Sei in: Home » Articoli

L'Italia è una repubblica fondata sugli equivoci

Ma non sentitevi soli, ciò vale anche per il resto del mondo
uomo con maschera d carta concetto finzione equivoco
di Robert Galli - L'Italia è una repubblica fondata sugli equivoci; ma non sentitevi soli, ciò vale anche per il resto del mondo. Costantemente assorbiti dalle beghe quotidiane, cioè dalle questioni di merito, i tecnici delle scienze giuridiche, gli avvocati, i commercialisti, gli insegnanti di diritto e di economia, dimenticano, quantomeno cessano di praticare, l'osservazione dei fondamenti tecnici delle questioni del diritto. Se così non fosse, non potremmo avere avvocati, professori e commercialisti che si vedono e sentono marxisti, socialisti, comunisti, o convinti capitalisti, quando invece ne abbiamo in quantità smodata. Negli ultimi 2-3 secoli, i padroni del sistema monetario internazionale, hanno sapientemente prodotto, per mezzo della propaganda e della gestione diretta dei codici, dei trattati e dei libri di testo, un tale livello di ermafroditismo ideologico per cui oggi non si pensa più che l'espropriazione della roba sia un male, o che lo sia l'oppressione fiscale, o che lo sia l'adulterio, il debito, l'usura istituzionalizzata, o la carcerazione preventiva ed altre pazzie che si radicano nel luogo comune, pur essendo in totale e viva contraddizione con il pensare razionale.

DEI SOVRANI RAPACI DEL PASSATO

Il Machiavelli (vedi le citazioni di sotto) raccomanda caldamente al principe, che egli vuole savio e prudente, di non essere rapace, di "astenersi dalla roba d'altri" (dalla roba dei sudditi, non di quelli a cui fa la guerra), di non gravare i popoli con la rapina fiscale, perché, chi si abitua a vivere con la rapina, trova sempre qualche nuova scusa per appropriarsi di ciò che è d'altri e questa sua tendenza lo rende più odiato che temuto, odiato a morte, fino al punto in cui facilmente gli viene tolto lo stato, non potendosi più fondare sulla collaborazione (sul lavoro e sul servizio militare) dei suoi sudditi. "Gli uomini infatti dimenticano più facilmente l'omicidio del padre che la perdita del patrimonio".

DEI SOVRANI RAPACI DEL PRESENTE

Ma le raccomandazioni del Machiavelli passano tra le orecchie da mercante dei burattini collocati ai governi delle nazioni, senza far vibrare i martelletti che dovrebbero aver dentro. Oggi non si è odiati se si opprime la popolazione con un trascinamento fiscale del 70%, al contrario, oggi si è odiati se evade o si elude il fisco, se non si è così sadomasochisti da farsi continuamente opprimere dagli enti di stato. Il mondo oggi è rovesciato rispetto al passato e del resto non esistono più nemmeno "li principi" che esistono ai tempi del Machiavelli. "Li principi" del nostro mondo sono dei burattini addobbati a festa per far figura; come i preti e i capi di stato, sono persone che parlano, ripetendo schemi e slogan senza senso che sono loro dettati, e ciò capita anche ai giornalisti, e sottoscrivono norme senza sapere cosa contengono, anche quelle, dettate e imposte loro da suggeritori anonimi, senza avere alcun vero potere decisionale. Sono infatti stati eliminati, fisicamente, e le loro famiglie sterminate, tutti quelli che hanno preteso di praticare e mantenere, a fianco alle loro cariche formali, anche dei poteri sostanziali. Le varie rivoluzioni che si hanno in giro per il mondo, quella francese, quella russa, quelle americane, quella cinese, eccetera, sono tutte finanziate dallo stesso gruppo di famiglie ed è ciò che in generale si definisce la "rivoluzione borghese", con la quale si (la Banca d'Inghilterra in testa ad essa) scalza la classe aristocratica, e ciò è persino in parte ammesso nei testi scolastici. I rivoluzionari, coloro i quali si sono sostituiti alle precedenti élite al potere, cioè i padroni delle banche centrali, le famiglie rapaci del cosiddetto capitalismo finanziario, a differenza dei loro predecessori, e forti della propria esperienza rivoluzionaria, hanno ben pensato di tramutare subito i moti rivoluzionari in energia di conservazione, inventando una moltitudine di trucchi, legali, ideologici e materiali, tali da conservare il potere e da evitare che una nuova "classe borghese", alternativa a quelle famiglie, potesse un giorno fare a loro ciò che loro hanno fatto agli zar, ai re, ai principi, ai mandarini, alle loro famiglie, eccetera.

