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Multa a Wind per la riduzione a 28 giorni del rinnovo delle offerte: cosa cambia per gli utenti?

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Per l'Antitrust si tratta di pratica commerciale scorretta, per la quale anche altre compagnie sono state recentemente sanzionate
uomo che riceve sms sul telefonino che lo sorprende

di Valeria Zeppilli - L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha recentemente inflitto alla compagnia telefonica Wind una sanzione di ben 500mila euro.

Il motivo? La riduzione unilaterale da 30 giorni a 28 giorni del periodo di rinnovo delle offerte abbinate alla vendita di prodotti a rate, con oneri per chi preferiva recedere dal contratto di telefonia consistenti nell'addebito delle rate non ancora saldate in un'unica soluzione.

La riduzione del periodo di rinnovo

La riduzione unilaterale del periodo di rinnovo delle offerte, peraltro, è un comportamento per il quale la stessa Wind era stata sanzionata nei mesi scorsi, così come anche Vodafone, Tim e Fastweb.

Per l'Antitrust, infatti, si tratta di una pratica commerciale scorretta, che comporta un indubbio aggravio di costi per i clienti. È una pratica aggressiva ai sensi del codice del consumo, posto che limita la libertà di scelta del consumatore e, specie guardando al modus operandi che più di recente è costato caro a Wind, il diritto di recesso che invece le norme di settore riconoscerebbero.

Conseguenze per i clienti

Sino ad ora, però, le sanzioni non sono sembrate particolarmente rilevanti per gli operatori telefonici, visto che gli stessi perseverano nel comportamento che le ha generate, con grande svantaggio per i clienti.

Chissà se quest'ultima condanna smuoverà qualcosa...

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
(22/08/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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