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Uso dei fondi europei: il convegno alla Camera

A Roma il 15 novembre alla Camera dei deputati il convegno internazionale dove si discuterà di "Fondi europei, ponte di sviluppo Italia - Stati Uniti d'America" e di una proposta di legge per incentivare gli investimenti stranieri
calamita che attrae incentivi

di Gabriella Lax - Fondi europei e possibilità di sviluppo. Se ne discuterà a Roma, il prossimo 15 novembre, alle ore 16, alla Camera dei deputati, palazzo dei gruppi parlamentari, nel corso di un convegno dal titolo "Fondi europei, ponte di sviluppo Italia - Stati Uniti d'America" organizzato dall'Osservatorio Romano sui Fondi Europei.

Fondi europei e possibilità di sviluppo nel convegno a Roma

All'incontro di caratura internazionale, parteciperanno relatori e invitati istituzionali, italiani e stranieri (scarica il programma sotto allegato).

Nel corso del convegno, si procederà alla firma di un agreement tra l'osservatorio romano e lo United State Foreign Trade Institute.

L'evento sarà l'occasione per discutere, anche, della proposta di legge presentata alla Camera per incentivare investimenti nelle aree di crisi industriale complessa.

Agevolazioni per incentivare investimenti da parte di imprese estere, la proposta

L'obiettivo della proposta di legge, il cui testo Studiocataldi.it ha avuto modo di visionare, è quello di creare incentivi a costo zero per imprese straniere che vorranno investire nelle aree caratterizzate da un alto tasso di disoccupazione.

Ovviamente, per evitare problemi, le imprese straniere «dovranno svolgere attività produttive in ambiti che non siano in competizione con imprese italiane, oppure dovranno svolgere la propria attività acquistando almeno il 50% delle materie prime da aziende Italiane oppure costituire joint venture con aziende del territorio».

In questo si seguirebbe l'esempio dello strumento fiscale usato in Spagna con l'autorizzazione della Commissione Europea. In quel caso l'incentivo è stato autorizzato in base alle previsioni di cui all'art. 349 (zone ultra periferiche) del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea mentre, invece, nel nostro Paese la deroga al divieto di aiuto di stato (di cui all'art. 107 TFUE) si baserebbe sulla necessità di favorire lo sviluppo economico delle regioni dove il tenore di vita è risultato anormalmente basso e si è in presenza di una grave forma di disoccupazione nonché nelle aree colpite dal sisma del 2016.

Si potrebbe dare così una spinta veloce allo sviluppo economico italiano, con la costituzione di nuovi posti di lavoro e l'aiuto di investimenti esteri attraverso agevolazioni fiscali e burocratiche per le nuove imprese estere che investono in determinate zone del territorio Italiano. Gli incentivi sono condizionati a una serie di requisiti: le nuove imprese, in primis, devono assumere almeno 20 dipendenti e garantire la permanenza dei capitali in Italia per almeno 5 anni. Grazie all'autorizzazione della Commissione Europea si individuerà l'ente che sarà preposto alla gestione delle iscrizioni delle nuove imprese e al controllo del rispetto delle condizioni richieste. In ogni caso, il beneficio fiscale consiste prevalentemente nella previsione di una tassazione pari al 4% per cinque anni.

Nello specifico, le attività imprenditoriali ammesse ai benefici fiscali riguarderebbero queste aree: farmaceutica e chimica (produzione e commercio all' ingrosso); tecnologie innovative, elettronica, informatica, robotica ed automazioni; ricerca per innovazione e sviluppo, salvaguardia e gestione ambiente; servizi per le imprese, le aziende e le persone; formazione, sicurezza, editoria; trasporti;ndustrie alimentari; attività dei servizi di alloggio e di ristorazione.

Scarica pdf programma convegno
(12/11/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com

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