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Telepass: estensione in tutta Europa

La proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio per l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale
Casello autostradale

di Gabriella Lax - Un passo in più verso l'unione degli stati oltre ogni frontiera grazie al telepass esteso a tutta Europa. Il tema è trattato nella proposta di direttiva (0128 del 2017) del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale e intesa ad agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell'Unione.

Telepass europeo, la direttiva è del 2004

Se ne discute da molti anni e, dal 2004 il telepass europeo è legiferato in una direttiva, a cui è stata data attuazione solo 5 anni dopo. In realtà il telepass europeo attualmente è limitato ai mezzi pesanti e solo in alcuni Paesi. Così la Ue sta preparando modifiche della direttiva 2004/52, per la diffusione dei metodi per pagare senza fermarsi ai caselli, assicurando allo stesso tempo prezzi bassi e facilitazioni per i gestori il recupero dei pedaggi non pagati anche quando il debitore è straniero. In questo caso è stabilito un meccanismo analogo a quello delle sanzioni per le infrazioni stradali ritenute più gravi: collegamenti telematici tra gli Stati per rintracciare direttamente i proprietari di veicoli immatricolati all'estero e così notificare loro la richiesta di pagamento.

Telepass europeo, operatività e costi

La direttiva parte dalla necessità di «eliminare gli ostacoli artificiali al funzionamento del mercato interno, pur rispettando la possibilità per gli Stati membri e l'Unione di attuare politiche diverse di tariffazione per tutti i tipi di veicoli, a livello locale, nazionale o internazionale. Le apparecchiature installate a bordo dei veicoli dovrebbero consentire l'attuazione di queste politiche di tariffazione nel rispetto dei principi di non discriminazione tra i cittadini di tutti gli Stati membri. È dunque necessario garantire al più presto l'interoperabilità dei sistemi di telepedaggio a livello dell'Unione, limitando, per quanto possibile, i costi relativi agli impianti di pertinenza dei gestori stradali e i costi del servizio del telepedaggio».

Quanto alle modalità d'impiego, per fare passi avanti «in futuro dovrebbe essere vagliata – si legge nella proposta - la possibilità di esplorare eventuali sinergie fra la piattaforma del telepedaggio e i sistemi di trasporto intelligenti cooperativi, attraverso un'attenta analisi costi-benefici.

La direttiva lascerebbe invariata la libertà degli Stati membri di definire norme che disciplinano il regime tariffario delle infrastrutture stradali e le questioni di natura fiscale. Tuttavia stabilisce che un sistema di pedaggio stradale elettronico interoperabile favorirebbe l'attuazione degli obiettivi definiti dalla normativa dell'Unione in materia di pedaggi stradali.

A tal proposito, come ricorda il Sole 24 Ore, tra una settimana (il 20 febbraio) scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Se ne discuterà in aula il 24 aprile, il 15 maggio il report sarà votato in commissione Trasporti per poi essere licenziato a luglio in sessione plenaria a Strasburgo. Dopo un numero variabile di sedute si deciderà, non prima del prossimo autunno.

(14/02/2018 - Gabriella Lax)
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