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Avvocati in scena per raccontare la "pratica collaborativa"

Tra separazione e divorzio emerge una "terza via" di risoluzione stragiudiziale dei conflitti
mani alzano il sipario a teatro
di Lucia Izzo - Avvocati attori per raccontare la Pratica Collaborativa, quella che viene definita la terza via tra separazione e divorzio. L'evento a ingresso libero, denominato "Insieme a te non ci sto più...", (in allegato il volantino), che si terrà il 10 marzo 2017 dalle ore 14.30 alle 18.30 al Teatro Eden di Treviso, è a cura del Practice Group di Treviso con il patrocinio dell' Ordine degli Avvocati.

Il convegno si prefigge lo scopo di far conoscere la Pratica Collaborativa ad avvocati, professionisti dell'area psicologica, ai commercialisti ed esperti contabili, nonché ai cittadini. Questa è descritta come una modalità non contenziosa di risoluzione dei confitti, che pone l'accento sui bisogni e gli interessi delle parti e nella quale le parti sono protagoniste nella ricerca di soluzioni condivise.

Una prima fase, fatta di parole, musiche, immagini, vedrà gli avvocati calarsi nei panni degli attori e poi seguirà una tavola rotonda con i professionisti per confrontarsi sul tema portante, sulle dinamiche e criticità sottese e sugli obiettivi da perseguire.

È indubbio che separazione e divorzio siano fenomeni sociali e giuridici che coinvolgono sempre più famiglie, con ripercussioni spesso drammatiche non solo sui coniugi, ma soprattutto sui figli. Negli ultimi vent'anni, ossia tra il 1995 e il 2015, come risulta da dati ISTAT, la quota dei divorzi è raddoppiata (dall'11,3% al 23,5%) e i matrimoni vedono una durata media di 17 anni al momento della separazione.

Non sempre, però, i conflitti che insorgono devono essere necessariamente risolti in giudizio: la Pratica Collaborativa nasce negli Stati Uniti negli anni '90, proprio allo scopo di risolvere le controversie legali (particolarmente quelle familiari) fuori dalle aule giudiziarie, ed è praticata in molti paesi europei, dal 2010 anche in Italia.

È un metodo, si legge sul sito dell'AIADC (Associazione Italiani Professionisti Collaborativi), "che mette al centro le persone e i loro interessi, consentendo di individuare soluzioni aderenti ai bisogni particolari di ogni famiglia o di ogni coppia". È un percorso che permette di affrontare tutti gli aspetti legati alla crisi familiare, non solo  legali, ma anche quelli economici e relazionali, in un clima di fiducia e trasparenza, con il supporto di professionisti altamente qualificati

Tramite questa pratica, alternativa sia al procedimento giudiziale contenzioso che alla negoziazione stragiudiziale tradizionale, le parti e i loro avvocati, assieme ad altri professionisti che li assistono, sono direttamente coinvolti nelle trattative e nel procedimento di negoziazione. Tutto avviene all'insegna dello spirito di collaborazione e dei principi di buona fede e trasparenza per raggiungere soluzioni concordate.

Questo perché "nella separazione e nel divorzio si affrontano questioni estremamente delicate e personali, per le quali non esiste un unico approccio valido per tutti": i vantaggi della Pratica Collaborativa sono indubbiamente correlati alla possibilità di raggiungere una soluzione efficace e durata in tempi rapidi, con un vantaggio per quanto riguarda i costi indubbiamente contenuti rispetto alla procedura contenziosa, "mantenendo come priorità il futuro dei figli e l'esigenza del cliente di vedere al di là della fine del rapporto di coppia". 

Non solo il percorso collaborativo si svolge in un clima volto a ridurre la tensione emotiva delle parti e a minimizzare le ostilità, raggiungendo una soluzione concordata con maggior rapidità rispetto al procedimento giudiziale, ma ogni parte sarà assistita dal proprio legale legale specializzato nella pratica collaborativa ed eventualmente da altri professionisti (commercialisti, psicologi, esperti dell'età evolutiva, facilitatori della comunicazione, ecc…) che, in maniera neutrale, si concentreranno nella ricerca di soluzioni condivise senza che i clienti percepiscano pressioni o condizionamenti connessi alla minaccia del ricorso al Tribunale, riducendo così i tempi per la definizione di accordi e la risoluzione dei conflitti familiari.

La sede dell'AIPC è a Milano, ma l'associazione conta oltre 250 soci in Lombardia, Toscana, Veneto, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Liguria e Sardegna: sul sito (rintracciabile a questo link) è possibile sia cercare un professionista collaborativo, sia segnalare la propria professionalità o capire come seguire questa strada.
 
Convegno Treviso Pratica Collaborativa 10/03/2017
(07/03/2017 - Lucia Izzo) Foto: 123rf.com
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