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Ddl Lorenzin: ecco come cambia il codice penale

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In arrivo modifiche agli articoli 589, 590 e 348
uomo con punto interrogativo per segnalazione reato

di Valeria Zeppilli - Il Ddl Lorenzin, licenziato dalla Commissione affari sociali della Camera e pronto per approdare in Aula il prossimo 9 ottobre, tra le tante cose reca con sé anche alcune interessanti modifiche al codice penale, in particolare agli articoli 589, 590 e 348.

Omicidio colposo e lesioni personali colpose

Nel dettaglio, la norma che disciplina l'omicidio colposo viene corredata dal Ddl di un nuovo comma che estende la pena più severa, rispetto a quella base, prevista dal terzo comma anche al caso in cui il fatto sia "commesso nell'esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un'arte sanitaria".

Con riferimento alle lesioni personali colpose, invece, il Ddl Lorenzin integra l'articolo 590 del codice penale prevedendo che in caso di lesioni gravi o gravissime cagionate nell'esercizio abusivo di una professione per la quale è richiesta una speciale abilitazione dello Stato o di un'arte sanitaria la pena è, per le lesioni gravi, quella della reclusione da sei mesi a due anni mentre, per lesioni gravissime, quella della reclusione da un anno e sei mesi a quattro anni.

Esercizio abusivo della professione

In materia di esercizio abusivo della professione, il Ddl Lorenzin, con una modifica dell'articolo 348 del codice penale, prevede anche la pena della reclusione da sei mesi a tre anni e della multa da 10mila a 50mila euro per chi esercita abusivamente una professione per la quale è richiesta un'abilitazione speciale dello Stato.

Il professionista che invece si "limita" a determinare altri a commettere un tale reato è punito con la pena della reclusione da uno a cinque anni e della multa da 15mila a 75mila euro.

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(30/09/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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