Bonus casa: allo studio proroga ed ecoprestito

Proroga triennale fino al 2021 per il pacchetto dei bonus casa, ma anche "decalage" degli sconti. Queste le novità del cantiere della manovra
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di Redazione - Tre anni di proroga fino a fine 2021 per i vari bonus casa (da ecobonus a ristrutturazioni per intenderci) ma anche "decalage" degli sconti dopo il primo anno. Sono questi i punti su cui sta lavorando il governo sul fronte delle detrazioni che andranno inserite nella manovra in arrivo.

Bonus casa: proroga triennale

I vari bonus casa, spiega il presidente della commissione industria del Senato, Gianni Girotto (M5S) al Sole24Ore, "storicamente vengono prorogati solo di anno in anno. Questo non dà una prospettiva certa a cittadini e imprese. Noi, invece, vogliamo dare un orizzonte temporale più ampio, che arrivi fino al 2021".

Arriva l'ecoprestito

Un'altra misura alla quale si sta lavorando, per consentire di realizzare gli interventi di ristrutturazione ai cittadini con poca liquidità disponibile, è l'"ecoprestito". Si tratta, ha detto Girotto, di "una forma di prestito nella quale un soggetto pubblico, come Cdp, dà ai cittadini a tasso agevolato una parte delle risorse necessarie ad avviare le opere. Servirà per chi vuole fare ristrutturazione o efficientamento senza avere i soldi a disposizione". Altra ipotesi allo studio è , invece, l'attivazione di una garanzia pubblica che permetta di abbattere il costo del prestito da parte di una banca.

Cessione crediti

Ancora, altra questione riguarda la cessione dei crediti, già oggetto di intervento anche recente da parte dell'Agenzia delle Entrate (circolare 11/E del 2018) in senso limitativo (come l'impossibilità di cedere il credito direttamente a una banca o di trasferirlo più di due volte). In cantiere, c'è proprio l'intenzione di rimuovere le limitazioni apportate per far acquisire maggiore efficacia al meccanismo.

Bonus casa con "decalage"

Un'ulteriore ipotesi, su cui ancora non ci sono certezze, è quella di un "decalage" delle aliquote di detrazione. Ossia una riduzione delle percentuali di sconto già a partire dal primo anno, in modo da incentivare gli interventi immediati. Si tratterebbe in ogni caso di una riduzione contenuta (dal 65% al 63% e poi al 60% ad esempio).

(27/09/2018 - Redazione) Foto: 123rf.com
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