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Baciare sulle labbra una bambina è reato

Per la Cassazione le modalità del bacio non rilevano: il comportamento integra un'ipotesi di violenza sessuale
bambina che dice stop a violenza

di Valeria Zeppilli – L'uomo che bacia sulla labbra una bambina va condannato per violenza sessuale, senza che sia necessario a tal fine indagare se il bacio sia stato a stampo o "alla francese".

Le modalità del bacio sono irrilevanti

Lo ha detto la Corte di cassazione nella sentenza numero 29235/2017 del 13 giugno (qui sotto allegata), confermando la posizione del giudice dell'appello e ribadendo che le modalità del bacio sono ininfluenti e che anche il semplice bacio sulle labbra è idoneo a integrare la fattispecie incriminatrice.

La vicenda

Nel caso di specie, l'imputato era un signore che, durante una festa patronale, era stato visto mentre teneva degli atteggiamenti equivoci con una bambina di dieci anni, la quale aveva poi raccontato di essere stata baciata sulla bocca e toccata a una coscia.

Dalla ricostruzione della vicenda fatta in giudizio, l'atteggiamento tenuto dall'uomo era risultato essere stato concupiscente e finalizzato a un'intrusione nella sfera sessuale della piccola; anche i testimoni avevano confermato che i gesti compiuti erano assimilabili a "quelli tipici dei rapporti coniugali intimi".

Atto sessuale

Con l'occasione, la Corte ha anche avuto modo di ricordare più in generale che alla nozione di atto sessuale devono essere ricondotte tutti quei comportamenti finalizzati "a soddisfare la concupiscenza dell'autore" senza che la valutazione della sussistenza dell'elemento oggettivo debba rimanere vincolata all'indagine circa la parte anatomica aggredita. C'è violenza sessuale, infatti, ogniqualvolta il contesto in cui si è realizzato il contatto e la dinamica intersoggettiva, valutati nel loro complesso e con un approccio interpretativo di tipo sintetico, inducano il giudice a ritenere integrata la fattispecie delittuosa. La valutazione, in altre parole, deve tenere conto "della condotta nel suo complesso, del contesto sociale e culturale in cui l'azione è stata realizzata, della sua incidenza sulla libertà sessuale della persona offesa, del contesto relazionale intercorrente tra i soggetti coinvolti e di ogni altro dato fattuale qualificante".

Corte di cassazione testo sentenza numero 29235/2017
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(13/06/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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