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Whistleblowing targato Europa

Tutela per i whistleblowers anche in caso di violazioni al diritto Ue. Le proposte della Commissione Europea
uomo che fa una chiamata al telefono di nascosto

di Gabriella Lax - Tutela per i whistleblowers anche in caso di violazioni al diritto Ue. Tutele previste in qualunque paese dell'Unione europea lo stesso abiti, anche laddove non sia prevista nessuna norma nazionale.

Whistleblowers, le norme della Commissione europea

A stabilirlo è la proposta di direttiva della Commissione europea con l'obiettivo di rafforzare il rispetto delle leggi e promuovere la massima trasparenza difendendo il ruolo degli informatori nel portare alla luce attività illecite che arrecano pregiudizio al pubblico interesse. Le nuove regole Ue garantiscono in tutti i 28 paesi una protezione per chi denuncia pubblicamente violazioni al diritto dell'Ue in materia di appalti pubblici, servizi finanziari, riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, sicurezza dei prodotti, sicurezza dei trasporti, tutela ambientale, sicurezza nucleare, sicurezza degli alimenti e dei mangimi e salute e benessere degli animali, salute pubblica, protezione dei consumatori, tutela della vita privata, protezione dei dati e sicurezza delle reti e dei sistemi informativi. La nuova direttiva si applica anche alle violazioni delle norme Ue sulla concorrenza, sulla fiscalità e in particolare all'imposta sulle società e ai danni causati agli interessi finanziari dell'Ue. Gli obblighi per le imprese, secondo la direttiva, riguardano quelle con più di 50 dipendenti o con un fatturato annuo superiore ai 10 milioni di euro che dovranno stabilire una procedura interna per gestire le segnalazioni. La normativa riguarderà tutte le amministrazioni statali e regionali e a tutti i comuni con più di 10mila abitanti.

Whistleblowers, la tutela in Italia

Nel nostro Paese la tutela è garantita per gli autori di segnalazioni di reati o di irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell'ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato. I dipendenti che segnalano, ai responsabili anticorruzione, all'Anac o ai giudici ordinari e contabili, illeciti di cui son venuti a conoscenza in ragione del rapporto di lavoro non potranno essere sanzionati, licenziati, demansionati, trasferiti o sottoposti ad altre misure ritorsive. E' una tutela che vale non solo per tutte le amministrazioni pubbliche ma anche per il settore privato. Sono nulli gli atti discriminatori posti in essere nei confronti dei lavoratori. E' previsto il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento e la nullità di ogni atto discriminatorio o ritorsivo nei confronti del whistleblower. All'ente spetta l'onere della prova.

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(24/04/2018 - Gabriella Lax) Foto: 123rf.com
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