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Internet: riforma copyright rimandata a settembre

L'Europarlamento ha deciso di non approvare oggi il mandato per negoziare la riforma del copyright nel mercato digitale. Tutto rinviato a settembre. Soddisfatto il vicepremier Di Maio
mancata tutela copyright con guantone che tira pugno a marchio

di Marina Crisafi - Riforma copyright rimandata a settembre. È quanto ha deciso oggi il Parlamento Ue, rinviando il mandato per negoziare con il consiglio la riforma delle regole europee sul copyright nel mercato digitale che tante polemiche ha suscitato nei giorni scorsi.

Leggi: Arriva la tassa sui link (e l'addio ai meme)

La decisione della commissione Juri - ha annunciato il vicepresidente dell'Aula Pavel Telicka a Strasburgo - è stata respinta, pertanto la commissione non può iniziare i negoziati".

Riforma copyright slitta a settembre

Il Regolamento del Parlamento Europeo prevede, infatti, che se almeno il 10% dei deputati si oppone all'avvio di negoziati con il Consiglio sulla base del testo votato in commissione, si procede a una votazione in plenaria. Il numero dei deputati necessario martedì scorso ha presentato le proprie obiezioni e il voto in plenaria oggi ha respinto la proposta di avvio dei negoziati con 318 contrari e 278 a favore.

Il rapporto della commissione, dunque, sarà inserito nell'agenda della prossima sessione plenaria del 10-14 settembre.

Le reazioni

Dispiaciuto il relatore Axel Voss (Germania, Ppe) che comunque ha accettato di buon grado ciò che "fa parte del processo democratico" annunciando che a settembre si tornerà sul tema "con un ulteriore valutazione per cercare di rispondere alle preoccupazioni dei cittadini, aggiornando nel contempo le norme sul diritto d'autore per il moderno ambiente digitale".

Soddisfazioni, invece, arrivano da più parti, viste le preoccupazioni sollevate dai cittadini (con petizioni firmate da quasi un milione di persone) e anche da esperti (che vanno dal relatore speciale delle Sezioni Unite all'inventore del World Wide Web, Sir Tim Berners Lee), compreso il fondatore di Wikipedia Jimmy Wiles, che ha twittato "We did it. You did it. Thank you".

Peraltro oggi l'enciclopedia è tornata visibile dopo due giorni di blocco per protesta contro la riforma.

Leggi Wikipedia oscurata per protesta

Plauso di Di Maio

Plauso anche da parte del ministro dello sviluppo economico, Luigi Di Maio, secondo il quale "la decisione presa in seduta plenaria dal Parlamento Ue a Strasburgo di rinviare la proposta di direttiva per la riforma del copyright è il segnale tangibile che finalmente qualcosa sta cambiando a livello europeo". "Il governo - ha proseguito il vicepremier nella nota - continuerà ad essere parte attiva durante il prosieguo del dibattito sulla direttiva sul copyright al fine di rimuovere definitivamente gli articoli 11 e 13 che ritiene portatori di due concetti inaccettabili quali: il diritto per i grandi editori di autorizzare o bloccare l'utilizzo delle loro pubblicazioni, introducendo di fatto una 'link tax', e la possibilità concessa alle società che danno accesso a grandi quantità di dati di adottare misure per controllare ex ante tutti i contenuti caricati dagli utenti'.

(05/07/2018 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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