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Pensioni: la guida dell'Inps sulla riforma 2017

Dall'abolizione delle penalità all'Ape social e volontaria, l'istituto riepiloga tutte le novità in materia previdenziale per il 2017
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di Marina Crisafi - Abolizione delle penalità per i pensionati sotto i 62 anni, restituzione del rimborso dell'anticipo volontario e cessazione di ogni attività lavorativa anche autonoma per fruire dell'Ape social. Sono tante le novità in tema previdenziale introdotte dalla legge di bilancio 2017 (l. n. 232/2016) che l'Inps ha pensato di riepilogare, nell'attesa che vengano emanati i decreti attuativi e le relative circolari.

L'istituto ha fatto il punto sugli aspetti più importanti della riforma delle pensioni 2017, riepilogandoli in schede, suddivise per area tematica e rese disponibili sul proprio sito

I PUNTI CHIAVE DELLA RIFORMA

Abolizione penalizzazioni

L'art. 1 della legge di bilancio 2017 (comma 194), chiarisce l'Inps, abolisce definitivamente le penalizzazioni previste dalla c.d. legge Fornero, ovvero la riduzione percentuale della quota retributiva della pensione in base al numero di anni mancanti al raggiungimento del requisito anagrafico. Nello specifico, in base al Salva Italia, i lavoratori che accedevano alla pensione anticipata prima dei 62 anni subivano una riduzione permanente (dell'1% per ogni anno mancante).

La legge di bilancio ha cancellato quindi le penalizzazioni per tutti coloro che maturano il diritto alla pensione anticipata dopo il 31 dicembre 2017; per gli altri, invece, le stesse erano state tolte da provvedimenti ad hoc.

Ape social

L'Ape social, ossia l'anticipo pensionistico a carico dello Stato erogato dall'Inps a determinati soggetti è una misura sperimentale in vigore dal prossimo maggio (e sino al 31 dicembre 2018), mirante ad agevolare la transizione verso la pensione per soggetti svantaggiati o in stato di bisogno (con almeno 63 anni di età e non titolari di pensione diretta).

In particolare, chiarisce l'istituto, la misura si rivolge ai lavoratori dipendenti (pubblici e privati), agli autonomi e a quelli iscritti alla gestione separata che versino nelle seguenti condizioni:

- siano disoccupati e non percepiscano da almeno tre mesi l'indennità di disoccupazione;

- assistano (all'atto della richiesta e da almeno 6 mesi) il coniuge o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave;

- siano invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74%;

- siano lavoratori dipendenti che svolgono da almeno 6 anni un lavoro particolarmente difficoltoso o a rischio (nell'ambito delle seguenti professioni: operai industria estrattiva, edilizia e manutenzione edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e pellicce; conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante; conduttori di mezzi pesanti e camion; personale professioni sanitarie, infermieristiche e ostetriche ospedaliere con lavoro su turni; addetti all'assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti scuola dell'infanzia e educatori asili nido; facchini, addetti allo spostamento merci; personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia; operatori ecologici).

I requisiti per ottenere l'Ape social, nello specifico, sono: avere almeno 63 anni di età e 30 di anzianità contributiva (o 36 anni per gli usuranti); avere diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi; non essere titolari di alcuna pensione diretta.

In ogni caso, l'accesso al beneficio, specifica l'Inps, è subordinato alla cessazione di qualunque attività lavorativa, anche autonoma, salvo che i redditi non superino gli 8mila euro annui (per attività lavorativa dipendente o parasubordinata) o i 4.800 (per attività di lavoro autonomo).

Quanto all'indennità, la stessa è corrisposta per 12 mesi l'anno, sino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia e comunque sino al raggiungimento dei requisiti per la pensione anticipata, ed è pari all'importo della rata mensile di pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) e in ogni caso non superiore a 1.500 euro (per pensioni di pari importo o maggiore).

L'indennità, inoltre, è incompatibile con trattamenti di sostegno al reddito connessi alla disoccupazione (Naspi, Asdi) e con l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale.

Ape volontaria

L'anticipo a garanzia pensionistica, ex art. 1 (comma 166) legge di bilancio 2017, è un prestito erogato da una banca in 12 mensilità garantito dalla pensione di vecchiaia che il soggetto percepirà al momento in cui maturerà il diritto.