IL MANTENIMENTO DEL POTERE E LA RICCHEZZA MAL DISTRIBUITA

I trucchi utilizzati dalle élite al potere per mantenere il potere sono molti e non starò qui a fare tutto l'elenco, perché sarebbe troppo lungo e non sarebbe comunque esaustivo. È però fondamentale comprendere il principio, il perno, attorno al quale gira la ruota dell'oppressione oligarchica moderna. Si tratta di un fatto elementare e, come sempre, siccome è un fatto elementare, lo si perde di vista, perché le cose semplici, o troppo semplici, non affascinano:

il mantenimento del potere passa attraverso una squilibrata, assolutamente squilibrata, distribuzione della ricchezza. Chi ha i mezzi di produzione deve evitare che altri si procurino a loro volta i mezzi.

Detto così pare ovvio ma state attenti che non lo è. Infatti, lo squilibrio delle distribuzione della ricchezza non è causa del mantenimento del potere; è piuttosto la conseguenza, e se non è la conseguenza ne è perlomeno lo strumento, il trucco magico, con cui, scientificamente, la classe che domina tiene schiacciate tutte le altre, impoverendole. Uno può essere indotto a credere che è tutto molto ovvio: chi ha grandi quantità di denaro finanzia i partiti politici; conseguentemente, influenza, fino a che punto uno non vuole neppure immaginarlo, le decisioni del potere politico e, per effetto di questa influenza, domina la produzione normativa e i suoi contenuti, sempre più volgari. Del resto l'esempio di Berlusconi in Italia e dei Clinton o dei Walker Bush, o dei Trump, negli Stati Uniti, sembrano proprio tendere a dimostrare questo; chi è ricco si finanzia la campagna elettorale e "regna". Non è così, il gioco del vero potere non vale neppure per loro, perché anche loro sono dei burattini, anche se s'illudono di poter decidere come vogliono, prima di essere sputtanati con la stampa internazionale, davanti a tutto il mondo, e di essere poi cacciati per lasciare il posto ad altri scalda-sedie più consapevoli dei propri limiti culturali. Il problema non si esaurisce con questi fondamenti di ovvietà. Si tratta di un lavoro di erosione economica e culturale molto più invasivo, che coinvolge tutte le comunità produttive del pianeta. Non solo si assicurano di mantenere le posizioni chiave del potere formale, spendendo quantità smodate di denaro, delle quali dispongono senza limiti e senza costo, visto che lo fabbricano, essi devono fare tante altre cose per mantenere il controllo sociale. Il controllo sociale passa attraverso il mantenimento forzoso di certi precisi livelli di povertà.

I TRUCCHI PER MANTENERE LA DISOCCUPAZIONE ED IMPORRE LA POVERTÀ

Uno dei tanti luoghi comuni vuole che una popolazione povera, o impoverita, si ritrovi prima o poi sull'orlo dell'insurrezione. Questa è una balla, una delle tante. Le rivoluzioni della storia sono tutte finanziate da cordate di famiglie ricche e quelle socialiste lo sono anche più delle altre. E poi andatevi a vedere come vive la popolazione in Indonesia, nelle Filippine, in Cambogia, o come viveva in Cina comunista prima del 1985. Centinaia di milioni di anime sono prossime alla fame, letteralmente, in questo preciso momento, solo per considerare l'esempio del sud est asiatico; oltre a ciò, in Cina, in Polonia e in Russia, si hanno vere e proprie carestie che, negli anni passati, spengono cento milioni e più di vite umane, e però non fanno proprio nessuna insurrezione, né allora né oggi. Anzi, filippini e indonesiani sorridono, si rivolgono ai loro pastori religiosi e gioiscono di luce divina, visto che la luce elettrica (e l'acqua corrente) non se la possono permettere. Cominciamo a capire bene che con i luoghi comuni non si fanno le rivoluzioni e che senza denaro, senza armi e munizioni, o peggio, quando si è abituati a fare la fame, non si rovescia proprio nessun governo. È vero esattamente il contrario e le classi borghesi che hanno fatto fuori le élite aristocratiche del passato lo sanno meglio di tutti gli altri. Allora, il trucco protettivo consiste nel tenere le popolazioni povere, o vicine alla povertà, nel limitare costantemente la ricchezza a loro disposizione, per mezzo di congiunture economiche manipolate, politiche restrittive, deflative, e con la tragica persecuzione fiscale.

