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La subornazione

Guida legale al reato oggi denominato intralcio alla giustizia
uomo con punto interrogativo per segnalazione reato

di Valeria Zeppilli

Cos'è la subornazione

La subornazione è un comportamento che consiste nell'istigare un soggetto a venir meno a un dovere che gli è imposto dalla legge o a un obbligo socialmente rilevante.

In certi termini, tale comportamento risulta penalmente rilevante ed è idoneo a configurare il reato di "intralcio alla giustizia" che, sino alle modifiche apportate al codice penale dalla legge numero 146/2006, era chiamato proprio reato di subornazione.

La norma

La norma che punisce la subornazione – intralcio alla giustizia è quella di cui all'articolo 377 c.p., che così recita:

Art. 377.

Intralcio alla giustizia

Chiunque offre o promette denaro o altra utilità alla persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale ovvero alla persona richiesta di rilasciare dichiarazioni dal difensore nel corso dell'attività investigativa, o alla persona chiamata a svolgere attività di perito, consulente tecnico o interprete, per indurla a commettere i reati previsti dagli articoli 371-bis, 371-ter, 372 e 373, soggiace, qualora l'offerta o la promessa non sia accettata, alle pene stabilite negli articoli medesimi, ridotte dalla metà ai due terzi.

La stessa disposizione si applica qualora l'offerta o la promessa sia accettata, ma la falsità non sia commessa.

Chiunque usa violenza o minaccia ai fini indicati al primo comma, soggiace, qualora il fine non sia conseguito, alle pene stabilite in ordine ai reati di cui al medesimo primo comma, diminuite in misura non eccedente un terzo.

Le pene previste ai commi primo e terzo sono aumentate se concorrono le condizioni di cui all'articolo 339.

La condanna importa l'interdizione dai pubblici uffici.

Condotta di subornazione sanzionata

La condotta di subordinazione alla quale la norma dà rilevanza penale, come si vede, è quella di offrire o promettere denaro o altra utilità per indurre determinati soggetti a commettere uno dei seguenti reati:

- false informazioni al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale,

- false dichiarazioni al difensore,

- falsa testimonianza,

- falsa perizia o interpretazione.

Non a caso, quindi, i soggetti ai quali va rivolta la promessa o l'offerta, affinché possa configurarsi reato, sono:

- la persona chiamata a rendere dichiarazioni davanti all'autorità giudiziaria o alla Corte penale internazionale

- la persona richiesta di rilasciare dichiarazioni dal difensore nel corso dell'attività investigativa,

- la persona chiamata a svolgere attività di perito, consulente tecnico o interprete.

Reazione all'offerta o alla promessa

Perché si configuri il reato di intralcio alla giustizia di cui all'articolo 377 c.p., inoltre, è necessario che o la promessa o l'offerta di denaro o altre utilità non sia poi accettata o che ad essa, pur se accettata, non sia seguita la falsità.

La pena per la subornazione

La pena prevista per la subornazione/intralcio alla giustizia è quella stabilita per le ipotesi di reato alla cui commissione è orientata la promessa o l'offerta, ridotta dalla metà ai due terzi.

Si rende quindi opportuno ricordare che per il reato di false informazioni al pubblico ministero o al procuratore della Corte penale internazionale e per il reato di false dichiarazioni al difensore è prevista la reclusione fino a quattro anni, mentre per i reati di falsa testimonianza e falsa perizia o interpretazione è prevista la reclusione da due a sei anni.

La riduzione è però stabilita in misura non eccedente un terzo nel caso in cui, per i fini previsti dall'articolo 377 c.p., il reo abbia usato violenza o minaccia, senza comunque raggiungere il proprio obiettivo.

In ogni caso la condanna comporta l'interdizione dai pubblici uffici.

Aggravanti

Al ricorrere di alcune circostanze aggravanti, la pena prevista per l'intralcio alla giustizia è aumentata ed è quella della reclusione da tre a quindici anni.

Si tratta delle ipotesi in cui la violenza o la minaccia è commessa:

- da più di cinque persone riunite, mediante uso di armi anche soltanto da parte di una di esse,

- da più di dieci persone, pur senza uso di armi,

- mediante il lancio o l'utilizzo di corpi contundenti o altri oggetti atti ad offendere, compresi gli artifici pirotecnici, in modo da creare pericolo alle persone (salvo che il fatto costituisca più grave reato).

Informazioni processuali

Dal punto di vista processuale, va infine detto che la competenza ad occuparsi del reato di intralcio alla giustizia è del tribunale monocratico e che la procedibilità è d'ufficio.

L'arresto e il fermo non sono consentiti.

La giurisprudenza sulla subornazione

La giurisprudenza si è più volte confrontata con il reato di subornazione prima e di intralcio alla giustizia poi.

Ecco alcune massime interessanti tra le più recenti.

"È configurabile il delitto di intralcio alla giustizia anche con riferimento alle pressioni e alle minacce esercitate su colui che abbia reso dichiarazioni accusatorie nella fase delle indagini preliminari al fine di indurlo alla ritrattazione in vista dell'acquisizione, da parte sua, della qualità di testimone nel celebrando dibattimento" (Cass. n. 18371/2017)

"Il delitto di subornazione previsto dall'art.377 cod. pen. non è punibile a titolo di tentativo, trattandosi di fattispecie di pericolo che realizza una tutela anticipata del bene giuridico del buon andamento dell'amministrazione della giustizia" (Cass. n. 34667/2016)

"Non viola il principio di correlazione tra accusa e sentenza, la decisione di condanna per il reato di violenza privata (art. 610 cod. pen.) a fronte della contestazione del delitto di intralcio alla giustizia (art. 377, comma terzo, cod. pen.), trattandosi di figure criminose che hanno in comune l'elemento della minaccia o della violenza, funzionali al conseguimento dello scopo avuto di mira dall'agente, vale a dire l'induzione della vittima a determinati comportamenti" (Cass. n. 34939/2016).

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(25/10/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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