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Ai papà separati 400 euro al mese

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Il vicepremier della Lega Salvini vuole far diventare legge nazionale la normativa della Lombardia che prevede un aiuto ai genitori single in difficoltà
padre cammina con figli

di Gabriella Lax - Quattrocento euro al mese per i padri separati. E' questa l'idea del vicepremier Matteo Salvini che vuole estendere a livello nazionale la normativa della Lombardia che prevede un aiuto ai genitori single in difficoltà.

Salvini: «Ai papà separati 400 euro mensili»

Tempo di chiudere i conti per il governo: prima della fine dell'anno la manovra dovrà decidere sul reddito di cittadinanza, ma non solo. Ci sono altri provvedimenti che dovranno sostenere le facce più deboli. «La Regione Lombardia dà 400 euro al mese di contributo ai padri separati - chiarisce il ministro dell'Interno - conosco questa drammatica realtà e vorrei allargare a tutta l'Italia questo fondo. Con questi 400 euro si potrebbe fare la differenza e ridare dignità a un padre per rivedere i suoi figli». Con queste parole Salvini rispolvera l'idea di un contributo di 400 euro, pensato per i genitori separati che si trovino in difficoltà economica e che non riescono ad arrivare a fine mese.

Cosa prevede la legge lombarda

La misura è ispirata ad una legge in vigore dal 2014 in Lombardia, che prevede la costituzione di un fondo di sostegno per genitori bisognosi. La legge prevede che il beneficio sia concesso ad entrambi i genitori che si trovino in condizioni di bisogno. Sovente però si tratta di papà separati in difficoltà, incapacitati a sbarcare il lunario, a causa delle spese quotidiane alle quali si aggiungono gli obblighi di mantenimento nei confronti di moglie e figli. Il contributo spetta al genitore separato: per figlio fino a 2.400 euro per un periodo di 6 mesi. In Lombardia il sostegno spetta ai coniugi separati o divorziati in condizioni di disagio economico che, a causa di provvedimento dell'autorità giudiziaria, sono obbligati a versare l'assegno di mantenimento dei figli e non sono assegnatari o non hanno la disponibilità della casa familiare in cui risiedono i figli, anche se di proprietà dei medesimi coniugi o ex coniugi. Servirà ovviamente certificare il reddito: la legge del 2014 prevede una soglia di 15mila euro, al di sotto dei quali è possibile accedere agli al fondo.

(13/12/2018 - Gabriella Lax)
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