LA LOGICA AL CONTRARIO

Ci vuole forse qualche anno di osservazione e di studio, prima di mandar giù, d'iniziare a capire questo fatto illogico fondamentale: i grandi capitalisti, le élite finanziarie, con le congiunture economiche, i cali dei consumi e la disoccupazione, con gli impianti socialisti e comunisti, si vedono ridotto anche il loro guadagno e invenduta parte della loro produzione, o no? Non hanno nessun interesse che l'economia non giri, vero? Non hanno nessun interesse economico nelle politiche restrittive e deflative, vero? Sarebbe logico credere così, dato che produzioni e consumi sono determinati e gestiti, sul grosso, da corporazioni multinazionali, certamente collegate o controllate dai padroni delle banche centrali. Eppure, ancora una volta, il ragionamento funziona al contrario.

LE POLITICHE RESTRITTIVE RENDONO PER I POCHI CHE LE INTENDONO

Anzitutto, non è vero che non si guadagna con le politiche restrittive. Pensa, per un esempio, alla finta crisi petrolifera del 1973, che determina il collasso economico di 13 nazioni (selezionate in anticipo); quelle 13 nazioni non hanno più comprato petrolio nella stessa quantità di prima e anche in occidente si ha la cosiddetta "austerity; ora questo dovrebbe tradursi in un calo di vendite per chi distribuisce petrolio in regime di monopolio. Vero. Ma il trucco non è quello di vendere di più, il trucco è quello di vendere di meno, a prezzi più alti. In 24 ore il prezzo del petrolio è salito del 400% e ci vorrebbe uno stuolo di matematici per calcolare il guadagno che ha determinato questo trucco magico, senza lavorare e senza vendere, per la famiglia Rockefeller e i suoi associati.

IL PROBLEMA INIZIA CON LA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Le politiche restrittive rendono molto e i progenitori dei padroni della finanza di oggi, i mercanti inglesi, lo sanno benissimo, da secoli, e, da secoli, le praticano per mantenere, o elevare, i prezzi già alti, lavorando sempre di meno, facendo cartelli, monopoli, e accordandosi fra loro, a dispetto della domanda, del consumo e della produzione. Ma c'è un fatto che non prevedono ai tempi delle rivoluzioni, anche se lo intendono, bene e presto; subito dopo: la rivoluzione industriale tende ad ostacolare il controllo e la gestione delle politiche restrittive. George Orwell, spia inglese alle dirette dipendenze della Banca d'Inghilterra e ricercatore presso il Tavistock Institute di Londra, ha spiegato in poche pagine il malumore che la rivoluzione industriale genera nelle classi dominanti (del mondo, non importa di quale nazione o corrente politica). Osservando come gli operai delle fabbriche, con il tempo, iniziano a comprarsi le magliette che essi stessi producono, s'intuisce il pericolo delle macchine: la produzione industriale è tale e tanta che prima o poi l'offerta cresce, i prezzi calano e il numero dei benestanti aumenta, perché cresce il numero delle famiglie che accrescono il proprio potere d'acquisto, o che condividono la possibilità di acquistare beni di consumo una volta proibiti. E infatti, nell'Europa preindustriale si muore spesso di fame o di peste, chi arriva a 30 anni di vita è fortunato, vedi bene, e, dopo la rivoluzione industriale, la vita cambia un po' per tutti, anche se per alcuni cambia meno che per altri. Il resto lo si sa di già e non serve che vada oltre con i riferimenti storici.

