Anche il transessuale che si sposa puo' ottenere il permesso di soggiorno 'per motivi familiari'. Lo ha sancito la Corte di Cassazione che ha respinto il ricorso presentato dal ministero dell'Interno che si era opposto al permesso di soggiorno accordato ad un trans extracomunitario, Liony A., che nel giugno del 2000 aveva sposato una cittadina italiana Fulvia L.. Vistosi negare il permesso di soggiorno dal questore di Massa, il trans lo riottenne dal tribunale della stessa citta' nel dicembre del 2002 e successivamente dalla Corte d'Appello di Genova nel marzo 2003. Contro la decisione si e' opposto in Cassazione il Viminale facendo notare 'il carattere fittizio del matrimonio' dimostrato, a detta del dicastero, dalla 'grande differenza d'eta' tra i due coniugi, dal difetto di mezzi di sostentamento dello straniero, titolare dei soli beni provenienti dall'attivita' di prostituzione e dalla discontibuita' della convivenza' con la consosrte che si incontrava con lo sposo trans 'una volta al mese' essendo residente e domiciliata in un comune diverso.
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