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Canone Rai: rimborso senza limiti di tempo, ma attenti alla data

Risposta positiva dell'Agenzia delle Entrate all'Unc sui rimborsi per i canoni pagati due volte nel 2016
bambino su un televisore con megafono simbolo comunicazione
di Lucia Izzo - C'è ancora speranza per chi nel 2016 si è trovato a pagare indebitamente un doppio canone RAI, non avendo presentato la dichiarazione di addebito su un'altra utenza (quadro B del modellino), ossia avendo dimenticato di indicare la presenza di un'altra utenza elettrica per l'addebito.

La domanda di rimborso, precisa l'Agenzia delle Entrate, può ancora essere presentata: la risposta positiva è giunta all'Unc (Unione Nazionale Consumatori) che, in un comunicato stampa sul proprio sito, ha precisato che, nonostante l'anno scorso non fosse stata presentata la dichiarazione relativa al c.d "quadro B", nel 2017 può essere chiesto il rimborso.

La richiesta di rimborso può essere presentata direttamente, indicando come causale il codice 4, e nel campo "data inizio" deve esservi apposta quella da cui ricorrono i presupposti (ossia 1° gennaio 2016), mentre il campo "data fine" non va compilato: così, infatti, la richiesta di rimborso presentata con motivazione "codice 4" vale come dichiarazione sostitutiva quadro B anche per il futuro, consentendo di ottenere la restituzione del secondo canone indebitamente versato.

L'Unc invita, tuttavia, gli utenti a prestare particolare attenzione alle recenti modifiche (provv. dell'Agenzia delle entrate del 24/2/2017), che hanno introdotto nel quadro B il campo "data inizio" che indica la data dalla quale ricorrono i presupposti: l'associazione spiega che se, invece di mettere la data 1 gennaio 2017, si inserisce (ad esempio) 2 gennaio 2017, andrà pagato il canone semestrale di 45,94 euro

Esempi in tal senso sono quelli del figlio, oppure un coniuge separato, che rientra nello stato di famiglia: in pratica, nonostante la regola sia che il canone va pagato una sola volta per tutti gli apparecchi detenuti dai membri della famiglia (anagraficamente intesa), se il figlio o coniuge rientra nello status a partire anche solo dal 2 gennaio 2017, questi dovrà pagare il canone relativo al primo semestre e il nucleo familiare di rientro l'intero canone dell'anno.

In sostanza, anche nel 2017 il Quadro B del modello di dichiarazione sostitutiva può essere presentato in qualsiasi momento dell'anno, ma l'effetto, ai fini della determinazione del canone dovuto decorre dal momento indicato nel campo "data inizio", ossia la data di decorrenza dei presupposti attestati (la modifica dello stato di famiglia dichiarata all'anagrafe del Comune)

La "data inizio", spiega ancora l'Unc, può essere successiva alla data di sottoscrizione della dichiarazione sostitutiva, quindi la dichiarazione non è anticipabile. Tuttavia se, e soltanto se, la data di decorrenza dei presupposti è antecedente al 1° gennaio 2017, nel modulo si potrà indicare 1/1/2017.
(08/03/2017 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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