I TRUCCHI PER EVITARE I PERICOLI DELLE MACCHINE

Abbiamo visto che l'accrescimento economico, e quello culturale, aggiungiamo, di classi emergenti, prima o poi, si tramuta in pericolo per le élite al potere, perché, chi cresce culturalmente ed economicamente, si rende conto dell'inutilità di chi governa. Abbiamo visto che i trucchi sono troppi per elencarli tutti qui e che la lista sarebbe comunque non esaustiva. Allora, proviamo solo a vedere quelli legati alla produzione normativa, visto che questo spazio culturale pare dedicato ad avvocati ed operatori del diritto. C'è o non c'è una corrispondenza fra i fatti narrati qui di sopra e la produzione normativa, sia presente che passata? C'è o non c'è una linea legislativa che tende a mantenere, o a favorire, il controllo sociale per mezzo del suo impoverimento economico e culturale? I legislatori non sanno quello che fanno, è vero, ma qualcuno dietro di loro sì che lo sa, tanto è vero che certi canoni normativi (vedi la lex mercatoria) sono riconosciuti e applicati nelle giurisdizioni di tutto il mondo, più o meno allo stesso modo.

L'ELENCO DI ALCUNI TRUCCHI

Proviamo a ricercare le tracce di questa volontà unificatrice delle diverse giurisdizioni del mondo, di mantenere la gerarchia sociale, cioè, la distinzione fra oligarchie e masse di lavoratori, dipendenti o privati (e cioè, leggi in questo senso, che chi ha i mezzi deve impedire agli altri di procurarsi i mezzi) nel nostro sistema legislativo, che poi riflette quello europeo, e già qui si nota il primo intento unificatore del fine autoconservativo, che a sua volta riflette il lavoro transnazionale dei consulenti legali delle banche centrali del pianeta.

DELLE ESPROPRIAZIONI

I professori di diritto civile sanno che il codice civile integra, incorpora surrettiziamente, il codice commerciale, a partire dal 1942, mi pare, i cui precetti prevalgono su quelli del codice civile. Lo sanno, lo dicono, e però non vi si oppongono, non vivono questa incorporazione come una manovra fraudolenta. Per tramite di questa incorporazione, si ha l'invenzione concettuale delle società anonime, di entità astratte, fantasmi, alle quali viene conferita personalità giuridica pur non esistendo, nella realtà, in sé stesse, senza la gestione umana. In tutto il mondo, le società anonime sono trattate allo stesso modo: il capitale appartiene alla società e non ai soci, così come nei sistemi del collettivismo oligarchico, chiamati socialisti o comunisti, la proprietà di tutta la roba appartiene allo stato e non ai cittadini di quello stato.

DELLE QUOTE DI CAPITALE DELLE SOCIETÀ ANONIME

I soci, all'atto del conferimento del capitale, si spogliano della proprietà di quella quota di capitale in cambio delle azioni, che sono titoli di credito. Questa è già una prima forma di espropriazione contemplata dal diritto commerciale internazionale.

DELLE FLUTTUAZIONI DEL VALORE DEI TITOLI AZIONARI

Sappiamo poi che, per mezzo dei trucchi della finanza, chi fabbrica il denaro può determinare quelle oscillazioni di borsa che fracassano i valori delle azioni di determinate imprese quotate in borsa. E qui abbiamo una seconda tecnica di espropriazione contemplata dalla lex mercatoria in tutto il mondo.

