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Responsabilità medica: arriva l'algoritmo che salva dall'ospedale

Grazie all'identificazione di buone pratiche assistenziali si salvaguarderà il benessere dei cittadini e si risparmierà sulla spesa. La sperimentazione al via in Emilia
Porta di accesso a corsia di ospedale

di Gabriella Lax - Arriva l'algoritmo che salva le persone dall'ospedale. A sperimentarlo (come riporta Italia Oggi) è l'Agenzia sanitaria dell'Emilia-Romagna insieme alla Jefferson University di Philadelfia (Usa), grazie al progetto RiskEr. 

L'obiettivo è predire il rischio di ricovero in ospedale, grazie all'identificazione di buone pratiche di prevenzione e assistenza, soprattutto per le persone anziane e sole e per i cittadini con più patologie dunque salvaguardare il benessere dei cittadini e risparmiare sulla spesa sanitaria. Il tutto è possibile grazie ad un algoritmo ossia un procedimento sistematico di calcolo.

L'algoritmo che salva dall'ospedale in Emilia Romagna

Questo algoritmo riesce a mettere insieme oltre 500 variabili demografiche e di salute e, un attento esame, indica il grado di pericolo così da ridurre il rischio di ammalarsi ed essere ricoverati in ospedale e quindi migliorare la qualità della vita. Attualmente si sta sperimentando in 25 case della salute, sono coinvolti 16mila cittadini e 221 medici di famiglia. Le Case della salute sono ambulatori ai quali ci si può rivolgere h24 per avere una risposta ad esigenze di assistenza che non comportino ricorso all'ospedale. Nelle case sono al lavoro i medici delle Asl ma anche quelli di famiglia (con i quali è stata sottoscritta una convenzione) oltre agli assistenti sociali e alle organizzazioni di volontariato. In Emilia-Romagna ne sono in funzione oltre 80 e hanno consentito un calo del 26% degli accessi per codice bianco al pronto soccorso. Anche Toscana e Lazio si stanno muovendo su questo fronte e potrebbero associarsi al progetto RiskEr, che promette di calcolare il livello di fragilità nella salute di una persona, incrociando variabili demografiche (età, sesso, residenza per zona altimetrica), morbilità (ad esempio presenza di una o più patologie croniche, altre situazioni di malanno), gravità delle condizioni cliniche, consumo di farmaci e appropriatezza della terapia. Al momento l'algoritmo ha individuato 15.853 persone con un livello di rischio di ospedalizzazione alto, chiamati poi a visite specialistiche, a raccomandazioni sui corretti stili di vita, sulla consapevolezza nell'uso dei farmaci, e così via. Basta fare ricorso all'algoritmo per capire se il pericolo per la salute è in agguato.

(14/05/2017 - Gabriella Lax)
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