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Giudici-lumaca: il ritardo nei depositi delle sentenze sotto la lente del ministero

Pubblicato il rapporto dell'Ispettorato generale del ministero della Giustizia nel triennio 2014-2016
Giudice con occhiali in mano
di Lucia Izzo - «L'efficienza organizzativa e la regolarità amministrativa degli uffici giudiziari»: è questo il tema su cui si sono confrontati, nel corso della conferenza stampa del 4 novembre, il Ministro Orlando e la responsabile dell'Ispettorato Generale del Ministero della Giustizia Elisabetta Cesqui. 
In tale occasione è stato presentato il resoconto (qui sotto allegato) dell'attività svolta dall'Ispettorato nel periodo 2014-2016.

L'Ispettorato Generale


L'Ispettorato generale è un ufficio di diretta collaborazione del Ministro della Giustizia, il quale svolge compiti di controllo informando direttamente il Ministro o il Consiglio superiore della magistratura nel caso quest'ultimo ne abbia richiesto l'intervento.
 
Il ruolo dell'Ispettorato nella verifica della regolarità amministrativa nell'organizzazione e nel funzionamento degli uffici, si legge nel provvedimento, si va sempre più marcatamente caratterizzando non solo come attività di controllo, ma anche di supporto del servizio reso dagli uffici stessi in termini di qualità complessiva.

Ciò dipende non solo dal contenuto intrinseco delle decisioni adottate, naturalmente sottratto a qualunque intervento o sindacato da parte dell'ispettorato, ma anche dalla efficienza organizzativa e dalla regolarità amministrativa di tutte le attività dell'ufficio, dalla tempestività e quantità delle decisioni, dalla durata dei procedimenti, dalla applicazione uniforme ed efficace della norme dirette a agevolare l'accesso al servizio, dalla piena e corretta utilizzazione di tutti gli strumenti informatici, dalla ricerca di soluzioni organizzative specifiche eventualmente concordate con gli altri operatori della giustizia.

Attività dell'Ispettorato nel periodo 2014-2016


Le ispezioni c.d. ordinarie, hanno lo scopo di accertare se i servizi procedano secondo le leggi, i regolamenti e le istruzioni vigenti e hanno luogo ogni triennio. A queste si aggiungono le ispezioni c.d. straordinarie, ordinate negli uffici in cui sono state riscontrate, o vengono segnalate, deficienze o irregolarità. Sono altresì possibili ispezioni mirate al fine di accertare la produttività degli uffici, nonché l'entità e la tempestività del lavoro svolto dai singoli magistrati e inchieste amministrative sul personale appartenente all'ordine giudiziario e su qualsiasi altra categoria di personale dipendente dal Ministero della Giustizia.

Dalle risultanze delle tabelle, emerge che le procedure aperte presso l'Ispettorato nascono per circa l'80% da esposti e informative e per il restante 20% sono il frutto delle segnalazioni scaturenti dall'attività ispettiva.

Ritardi e violazioni nei procedimenti disciplinari

Un numero percentualmente significativo delle proposte di azioni disciplinari è manifestato dai ritardi dei giudici nell'emanare i dovuti provvedimenti: ciò deriva dalla circostanza che, in sede di ispezione, si procede ad una rilevazione sistematica della tempistica dei provvedimenti.

Tuttavia sempre maggiore attenzione viene rivolta ai comportamenti dei magistrati, diversi dai ritardi, che ledono i diritti delle persone o gettano discredito sulla magistratura o, infine, violano le regole di funzionamento degli uffici. Ciò emerge in modo significativo dall'andamento numerico delle azioni disciplinari proposte. 

Nel triennio 2012 – 2014, tuttavia, mediamente il 43% delle azioni disciplinari promosse dal Ministro aveva riguardato proprio l'incolpazione "ritardo nel deposito dei provvedimenti". Nel 2015 si rileva un valore più alto della media del triennio precedente: infatti la percentuale dei giudici incolpati per ritardo è stata pari al 47,9% del totale dei magistrati, per i quali il Ministro ha richiesto un procedimento disciplinare. Tale percentuale scende al 20,3% nei primi 8 mesi del 2016.

Nell'anno 2015, l'Ispettorato generale ha proposto procedimento disciplinare per ritardo nel deposito dei provvedimenti nei confronti di 46 magistrati, a seguito di proposte segnalate nel corso dell'attività ordinaria delle ispezioni agli uffici giudiziari. Sono state proposte 18 azioni disciplinari per violazione della decorrenza del termine massimo di scarcerazione.

Nell'anno 2016 (fino al 30 settembre) sono stati invece proposti procedimenti disciplinari per ritardo nel deposito dei provvedimenti nei confronti di 14 magistrati, pari al 20% delle proposte formulate, sempre in occasione delle ispezioni ordinarie. In questo stesso periodo sono state proposte 17 azioni disciplinari per violazione della decorrenza del termine massimo di scarcerazione.

Mentre il numero di sentenze di condanna disciplinare del CSM si attesta sulle 106 (37 nel 2014, 39 nel 2015 e 30 nel 2016 fino a fine settembre) appaiono molto più rilevanti numericamente le proposte di archiviazioni, ossa 1318 in totale: sono state 459 nel 2014, pari al 65,0% delle modalità di definizione delle procedure, 498 nel 2015, pari al  49,7% e 361 nel 2016, fino al 30 settembre, pari al 53,9%.


Resoconto Ispettorato Generale 2014 - 2016
(06/11/2016 - Lucia Izzo)
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