Sei in: Home » Articoli
 » Previdenza

Come si calcola la pensione di reversibilitÓ

Ecco le aliquote di reversibilitÓ, le date di decorrenza e i soggetti beneficiari della pensione di reversibilitÓ
salvadanaio con dietro lavagna che segna risparmio per la pensione

di Giovanna Molteni - Introdotta in Italia nel 1939 con la Legge numero 1272 e, oggigiorno, disciplinata per taluni profili dalla Legge 335 del 1995 e dalla Legge 263 del 2005, la pensione di reversibilitÓ consiste in una prestazione previdenziale a favore dei familiari superstiti, in caso di decesso del titolare di una pensione diretta (di vecchiaia, di anzianitÓ o di inabilitÓ) o di chi, avendo diritto ad una pensione diretta, ne abbia in corso la liquidazione.

Leggi la guida: La pensione di reversibilitÓ

Il calcolo della pensione di reversibilitÓ

La pensione di reversibilitÓ decorre dal primo giorno del mese successivo a quello del decesso del pensionato o dell'assicurato.

All'avente diritto o agli aventi diritto non spetta l'intero importo della pensione, bensý una quota percentuale della pensione giÓ liquidata o che sarebbe spettata all'assicurato. Le aliquote di reversibilitÓ sono stabilite nella misura del 60% per il coniuge senza figli, dell'80% per il coniuge con un figlio e del 100% per il coniuge con due o pi¨ figli. Quando il beneficiario non Ŕ il coniuge, il calcolo si effettua con le seguenti aliquote di reversibilitÓ: la percentuale di reversibilitÓ Ŕ pari al 70% in caso di un figlio, all'80% nell'ipotesi di due figli, al 100% in presenza di tre o pi¨ figli. La percentuale Ŕ del 15% in caso di un genitore o di un fratello o di una sorella superstite.

In presenza di due genitori o di due fratelli o sorelle, l'aliquota Ŕ del 30%. Le aliquote di reversibilitÓ sono del 45%, del 60% e del 75% se i superstiti sono, rispettivamente, tre fratelli o sorelle, quattro fratelli o sorelle e cinque fratelli o sorelle. In presenza di sei fratelli e sorelle ovvero di sette o pi¨ fratelli e sorelle, l'aliquota raggiunge, rispettivamente, il 90% e il 100%.

Qualora i superstiti possiedano altri redditi Ŕ prevista una riduzione dell'assegno di reversibilitÓ: la decurtazione Ŕ del 25% se il reddito Ŕ superiore a 3 volte il trattamento minimo annuo, del 40% se il reddito Ŕ superiore a 4 volte il trattamento minimo annuo e del 50% qualora il reddito superi di 5 volte il trattamento minimo annuo.

Chi sono i beneficiari della pensione di reversibilitÓ?

Hanno diritto al trattamento pensionistico in quanto superstiti il coniuge, anche se separato legalmente o se divorziato purchÚ titolare dell'assegno periodico divorzile e non passato a nuove nozze. Hanno altresý diritto i figli ed equiparati che, alla data di decesso dell'assicurato o del pensionato, non abbiano superato il diciottesimo anno di etÓ o, indipendentemente dall'etÓ, siano riconosciuti inabili al lavoro e a carico del genitore al momento del decesso. Il suddetto limite di etÓ Ŕ innalzato a 21 anni in caso di frequenza di scuola media o professionale e a 26 anni in caso di frequenza di un corso di laurea. In assenza di coniuge e di figli o se essi non hanno diritto alla pensione ai superstiti, il diritto al trattamento pensionistico Ŕ riconosciuto ai genitori dell'assicurato o pensionato che al momento della morte di quest'ultimo abbiano compiuto il 65░ anno di etÓ, non siano titolari di pensione e risultino a carico del lavoratore deceduto. E, in via residuale, il diritto Ŕ riconosciuto ai fratelli celibi e alle sorelle nubili dell'assicurato o pensionato che al momento della morte di quest'ultimo siano inabili al lavoro, non siano titolari di pensione e siano a carico del lavoratore deceduto. Inoltre, con l'entrata in vigore della legge numero 76 del 20 maggio 2016, il diritto alla pensione ai superstiti Ŕ riconosciuto anche in favore del componente superstite dell'unione civile.

NB: Non sono reversibili le provvidenze economiche concesse per invaliditÓ civile, trattandosi di prestazioni assistenziali. Si parla, invece, di pensione indiretta ai superstiti quando il lavoratore deceduto abbia maturato quindici anni di assicurazione e di contribuzione (oppure 780 contributi settimanali) ovvero cinque anni di assicurazione e contribuzione (oppure 260 contributi settimanali), di cui almeno tre anni (oppure 156 contributi settimanali) nel quinquennio precedente la data del decesso.

(25/01/2018 - Giovanna Molteni) Foto: 123rf.com
In evidenza oggi:
» Mense e scuole senza menu vegano? In arrivo multe fino a 18mila euro
» L'avvocatura nell'epoca delle incertezze
» La data certa
» Avvocati: verso l'assunzione negli studi legali
» ResponsabilitÓ medica nella chirurgia estetica

Newsletter f g+ t in Rss