L'Ape volontaria, ricorda l'Inps, è stata introdotta in via sperimentale dal 1° maggio 2017 sino al 31 dicembre 2018 per i lavoratori dipendenti pubblici e privati, autonomi e iscritti alla gestione separata (fatta eccezione per i liberi professionisti iscritti alle casse professionali).

Per accedere al prestito, specifica l'istituto, è necessario avere, al momento della richiesta, i seguenti requisiti:

- almeno 63 anni di età e 20 anni di contributi;

- maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi;

- futura pensione mensile, al netto della rata di ammortamento per il rimborso del prestito, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell'assicurazione generale obbligatoria;

- non essere titolare di pensione diretta o di assegno ordinario di invalidità.

A differenza dell'Ape social non è richiesta, invece, la cessazione dell'attività lavorativa.

Il prestito, erogato per un minimo di 6 mesi e fino alla maturazione del diritto alla pensione ordinaria, va restituito in 260 rate nell'arco di 20 anni, tramite trattenuta effettuata dall'Inps all'atto del pagamento di ciascun rateo pensionistico, tredicesima inclusa. È prevista comunque la possibilità di estinzione anticipata, secondo i criteri che verranno definiti tramite d.p.c.m.

Una volta completata la restituzione del prestito, la pensione sarà erogata per intero.

Il prestito è coperto da una polizza assicurativa obbligatoria, per far fronte al rischio di premorienza e liberare gli eventuali superstiti da qualsiasi decurtazione.

La certificazione ai fini Ape va richiesta all'Inps in modalità telematica dall'interessato o da intermediari autorizzati. L'istituto, verificato il possesso dei requisiti, comunica al richiedente l'importo minimo e massimo del prestito ottenibile. Una volta in possesso della certificazione spetta al soggetto, presentare la domanda sempre all'Inps, indicando anche il finanziatore cui richiedere il prestito e la compagnia di assicurazione.

Ape aziendale

La legge ha contemplato anche la possibilità di intervento del datore di lavoro del settore privato, degli enti bilaterali o dei fondi di solidarietà, con il consenso del lavoratore che richiede l'Ape, per ridurre l'incidenza della rata di ammortamento sulla futura pensione.

Il datore, l'ente o il fondo possono versare in un'unica soluzione all'Inps un contributo legato alla retribuzione percepita prima della cessazione dal servizio del dipendente in modo da produrre un aumento della pensione in grado di compensare (in tutto o in parte) gli oneri dell'Ape.

Il tetto minimo del contributo versato deve essere pari all'ammontare dei contributi volontari, per ogni anno o frazione di anno di anticipo, rispetto alla maturazione del diritto alla pensione di vecchiaia.

Lavoratori precoci

La legge di bilancio ha previsto la possibilità, per i lavoratori c.d. precoci, ossia coloro che hanno iniziato a lavorare prima del compimento dei 19 anni, di accedere con un requisito contributivo ridotto alla pensione anticipata.

Il beneficio si rivolge, si legge nella guida Inps, "ai lavoratori dipendenti e autonomi iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria e alle sue forme sostitutive ed esclusive, con almeno 1 anno di contribuzione per periodi di lavoro effettivo svolti prima del compimento del 19° anno di età" e che versino nelle seguenti condizioni:

- siano lavoratori dipendenti in stato di disoccupazione per cessazione del rapporto di lavoro a seguito di licenziamento, anche collettivo, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale e non percepiscano da almeno tre mesi l'indennità;

- siano lavoratori dipendenti e autonomi che assistono al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap in situazione di gravità;

- siano lavoratori dipendenti e autonomi che hanno una riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, superiore o uguale al 74%;

- siano lavoratori dipendenti addetti a lavori usuranti (rientranti nelle categorie sopradescritte).

Per tutti costoro sarà possibile a partire dal mese di maggio ottenere la pensione anticipata con 41 anni di contribuzione, presentando apposita domanda ove in possesso dei requisiti necessari.

Chi accede alla pensione con la riduzione per i lavoratori precoci, non può svolgere attività lavorativa subordinata o autonoma fino al raggiungimento dei requisiti ordinari di pensione anticipata.

Usuranti

Per i lavoratori che svolgono attività particolarmente faticose e pesanti, la legge di bilancio 2017 ha previsto, prosegue l'Inps, la possibilità di accedere alla pensione anticipata con requisiti agevolati.