DELLA FRODE INTERNAZIONALE DEL COMUNISMO/SOCIALISMO

Il trucco magico del "fantasma giuridico", cioè, dell'attribuzione di personalità giuridica ad un soggetto astratto e privo di contenuto umano, la società anonima, è reiterato e incorporato nei codici commerciali di tutto il mondo, anche del mondo comunista. Tuttavia, nel mondo comunista, le espropriazioni sono più dirette, totali ed immediate, rispetto a quelle praticate nel mondo cosiddetto "libero". I libri scolastici insegnano la fandonia (e anche questa balla fa parte della politica di contenimento e controllo sociale per mezzo della gestione diretta della scrittura dei codici e dei testi) delle rivoluzioni socialiste e comuniste. In verità sono tutte rivoluzioni organizzate dalle famiglie di capitalisti occidentali, e dalle più smodatamente ricche. Una volta impiantato il sistema collettivista, banchieri come Che Guevara o altre pedine dei banchieri occidentali, come Lenin, Trotsky, Mao Zedong, Ho Chi MInh e altri, praticano il collettivismo (cioè le espropriazioni forzose di tutto ciò che si può possedere) generalizzato. La costituzione sovietica attribuisce al suo cittadino-schiavo il diritto di proprietà del solo prodotto di consumo, così come il fattore attribuisce il beneficio fisiologico della biada all'animale che alleva. Paradossalmente, chi decide di essere comunista, in sostanza decide di alienare i suoi diritti di proprietà, che passano dall'individuo allo stato, fantasma giuridico, come accade con l'azionista che cede i diritti di proprietà sulla sua quota di capitale alla società, i cui amministratori ne godono, al posto suo, in sua rappresentanza. Oltre ai benefici diretti delle espropriazioni, le banche centrali usano il trucco del comunismo anche per un altro fondato motivo: la divisione del mondo in due blocchi. Ciò consente, con la frode della finta-guerra fredda, di impoverire le collettività produttive con il volano delle smodate spese militari e di guerra (vedi sotto).

DEGLI ESPROPRI FORZOSI IN AMBITO CIVILE

Chi perde il lavoro, in conseguenza di congiunture manipolate, diciamo 30 milioni di famiglie nel mondo, solo nel 2007, non finisce di pagare il mutuo. La banca gli toglie la casa e la roba. Tuttavia, le banche praticano l'usura sistematica e, più di tutte, proprio le banche centrali, e questo è già un problema che non facilita il pagamento del debito. Poi ci sono le congiunture, che sono totalmente manipolate. Ciclicamente, a periodi, un certo numero di famiglie viene espropriato della casa e della roba e tanto vale a dire che la società si accolla il costo, o l'impoverimento forzoso, di una data percentuale, stabile o crescente, dei suoi componenti.

DEGLI ESPROPRI FORZOSI IN AMBITO PENALE

Il DLgs. Numero 159 del 6 settembre 2011, promuove le espropriazioni à gogo, eludendo le garanzie costituzionali con la solita scusa della finta lotta alla mafia, la quale poi, per estensione, s'intende radicata anche fuori dalle sue denominazioni d'origine tipiche e nel resto del mondo. Quindi, potenzialmente, le espropriazioni à gogo possono essere estese a cittadini romani, come accade in questi giorni, o veneti o friulani.

DELLA PERSECUZIONE FISCALE

L'effetto del trascinamento fiscale in Italia è del 70%. Questa è sottrazione forzosa di 7 decimi della ricchezza prodotta, correndo rischi e spendendo fatica, da ciascun singolo lavoratore in Italia, il quale si ritrova a lavorare, se ha lavoro, 7-8 mesi all'anno senza essere pagato. Non è così nel resto del mondo, l'Italia è una delle nazioni in cui l'oppressione sociale si confonde di più con il controllo sociale.

DEL SEGRETO BANCARIO DI PULCINELLA

Il segreto bancario non esisteva neppure prima dell'introduzione del famigerato DLgs. 231 del 2007 (vedi la cosiddetta centrale dei rischi). Però, ai giorni nostri, gli operatori della GdF, che lavorano alle dipendenze dirette della Banca d'Italia, possono accedere via rete telematica ai conti bancari di ciascun singolo individuo e/o azienda, fregandosene bellamente, e vituperandole insolentemente, ancora una volta, delle garanzie procedurali previste dalla Costituzione dell'Ordinamento della Repubblica Italiana.

DELLA GUERRA

Le spese militari (l'Italia invia 23 miliardi circa ai suoi padroni della UE per spese militari di dubbia necessità o utilità) consentono, storicamente, di distruggere il 50%, e più, della ricchezza raccolta dagli esattori degli enti di stato di una nazione. Le spese militari, e lo stato di guerra infinita e perenne sono una delle tecniche predilette per guadagnare distruggendo ricchezza e infliggendo povertà, sia a chi vince che a chi perde (oggi circa 9000 soldati italiani sono impegnati in missioni di guerra, dette fraudolentemente "di pace", in giro per il mondo, nei vari territori occupati dagli Stati Uniti e dall'impresa privata NATO).

