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Congedi papà: addio ai cinque giorni

Nella legge di bilancio 2019 nessun riferimento ai congedi per i papà presenti nel nostro ordinamento dal 2013 e previsti nella misura di 5 giorni nel 2018
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di Annamaria Villafrate - Nessun riferimento ai congedi di paternità nella manovra di bilancio 2019. Una decisione che sta suscitando molte polemiche, perché dimostra un'arretratezza culturale, che sembra impossibile da superare. Per ogni passo avanti compiuto in favore delle donne che lavorano, ne vengono fatti due indietro. Secondo Tito Boeri è grave non rifinanziare i congedi per i papà, perché si ostacola l'ingresso nel mondo del lavoro di donne capaci e preparate. Dello stesso avviso Paola Profeta, docente della Bocconi, secondo la quale il congedo per i papà rappresenta un primo passo per distribuire il carico di lavoro che una famiglia comporta. Il sottosegretario Laura Castelli però rassicura, considerato che nei saldi di bilancio della manovra sono presenti fondi per misure in favore delle donne.

Congedi papà: cosa sono

I congedi di paternità sono disciplinati dall'art. 4, comma 24, lettera a), della n. 92/ 2012. La legge prevede due tipi di congedo: obbligatorio e facoltativo (alternativo a quello di maternità), fruibili dal padre lavoratore dipendente anche se adottivo o affidatario, entro il quinto mese di vita del figlio. La legge di bilancio 2017 ha prorogato per il 2017 solo il congedo obbligatorio, mentre per il 2018 lo ha innalzato da due a quattro giorni, ripristinando quello facoltativo a un giorno per gli eventi di parto, adozione o affidamento dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018.

No ai congedi di paternità per il 2019. E' polemica

Al momento nella legge di bilancio 2019 non c'è nessuna disposizione che faccia pensare a una proroga dei congedi di paternità. Nessun finanziamento insomma per questo esperimento che, iniziato nel 2013, è stato usufruito da circa la metà dai neo papà italiani nel 2017.

Tito Boeri, presidente INPS denuncia la mancata proroga dei congedi di paternità, perché dimostra una grave arretratezza culturale e una resistenza ancora piuttosto forte, a consentire l'ingresso alle donne nel mondo del lavoro.

Il sottosegretario all'Economia Laura Castelli giustifica questa "assenza" dalla manovra di bilancio con le numerose misure previste in favore delle donne. Punto sul quale non è d'accordo Paola Profeta, docente di economia delle finanze della Bocconi di Milano ed esperta del divario di genere, che lamenta la scarsezza di misure in favore delle donne lavoratrici e segnala l'importanza di mantenere il congedo di paternità, per evolvere culturalmente e distribuire equamente gli impegni della famiglia.

Italia, sempre fanalino di coda quando si parla di parità di diritti uomo/donna. In Germania sono nove le settimane retribuite al 65% per i neo-papà, in Svezia quattordici al 76%, in Spagna più di due al 100% e in Francia 28, al 20%. Misure che se non altro dimostrano una certa volontà di superare il gap di genere, che ancora si fa fatica ad abbattere.

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(12/11/2018 - Annamaria Villafrate)

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