizione del Patto per il lavoro;
  • registrarsi sul Sistema informativo Unitario delle politiche del lavoro e consultare giornalmente la piattaforma dedicata al reddito di cittadinanza e alla ricerca attiva di un impiego;
  • eseguire le attività previste dal diario delle attività;
  • accettare l'avviamento a corsi di formazione e riqualificazione;
  • partecipare ai colloqui psico attitudinali e alle prove selettive eventualmente previsti dalle aziende che desiderano assumere;
  • accettare almeno una su tre offerte lavorative congrue, anche se distanti dal nucleo familiare nei primi sei mesi di fruizione del beneficio, ed entro i 250 chilometri nei successivi sei mesi.

Chi non dovesse essere convocato dal centro per l'impiego entro 60 giorno dalla dichiarazione di disponibilità immediata al lavoro, riceverà dall'ANPAL le credenziali per poter beneficiare dell'assegno di ricollocazione.

Patto di inclusione sociale

Qualora la situazione del nucleo familiare dovesse risultare complessa sotto diversi punti di vista, verrà fatto sottoscrivere un Patto di inclusione sociale, che prevede l'accompagnamento all'inserimento lavorativo, il coinvolgimento dei servizi sociali e l'attivazione di tutte le misure previste in questi casi. Sia il patto per il lavoro che quello di inclusione sociale prevederanno l'obbligo da parte del beneficiario di aderire ai progetti del Comune di residenza in ambito culturale, artistico, sociale, ambientale, ecc, per un massimo di otto ore settimanali.

Come fare domanda e modalità di erogazione

La domanda per il reddito di cittadinanza potrà essere presentata nelle seguenti modalità:

  • per via telematica;
  • presso i centri di assistenza fiscale (Caf), previa convenzione con l'Inps.

Il reddito di cittadinanza verrà erogato dall'Inps, dopo la verifica della sussistenza di tutte le condizioni richieste, acquisendo le informazioni già in suo possesso e quelle in possesso di altre amministrazioni. L'accredito dell'importo del reddito di cittadinanza verrà effettuato sulla Carta elettronica a ciò predisposta, con cui sarà possibile anche prelevare somme fino 100 euro al mese, mentre sarà vietato impiegarle per il gioco d'azzardo, pena la perdita del beneficio.

Sanzioni

E' prevista la pena della reclusione da uno a sei anni e la perdita del beneficio per chi, al solo fine di ricevere il reddito di cittadinanza:

  • fornirà dati falsi;
  • occulterà informazioni;
  • collaborerà ad occultare redditi;
  • svolgerà lavoro irregolare.

Chi commetterà i fatti suddetti con dolo non potrà più richiede il reddito di cittadinanza, se non sono decorsi almeno dieci anni dalla richiesta.

Decadenza dal beneficio

Decadrà dal beneficio invece chi:

  • non firmerà il patto per il Lavoro o quello di inclusione sociale;
  • non parteciperà alle attività formative previste o non si attiva nella ricerca di un impiego;
  • non aderirà ai progetti comunali;
  • rifiuterà un'offerta di lavoro congrua dopo averne rifiutate due;
  • non effettuerà le comunicazioni richieste in caso di modifica della propria situazione occupazionale;
  • non presenterà la Dsu aggiornata se il nucleo familiare ha subito mutamenti;
  • percepirà una misura superiore a quella prevista per effetto di false dichiarazioni.

Sono previste poi riduzioni della misura del reddito di cittadinanza in caso di violazioni minori.

Chi decadrà dal beneficio non potrà richiederlo prima che siano trascorsi 18 mesi dal provvedimento di decadenza a meno che nel nucleo familiare non siano presenti disabili. In questo caso si dovranno attendere solo 6 mesi.

Scarica pdf bozza decreto reddito cittadinanza
(08/01/2019 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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