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ResponsabilitÓ medica: quanti anni ha il paziente per chiedere i danni?

Per la responsabilitÓ contrattuale il termine prescrizionale Ŕ decennale, per quella extracontrattuale Ŕ quinquennale
medico stupiti

Domanda: "Entro quanto tempo il paziente vittima di responsabilitÓ medica pu˛ agire per il risarcimento dei danni?"

Risposta: "La risposta Ŕ differente a seconda del soggetto al quale concretamente va proposta la domanda.

La recente legge Gelli in materia di responsabilitÓ professionale sanitaria (numero 24/2017) tiene infatti ben distinti i casi in cui Ŕ possibile parlare di responsabilitÓ extracontrattuale e quelli in cui, invece, si parla di responsabilitÓ contrattuale e tale distinzione incide sul termine prescrizionale cui soggiace l'azione del paziente che Ŕ rimasto vittima di un caso di responsabilitÓ medica.

In particolare, da un lato c'Ŕ il medico ospedaliero, che risponde nei confronti dei pazienti sempre a titolo extracontrattuale e, quindi, a norma dell'articolo 2043 del codice civile: posto il titolo di responsabilitÓ, l'azione nei suoi confronti potrÓ essere pertanto esperita entro il termine prescrizionale massimo quinquennale, salvo interruzioni.

Nel caso in cui il paziente si rivolge, invece, nei confronti della struttura sanitaria o nei confronti del medico che ha agito in adempimento di un'obbligazione contrattuale assunta espressamente nei suoi confronti, il termine per agire, sempre salvo interruzioni, Ŕ di dieci anni, posto che la legge Gelli ha ritenuto che in tali casi si ricade nell'ambito della responsabilitÓ contrattuale, con tutte le conseguenze che ne derivano, anche sui tempi di prescrizione".


Leggi anche: "ResponsabilitÓ medica: la nuova prescrizione"

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Rubrica Domande e Risposte

(27/06/2017 - Domande e Risposte)
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