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I limiti di velocità

Quali sono i limiti di velocità, come sono disciplinati e quali le sanzioni in caso di violazione
cartello che indica limiti di velocita in Italia

di Valeria Zeppilli

  1. Cosa sono i limiti di velocità
  2. I limiti di velocità per le autovetture
  3. I limiti di velocità per gli altri veicoli
  4. Controllo dei limiti di velocità
  5. Le sanzioni per l'inosservanza dei limiti di velocità

Cosa sono i limiti di velocità

I limiti di velocità indicano l'andatura massima alla quale un veicolo può circolare su una determinata strada. Essi sono diversi a seconda della classificazione della strada cui si riferiscono e trovano la loro fonte di disciplina nell'articolo 142 del codice della strada.

I limiti di velocità per le autovetture

Come detto, i limiti di velocità variano in base alla strada che si percorre. Ecco quindi uno schema riepilogativo delle diverse soglie fissate dal codice della strada ai fini della sicurezza della circolazione e della tutela della vita umana:

  • autostrade – 130 km/h (110 km/h in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura)
  • strade extraurbane principali – 110 km/h (90 km/h in caso di precipitazioni atmosferiche di qualsiasi natura)
  • strade extraurbane secondarie – 90 km/h
  • strade extraurbane locali – 90 km/h
  • strade nei centri ebitati – 50 km/h (con possibilità di elevare il limite fino a massimo 70 km/h per le strade urbane le cui caratteristiche costruttive e funzionali lo consentano, previa installazione degli appositi segnali).

Modifiche ai limiti di velocità

Nel caso di autostrade composte, per ogni senso di marcia, da tre corsie oltre alla corsia di emergenza, è possibile che il limite venga innalzato sino a 150 km/h, purché siano installate apparecchiature omologate per il calcolo della velocità media di percorrenza su tratti determinati, previa installazione di appositi segnali e purché lo consentano l'intensità del traffico, le condizioni atmosferiche prevalenti e i dati di incidentalità degli ultimi cinque anni.

Inoltre, entro i limiti massimi visti sopra è possibile anche che, in determinate strade e tratti di strada, siano fissati limiti di velocità minimi e massimi diversi, previa apposizione della relativa segnalazione, se gli stessi si rendono opportuni in ragione delle particolari caratteristiche concrete e fino a che queste perdurano.

I poteri del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti

Con riferimento ai limiti di velocità, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti possiede dei poteri specifici di intervento rispetto ai provvedimenti presi dagli enti proprietari della strada.

In particolare il Ministro può:

  • modificare tali provvedimenti, quando sono contrari alle proprie direttive o comunque contrastano con i criteri sopra visti,
  • disporre l'imposizione di limiti in sostituzione dell'ente proprietario,
  • procedere all'esecuzione delle opere necessarie, nel caso in cui l'ente proprietario non vi provveda e con diritto di rivalsa nei suoi confronti.

I limiti di velocità per gli altri veicoli

Per alcuni veicoli, sono fissati dei limiti di velocità specifici e diversi rispetto a quelli stabiliti per le autovetture.

Ecco quali sono le categorie di veicoli sottoposti a limiti peculiari e a quale velocità massima possono circolare:

  • ciclomotori – 45 km/h
  • autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 quando viaggiano carichi – 50 km/h fuori dei centri abitati e 30 km/h nei centri abitati
  • macchine agricole e macchine operatrici – 40 km/h se montati su pneumatici o su altri sistemi equipollenti e 15 km/h in tutti gli altri casi
  • quadricicli – 80 km/h fuori dei centri abitati
  • treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio – 70 km/h fuori dei centri abitati e 80 km/h sulle autostrade
  • autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 tonnellate – 80 km/h fuori dei centri abitati e 100 km/h sulle autostrade
  • autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 12 tonnellate – 80 km/h fuori dei centri abitati e 100 km/h sulle autostrade
  • autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 tonnellate – 70 km/h fuori dei centri abitati e 80 km/h sulle autostrade
  • autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 tonnellate se adoperati per il trasporto di persone – 70 km/h fuori dei centri abitati e 80 km/h sulle autostrade
  • mezzi d'opera quando viaggiano a pieno carico – 40 km/h nei centri abitati e 60 km/h fuori dei centri abitati.

Tranne che per i ciclomotori e gli autoveicoli o i motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose, le velocità massime consentite vanno indicate nella parte posteriore del veicolo (o sul rimorchio o sul semirimorchio se si tratta di complessi di veicoli). Fanno eccezione alcuni autoveicoli militari in dotazione delle Forze armate, della Polizia di Stato, della Guardia di finanza, del Corpo di Polizia penitenziaria, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, dei Corpi dei vigili del fuoco delle province autonome di Trento e Bolzano, della Croce rossa italiana, del Corpo forestale dello Stato, dei Corpi forestali operanti nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano e della Protezione civile nazionale, della regione Valle d'Aosta e delle province autonome di Trento e Bolzano.

Controllo dei limiti di velocità

Il rispetto dei limiti di velocità può essere provato dalle risultanze di apparecchiature che siano state debitamente omologate, dalle registrazioni del cronotachigrafo e dai documenti relativi ai percorsi autostradali.

In ogni caso, le postazioni di controllo del'osservanza di tali limiti devono essere segnalate preventivamente e in maniera ben visibile, mediante cartelli o dispositivi di segnalazione luminosi.

Le sanzioni per l'inosservanza dei limiti di velocità

Le sanzioni amministrative per l'inosservanza dei limiti di velocità variano a seconda dell'entità del superamento della soglia fissata per la strada di riferimento, nella seguente maniera:

  • limiti di velocità superati di non oltre 10 km/h – sanzione da euro 41 a euro 168
  • limiti di velocità superati di oltre 10 km/h e di non oltre 40 km/h – sanzione da euro 168 a euro 674
  • limiti di velocità superati di oltre 40 km/h ma di non oltre 60 km/h – sanzione da euro 527 a euro 2.108, con sospensione della patente di guida da uno a tre mesi (o da otto a diciottomesi in caso di recidiva biennale)
  • limiti di velocità superati di oltre 60 km/h – sanzione da euro 821 a euro 3.287, con sospensione della patente di guida da sei a dodici mesi (o con revoca della patente in caso di recidiva biennale).

La mancata indicazione della velocità massima sul retro del veicolo, ove prescritta, comporta la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 25 a euro 99.

Sanzioni raddoppiate

Se le violazioni dei limiti di velocità sono commesse da particolari categorie di veicoli, le sanzioni amministrative pecuniarie e accessorie sono raddoppiate. I veicoli interessati sono:

  • autoveicoli o motoveicoli utilizzati per il trasporto delle merci pericolose rientranti nella classe 1 che viaggiano carichi
  • treni costituiti da un autoveicolo e da un rimorchio
  • autobus e filobus di massa complessiva a pieno carico superiore a 8 tonnellate
  • autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate e fino a 12 tonnellate
  • autoveicoli destinati al trasporto di cose o ad altri usi, di massa complessiva a pieno carico superiore a 12 tonnellate
  • autocarri di massa complessiva a pieno carico superiore a 5 tonnellate se adoperati per il trasporto di persone
  • mezzi d'opera che viaggiano a pieno carico.

Proventi delle sanzioni

I proventi delle sanzioni applicate in conseguenza della violazione dei limiti di velocità spettano per il 50% all'ente proprietario della strada su cui è stato effettuato l'accertamento o agli enti che esercitano le relative funzioni e per il 50% all'ente da cui dipende l'organo accertatore e devono essere destinati alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali e al potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(10/02/2018 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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