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Giudici di pace in sciopero: dal 2 al 6 ottobre bloccato il 60% dei processi

Annunciato il nuovo sciopero unitario dei giudici di pace e magistrati onorari contro la riforma
giudice tiene bilancia

di Marina Crisafi – Continua senza sosta la protesta dei giudici di pace contro la riforma entrata in vigore il 15 agosto scorso.

Leggi: Riforma giudici di pace: da oggi in vigore

Nella settimana dal 2 al 6 ottobre, infatti, è stato proclamato un nuovo sciopero unitario della categoria che bloccherà il 60% dei processi attualmente gestiti da giudici di pace e magistrati onorari di tribunali e procure. Ad annunciarlo l'Unione nazionale giudici di pace che in una nota scrive "questo governo sta cancellando la giustizia in Italia con leggi che mirano esclusivamente a bloccare i processi ed impedire ai cittadini l'accesso alla giustizia".

Giudici di pace, le ragioni dello sciopero

La protesta dei giudici di pace contro la riforma della magistratura onoraria dura ormai da quasi un anno. Si tratta di una riforma "che raddoppia i carichi di lavoro dei giudici di pace e dei magistrati onorari nei tribunali e nelle procure, ma ne vieta l'utilizzo per più di 2 giorni alla settimana – e che spiegano dall'unione - dilaterà a tal punto la durata già irragionevole dei processi dal dissuadere chiunque ad intentare una causa".

In tal modo continua "l'opera di privatizzazione della giustizia, che da funzione pubblica suprema è destinata a trasformarsi in un mercato privato di lobby e grandi imprese che controlleranno quelli che, con ipocrisia, questo governo chiama strumenti alternativi al processo, a scapito dei cittadini che si vedranno preclusa ogni possibilità di far valere i propri diritti dinanzi a un giudice terzo e indipendente" prosegue ancora la nota.

La questione dei magistrati onorari d'Italia all'attenzione della Ue

Intanto, "avanzano spedite le procedure dinanzi alle più alte istituzioni europee" avvisano dall'unione.

La questione dei magistrati onorari italiani, infatti, è all'esame finale della Commissione Europea e del Parlamento Europeo, "che il 22 novembre assumeranno le loro determinazioni in sede di commissione per le petizioni e non potranno che prendere atto che tutte le raccomandazioni rivolte al ministro Orlando sono state disattese".

Al contempo, la Corte di giustizia europea, innanzi alla quale pende una pregiudiziale "per violazione delle direttive comunitarie sul lavoro a scapito della magistratura onoraria italiana, ha assegnato al Governo italiano un termine perentorio per difendersi, mentre oltre 1.000 giudici di pace e magistrati onorari stanno intervenendo nella procedura per denunciare alla Corte la politica irresponsabile del ministro Orlando".

Finchè "nel paese non tornerà la normalità democratica e la questione giustizia verrà affrontata nella corretta ottica di pubblica funzione irrinunciabile dello Stato – conclude l'unione – gli scioperi continueranno in tutti i mesi a venire".

(16/09/2017 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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