DELLE FINTE GUERRE E DEI FINTI VIAGGI NELLO SPAZIO

In alternativa, o come complementi, ci sono altre tecniche per distruggere la ricchezza pubblica, predicando contemporaneamente e ipocritamente la più rigorosa austerità, ricavandone quel famoso impoverimento generalizzato che è alla base del controllo sociale, cioè, alla base dello sforzo per il mantenimento, intatta, così come la si ha adesso, della gerarchia sociale. Ne accenno alcuni:
la finta guerra alle mafie;
la finta guerra alla droga;
la finta guerra all'evasione fiscale (le maggiori fondazioni del mondo sono sempre esenti da obblighi fiscali);
i finti viaggi nello spazio (ottima alternativa alle spese di guerra, che consente spese infinite, visto che lo spazio si dice che sia infinito);
la spesa per la propaganda sui finti sbarchi degli alieni.
....
Anche per chi vuole continuare a credere che i satelliti e le stazioni spaziali siano realmente esistenti (e che non siano piuttosto gli elementi rappresentativi di una truffa aggravata internazionale, sulla quale i burattini collocati ai governi delle nazioni sanno perfettamente tutto, dagli Stati Uniti, all'Europa, alla Cina e alla Russia, perpetrata da associazioni e gruppi teatrali come NASA, ESA e ASI-NI) individuare una certa omogeneità, tra il lavoro e lo sforzo unificato delle oligarchie del mondo per mantenere alti i livelli di povertà, o bassi i livelli di reddito, e le tecniche legislative corrispondenti, ora dovrebbe risultare più agevole.

DA "IL PRINCIPE" DEL "MACHIAVELLO"

"..debbe, s'elli è prudente, non si curare del nome del misero: perché col tempo sarà tenuto sempre più liberale, veggendo che con la sua parsimonia le sua intrate li bastano, può defendersi da chi li fa guerra, può fare imprese sanza gravare e' populi; talmente che viene a usare liberalità a tutti quelli a chi non toglie, che sono infiniti, e miseria a tutti coloro a chi non dà, che sono pochi."

"..Per tanto, uno principe debbe esistimare poco, per non avere a rubare e' sudditi, per potere defendersi, per non diventare povero e contennendo, per non essere forzato di diventare rapace, di incorrere nel nome del misero; perché questo è uno di quelli vizii che lo fanno regnare".

"Debbe non di manco el principe farsi temere in modo, che, se non acquista lo amore, che fugga l'odio; perché può molto bene stare insieme esser temuto e non odiato; il che farà sempre, quando si astenga dalla roba de' sua cittadini e de' sua sudditi, e dalle donne loro: e quando pure li bisognasse procedere contro al sangue di alcuno, farlo quando vi sia iustificazione conveniente e causa manifesta; ma, sopra tutto, astenersi dalla roba d'altri; perché li uomini sdimenticano più presto la morte del padre che la perdita del patrimonio. Di poi, le cagioni del tòrre la roba non mancono mai; e, sempre, colui che comincia a vivere con rapina, truova cagione di occupare quel d'altri; e, per avverso, contro al sangue sono più rare e mancono più presto".
vviluiss@gmail.com
(23/01/2017 - VV AA) Foto: 123rf.com
Le più lette:
» L'accollo
» Gratuito patrocinio: il tribunale non può pagare gli avvocati
» Tari: come chiedere il rimborso dal 2014
» Separazioni e divorzi davanti al sindaco
» Rapporto di lavoro: le dimissioni
In evidenza oggi
Responsabilità medica: la prova del danno spetta al pazienteResponsabilità medica: la prova del danno spetta al paziente
Rischia il carcere senza condizionale il padre che non mantiene i figliRischia il carcere senza condizionale il padre che non mantiene i figli

Puoi trovare o lasciare commenti anche nei post che trovi nella nostra Pagina Facebook
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF