di Gabriella Lax - Ogni volta che facciamo il pieno alla nostra autovettura 12 centesimi di euro al litro ci vengono prelevati per finanziare la ricostruzione delle zone che sono state devastate negli ultimi decenni da eventi sismici. Dall'inizio di settembre del 2016 fino al 31 gennaio scorso gli italiani hanno versato all'erario 1,8 miliardi di euro interamente ascrivibili alle accise sui carburanti introdotte per finanziare la ricostruzione di 5 aree colpite da terremoti avvenuti in Italia in questi ultimi 50 anni. A riportarlo è una nota della Cgia di Mestre stabilendo che «che ancora adesso, sebbene siano state rese permanenti, paghiamo perché dovrebbero finanziare i lavori del dopo-sisma del Belice (avvenuto nel 1968), del Friuli (1976), dell'Irpinia (1980) dell'Abruzzo (2009) e dell'Emilia Romagna (2012). In alcuni casi, le ricostruzioni sono terminate da molti anni e , come riporta AdnKrons per il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo «almeno in linea puramente teorica possiamo affermare che per i primi interventi di messa in sicurezza e di avvio dei lavori di ricostruzione nelle aree del centro Italia colpite dal terremoto del 24 agosto scorso e dalle scosse che si sono abbattute successivamente, in soli 5 mesi gli italiani hanno versato nelle casse dello Stato 1,8 miliardi di euro». Pertanto, sostenere che non è facile reperire risorse per affrontare queste emergenze non corrisponde al vero, prosegue Zabeo, ribadendo come «gli italiani continuano a pagare delle imposte che sono state introdotte per fronteggiare gli effetti negativi provocati da calamità naturali che, in massima parte, sono stati risolti». Secondo il coordinatore, inoltre, «correttezza vorrebbe che queste risorse, che continuiamo a pagare ogni qual volta ci rechiamo ad una stazione di servizio con la nostra auto, fossero utilizzate per fronteggiare le nuove emergenze come quelle che hanno colpito il centro Italia a partire dal 24 agosto scorso e non voci di spesa che nulla hanno a che vedere con le finalità per cui sono state introdotte». Dunque con questa destinazione d'uso gli italiani continuano a versare all'erario circa 4 miliardi di euro all'anno. Se, come dicono gli esperti, questi fenomeni distruttivi avvengono mediamente ogni 5 anni, è necessario che queste risorse siano impiegate in particolar modo per realizzare gli interventi di prevenzione nelle zone a più alto rischio sismico e per fronteggiare i primi interventi nelle zone appena colpite.
I dati della Cgia di Mestre sulla cifra incassata dall'erario da settembre ad oggi attraverso le tasse sui carburanti
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