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Riforma Copyright: via libera definitivo

L'Europarlamento ha approvato la riforma del copyright. Manca solo passaggio formale in Consiglio. Nuove norme in vigore tra due anni
europarlamento a strasburgo voto sul copyright

di Marina Crisafi - Via libera definitivo da Strasburgo alla riforma del copyright con 348 voti a favore (274 contrari e 36 astensioni). Le nuove norme che regolamentano diritti e obblighi sul web ora dovranno solo fare un ultimo passaggio "formale" per poi entrare in vigore due anni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Ue.

  1. Riforma Copyright: prossime tappe
  2. La riforma del Copyright in 5 punti
  3. Le reazioni

Riforma Copyright: prossime tappe

Con il sì di oggi si conclude l'iter "burrascoso" della direttiva Ue che modifica le norme sul diritto d'autore, un processo legislativo iniziato nel 2016, per il Parlamento Ue. Ora spetterà agli Stati membri, nelle prossime settimane, approvare la decisione del Parlamento.

La riforma del Copyright in 5 punti

Ecco i cinque punti essenziali del testo approvato:

- le piattaforme online saranno responsabili dei contenuti che gli utenti caricano

- Meme o GIF espressamente esclusi dalla direttiva

- hyperlink ad articoli di attualità accompagnati da "singole parole o brevi estratti" possono essere condivisi liberamente

- i giornalisti devono ottenere una quota delle entrate legate al diritto d'autore ottenute dal loro editore

- le startup saranno soggette ad obblighi meno rigidi

Cosa cambia dunque con la riforma


Le nuove norme Ue sul copyright consentiranno a creatori ed editori di notizie di negoziare con i giganti del web (YouTube, Facebook, Google News), che dovranno condividere i ricavi con artisti e giornalisti.

Le piattaforme Internet saranno direttamente responsabili dei contenuti caricati sul loro sito, "dando automaticamente agli editori di notizie il diritto di negoziare accordi per conto dei giornalisti sulle informazioni utilizzate dagli aggregatori di notizie" si legge nel comunicato stampa diffuso dal PE. Sono esclusi dal campo di applicazione della direttiva snippet, meme e gif che potranno continuare ad essere disponibili e condivisibili online. Esclusi anche Wikipedia, GitHub e in generale le enciclopedie online non commerciali e le piattaforme software opensource. Le startup infine saranno soggette a obblighi più leggeri rispetto alle piattaforme più consolidate.

Le reazioni

Soddisfatto il relatore Axel Voss (EPP, DE) secondo cui "questo accordo è un passo importante per correggere una situazione che ha permesso a poche aziende di guadagnare ingenti somme di denaro senza remunerare adeguatamente le migliaia di creativi e giornalisti da cui dipendono. Allo stesso tempo, l'accordo contiene numerose disposizioni per garantire che Internet rimanga uno spazio di libera espressione. Tali disposizioni non erano di per sé necessarie, perché la direttiva non creerà nuovi diritti per i titolari. Tuttavia, abbiamo ascoltato le preoccupazioni sollevate e abbiamo scelto di garantire doppiamente la libertà di espressione. I "meme", i "gif", i "snippet" sono ora più che mai protetti".

Soddisfazione anche per il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani che afferma: l'Europa "ha scelto di mettere fine all'attuale Far West digitale, stabilendo regole moderne e al passo con lo sviluppo delle tecnologie".

Plausi arrivano dal presidente Fieg, Andrea Riffeser Monti, per il quale il voto di oggi sancisce un principio a tutela della "stampa libera e indipendente".

Per Google, invece, "la direttiva sul copyright è migliorata, ma porterà comunque a incertezza giuridica e impatterà sulle economie creative e digitali dell'Europa".

Leggi anche:

- Riforma Copyright: oggi il voto finale

- Cosa prevede la riforma del copyright

- Royalty free

(26/03/2019 - Marina Crisafi) Foto: EuroParlamento/Fred MARVAUX

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