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La tassa sulla morte all'esame del Senato

Le novità e il testo del disegno di legge sulle attività funerarie attualmente al vaglio delle competenti commissioni di Palazzo Madama
donna che porta fiori in un cimitero
di Lucia Izzo - Dallo scorso 11 ottobre è in corso l'esame presso le deputate Commissioni al Senato del disegno di legge destinato a disciplinare le attività funerarie. L'accelerazione dei tempi potrebbe portare all'approvazione entro fine legislatura del testo (qui sotto allegato) in cui sono confluite le proposte di legge in materia n. 1161, 447 e 2492 (leggi anche: Arriva la "tassa sulla morte").

Le novità del ddl sulle attività funerarie

Il disegno di legge punta a stabilire i principi fondamentali in materia di disciplina delle attività funerarie, intese come il complesso dei servizi e delle funzioni attinenti al trattamento e alla sepoltura ovvero alla cremazione dei defunti e alla polizia mortuaria.
Oltre a definire le funzioni di Stato, regioni ed enti locali, in subiecta materia, individuando gli specifici compiti e le relative modalità di svolgimento, il testo propone di "uniformare il trattamento dei resti mortali, delle ceneri cremate e delle ossa umane sul territorio nazionale, a garanzia dei diritti fondamentali dei cittadini e a fini di tutela igienico-sanitaria".
Una particolare attenzione, inoltre, viene posta sull'armonizzazione delle attività autorizzatorie, di vigilanza e controllo da parte dei soggetti competenti e alla regolamentazione dell'esercizio delle attività funebri.
Il tutto nel rispetto della dignità della persona e nel diritto di ogni individuo di scegliere liberamente le modalità di sepoltura o di cremazione.

Cos'è la tassa sulla morte

Ad aver destato particolare sconcerto, tuttavia, è stata la previsione nel ddl di quella che è stata definita "tassa sulla morte", oltre che del pagamento di una sorta di affitto sulla tomba per cui il contribuente dovrebbe trovarsi a versare circa 30 euro annui (destinati al finanziamento di vigilanza e controllo da parte delle aziende locali).
In particolare, l'art. 22 ("Misure Fiscali") prevede che le spese funebri, attualmente esenti ex art. 10, primo comma, d.P.R. 633/1972, siano assoggettabili ad IVA con aliquota ridotta del 10%.
A trasmigrare nella tabella A, parte III, del citato d.P.R., sarebbero tutte le "prestazioni proprie di pompe funebri, servizi necroscopici, servizi cimiteriali e per la cremazione e di forniture di beni ad essi connessi, nonché lavori di edilizia cimiteriale, opere lapidee cimiteriali e relativa accessoristica funebre".
La quasi totalità degli emendamenti presentati, tuttavia, sembra orientata verso la soppressione della previsione dell'aliquota ridotta, quindi della c.d. "tassa sulla morte" o, addirittura, ad far decadere l'intero contenuto della norma.
Nel suo restante contenuto, questa stabilisce, tra l'altro, anche una detrazione IRPEF per le spese funebri, le opere lapidee cimiteriali e la relativa accessoristica funebre sostenute in dipendenza della morte di persone, per una cifra complessiva pari al 75 per cento delle spese sostenute e documentate, fino a un totale di 7.500 euro (in luogo dell'attuale importo di massimo 1.550 euro per ciascun defunto).
Inoltre, la detrazione sarebbe prevista anche per i premi (rateali o in unica soluzione), corrisposti a una società di assicurazioni per la previdenza funebre o cimiteriale, polizze assicurative che lo stesso d.d.l si è preoccupato di disciplinare.

Nuovi oneri per le imprese funebri ... e funerali più cari

Un altro punctum pruriens della proposta è rappresentato dagli oneri a cui verranno sottoposte le imprese funebri per rimanere sul mercato e non rischiare di chiudere o di essere assorbite: tale eventualità, infatti, potrebbe far lievitare di qualche centinaio di euro i prezzi medi dei funerali.
L'attenzione è posta, in particolare, sulla dotazione umana e strumentale dell'impresa: il d.d.l prevede, tra l'altro, l'inserimento necessario nell'impresa di un direttore tecnico, che potrà coincidere anche con il titolare o legale rappresentante della stessa, e almeno un'auto funebre e tre necrofori.
Tuttavia, laddove la soglia di funerali annui dell'impresa sia compresa tra 301 e 1.000, sarà necessario che questa sia dotata di almeno 3 mezzi funebri e 6 necrofori; oltre tale soglia i mezzi funebri salgono a 4 e i necrofori a 12 unità.
Anche su quest'ultimo punto riguardante l'organico, tuttavia, potrebbe abbattersi la falce degli emendamenti che hanno già prospettato diverse soluzioni, in melius e in peius, quanto alla rimodulazione del personale necessario.


D.D.L. attività funerarie
(07/11/2017 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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