Il beneficio si rivolge ai lavoratori pubblici o privati:

a) impegnati in mansioni particolarmente usuranti

b) notturni a turni e/o per l'intero anno

c) addetti alla cosiddetta "linea catena"

d) conducenti di veicoli, di capienza complessiva non inferiore a nove posti, adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo.

Per mansioni particolarmente usuranti, specifica l'istituto, si intendono: - lavori in galleria, cava o miniera o comunque svolti in sotterraneo; - lavori svolti dai palombari; - lavori ad alte temperature; lavorazione del vetro cavo; - lavori espletati in spazi ristretti (e in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale); - lavori di asportazione dell'amianto.

L'attività usurante deve essere stata svolta per almeno 7 anni negli ultimi 10 di lavoro (o per almeno metà della vita lavorativa complessiva).

Cumulo gratuito

La legge di bilancio 2017 ha previsto la possibilità di cumulare i periodi assicurativi relativamente ai contributi versati in più gestioni previdenziali (per conseguire il diritto ad un'unica pensione) senza oneri a carico dell'interessato.

La possibilità è riservata ai soggetti che hanno versato contributi in più gestioni tra le seguenti: - Assicurazione generale obbligatoria (Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti e Gestioni Speciali dei Lavoratori Autonomi: commercianti, artigiani, coltivatori diretti); - Gestioni sostitutive dell'Assicurazione generale obbligatoria; - Gestioni esclusive dell'Assicurazione generale obbligatoria; - Gestione separata; - iscritti alle casse professionali.

Si può fruire del cumulo sia per ottenere la pensione anticipata che quella di vecchiaia, inabilità o indiretta ai superstiti.

Quattordicesima

A cambiare con la manovra finanziaria, a partire dal 2017, è anche la quattordicesima erogata ai pensionati, con età di almeno 64 anni e con reddito complessivo fino a un massimo di due volte il trattamento minimo annuo del fondo pensioni lavoratori dipendenti.

La nuova legge, infatti, ricorda l'Inps, ha esteso il diritto alla somma aggiuntiva a coloro che hanno un reddito compreso tra 1,5 e 2 volte il trattamento minimo annuo e aumentato l'importo della somma stessa spettante a coloro che hanno un reddito complessivo pari o inferiore a 1,5 volte il trattamento minimo annuo (ad es. chi lo scorso anno percepiva 336 euro, con 15 anni di contributi o 18 in caso di lavoro autonomo, da quest'anno percepirà 437 euro, ossia 101 euro in più).

Gli aumenti sono riconosciuti d'ufficio senza necessità di alcuna domanda da parte degli interessati.

La prestazione sarà liquidata sulla rata pensionistica di luglio, ovvero per chi perfeziona il requisito anagrafico richiesto successivamente, sulla rata di dicembre.

Opzione donna

Novità sono previste infine per il regime sperimentale per le lavoratrici, c.d. opzione donna, che consente di ottenere la pensione di anzianità con requisiti più favorevoli rispetto a quelli in vigore dal 2008 in poi.

L'opzione si rivolge, ricorda l'istituto, alle lavoratrici dipendenti e autonome in possesso di: - anzianità contributiva pari o superiore a 18 anni al 31 dicembre 1995, che non abbiano altrimenti maturato il diritto a pensione di anzianità; - anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 che non abbiano optato per la liquidazione della pensione esclusivamente con le regole del sistema contributivo.

Resta fermo che per avere diritto all'opzione donna le lavoratrici devono aver maturato, entro il 31.12.2015, un'anzianità assicurativa e contributiva di almeno 35 anni (ovvero 34, 11 mesi e 16 giorni per le gestioni esclusive dell'Ago) e un'età anagrafica di 57 anni e 3 mesi (per le dipendenti) o di 58 e 3 mesi (per le autonome). La lavoratrice, inoltre, deve accettare che la pensione venga liquidata interamente con il calcolo contributivo, oltre a cessare l'attività lavorativa al momento della decorrenza del trattamento.

La domanda va inoltrata esclusivamente in via telematica all'istituto (via Web, tramite pin o spid attraverso il portale; via telefono ai numeri del contact center o tramite patronati e intermediari abilitati).

(12/01/2017 - Marina Crisafi)
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