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WhatsApp: una multa o una truffa per gli utenti Vodafone, Tim e Wind-Tre?

La puntata n. 42 di MEDIAevo si occupa di una serie di articoli del sito TecnoAndroid, l'ultimo dei quali pubblicato ieri, 10 febbraio 2018
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di Paolo M. Storani - MEDIAevo n. 42. Tra le news selezionate il 27 gennaio 2018 da Google vi era quella intitolata "WhatsApp: gli utenti Vodafone, Tim e Wind TRE sono in pericolo, in arrivo una multa da 500 euro" che sarebbe (il condizionale s'impone) pubblicata da Denis Dosi per il sito TecnoAndroid.
In verità anche in precedenza ne lessi in internet di analogo tenore, ma non le aprii neppure.
Ma, stante l'insistenza sul problema, ho deciso di approfondire un po'.
Ieri, 10 febbraio 2018, mi capita giusto a fagiolo il titolo di un'altra notizia, stavolta "pubblicata da Felice Galluccio", era il seguente: "Whatsapp, attenzione: multa da 260 euro per gli utenti TIM, Wind, 3 e Vodafone", insomma l'elenco contempla la gran parte degli operatori telefonici utilizzati dai possessori italiani di smartphone. 
In realtà, mi appare evidente che il contenuto della notizia parla di una truffa e non di una "multa" come insiste a titolare il sito, da cui talvolta si ritrae qualche buona segnalazione nella materia della telefonia.
Per meglio esprimersi, la minaccia della multa sarebbe essa stessa la truffa.
In rete circolerebbe un trabocchetto tramite un "semplice messaggio su WhatsApp".
Proseguiva il sito TecnoAndroid il 27.1.2018 ammonendo che "in due tranche, ognuno di noi avrebbe l'opportunità di pagare la sanzione da 500 euro (in particolare 250 e 250 euro)".
Mi colpì questo utilizzo del tutto improprio del vocabolo "opportunità".
Qual è allora il suggerimento dell'autore della news?
"L'unica cosa da fare, nell'eventualità che riceviate questo messaggio, è cancellarlo immediatamente...".
La cosa è abbastanza ovvia e tautologica: ripetiamo l'operazione varie volte al giorno, sommersi come siamo da aggressioni digitali pressoché ininterrotte, in una giungla che non tende mai a placarsi.
Ieri, 10.2.2018, mentre il titolo parla di una multa di € 260, all'interno del pezzo l'entità sale ad € 300 "per alcune violazioni del contratto".
Ci sarebbe, dunque, un link che indurrebbe gli utenti della app a finire nella pagina "dove effettuare il pagamento".
In buona sostanza, una delle innumerevoli trappole da cui debbono continuamente guardarsi i titolari di un qualunque account di posta elettronica.
Nulla di che, la notizia a ben riflettere non c'è.
Una sorta di generico allerta a stare accorti ai malintenzionati.
Un semplice sermoncino che mira a ricordare di non credere alle sanzioni che provengono da Whatsapp
Eppure quei titoli così allarmanti e roboanti lascerebbero presagire chissà quali sconvolgenti news.
È il web, ragazzi, c'è poco da fare!

(11/02/2018 - Law In Action - di P. Storani) Foto: 123rf.com
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