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Previdenza forense: il contributo volontario modulare

Gli avvocati ogni anno possono decidere se e in che misura elevare il contributo dell'1% destinato alla pensione modulare
notaio seduto alla scrivania presso il suo studio

di Valeria Zeppilli – Il contributo volontario modulare, nell'ambito della previdenza forense, è quel contributo (deducibile ai fini Irpef) che gli avvocati e i praticanti abilitati al patrocinio iscritti a Cassa Forense possono decidere di pagare anno per anno al fine di finanziare in maniera maggiore la quota di pensione modulare.

Più precisamente si tratta di un aumento del contributo modulare obbligatorio dell'1% del reddito professionale netto, attraverso il quale la relativa percentuale può arrivare sino al 9%.

L'opzione va effettuata all'atto della compilazione e dell'invio del modello 5.

Rettifica della percentuale

L'avvocato che opta per il pagamento del contributo volontario modulare, può scegliere liberamente e anche in misura diversa di anno in anno la percentuale che intende pagare a tale titolo.

La misura dell'aliquota, come detto, varia dall'1% al 9% ed è calcolata sul reddito professionale netto dichiarato ai fini IRPEF entro il tetto pensionabile.

La percentuale indicata nella comunicazione obbligatoria, poi, non è nemmeno vincolante per l'avvocato, il quale può pagare il contributo volontario modulare anche in misura maggiore o minore rispetto ad essa. A tal fine, tuttavia, è necessario procedere a una formale rettifica dell'opzione manifestata, producendo un secondo MAV a correzione del precedente.

Pagamento

Il contributo in commento va pagato entro il 31 dicembre dell'anno della dichiarazione con il quale è stata esercitata la relativa opzione.

Il mancato pagamento alla scadenza, tuttavia, equivale a semplice rinuncia all'opzione con la conseguenza che esso non comporta in capo all'avvocato alcun effetto pregiudizievole né l'irrogazione di sanzioni.

Il pagamento di somme a titolo di contribuzione modulare volontaria successivamente alla scadenza, invece, comporta la restituzione delle stesse, a meno che non debbano essere trattenute come copertura di contributi obbligatori da corrispondere.

Rettifica del reddito

Nel caso in cui entro il 31 dicembre dell'anno di scadenza dell'invio del modello 5 intervenga una rettifica del reddito del professionista, questa produce effetto anche ai fini del calcolo del contributo modulare dovuto.

Anche in questo caso, l'integrazione di quest'ultimo va fatta entro e non oltre la fine dell'anno.

La pensione modulare

Il contributo volontario modulare, insieme a quello obbligatorio dell'1%, è volto a finanziare una quota ulteriore di pensione, che si aggiunge al trattamento base, decorre unitamente allo stesso ed è definita, appunto, "modulare".

Tale quota è calcolata secondo principi di tipo contributivo, al fine di garantire la piena corrispondenza della rendita pensionistica con il risparmio previdenziale individuale rivalutato, ed è volta a migliorare il livello di adeguatezza della pensione del professionista con dei versamenti che, in quanto flessibili e variabili annualmente, possono rispondere nella maniera migliore possibile alle esigenze del singolo.

Pensionamento anticipato o premorienza

Si segnala che in caso di pensionamento anticipato o premorienza con diritto alla pensione indiretta la pensione modulare, al contrario della pensione di base, non è soggetta a riduzione.

Vai alla guida: "Previdenza forense: guida legale semplificata"

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(03/01/2017 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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