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Il cyberstalking

Il reato di atti persecutori si verifica spesso per il tramite del web, la cui realtà virtuale tende ad incoraggiare gli stalker
coltello vicino a pc e mouse concetto violenza della rete

di Valeria Zeppilli – Il reato di stalking è integrato ogni qualvolta un soggetto pone in essere in maniera reiterata dei comportamenti molesti o minacciosi, idonei a cagionare nella vittima uno stato d'ansia o di paura duraturo e grave o un timore fondato per l'incolumità propria, di un prossimo congiunto o del partner o tali da costringerla ad alterare le proprie abitudini di vita.

Comportamenti "stalkizzanti"

I comportamenti che possono integrare il delitto di atti persecutori, nella sostanza, si estrinsecano quindi in minacce, molestie, pedinamenti, telefonate non gradite e così via.

Con la diffusione delle nuove tecnologie è molto frequente che essi vengano posti in essere in maniera virtuale, avvalendosi del web. In tal caso si parla generalmente di cyberstalking.

Oggi, infatti, il persecutore si avvale spesso di e-mail, cellulari e social network per "attaccare" la vittima in una maniera tale da ingenerare in essa ansia, terrore e preoccupazione.

Differenze tra stalking e cyberstalking

Il cyberstalking, quindi, costituisce una modalità di estrinsecazione degli atti persecutori che si differenzia, nei fatti, dalla forma "classica" di stalking.

Quest'ultima, infatti, è spesso ispirata dal desiderio di entrare in contatto con la vittima, magari appostandosi sotto casa sua o facendo di tutto per incontrarla.

Nel cyberstalking, invece, l'approccio è solo virtuale e spesso anche incentivato dal fatto di non doversi confrontare con il contatto diretto con l'altro. Esso si estrinseca, ad esempio, nell'invio continuo di e-mail, nell'accesso a chat anche tramite falsi nomi, nell'intrusione in sistemi informatici altrui e così via.

Le enormi possibilità di comunicazione e interazione offerte dalla rete hanno peraltro fatto sì che il web sia divenuto un terreno fertile per gli atti persecutori, rendendo il fenomeno davvero allarmante.

Elementi costitutivi

In ogni caso, il cyberstalking è pur sempre stalking e gli elementi necessari affinché esso possa dirsi integrato sono gli stessi: la condotta stalkizzante deve essere ripetuta e tale da ingenerare ansia e paura nella vittima o da indurla a modificare le proprie abitudini di vita.

L'elemento soggettivo richiesto, poi, è il dolo generico, rappresentato dalla coscienza e dalla volontà di realizzare una condotta intimidatoria, indipendentemente dalle finalità concretamente perseguite.

La portata del cyberstalking

L'aumento di questa forma di atti persecutori, negli ultimi anni, è stato davvero significativo, tanto che in alcuni paesi (come Stati Uniti e Gran Bretagna) sono sorte delle associazioni specifiche per il sostegno alle vittime di cyberstalking e per lo studio dell'evoluzione del fenomeno al fine di ostacolarlo.

Del resto, come detto, l'abbattimento delle barriere fisiche e virtuali è idoneo ad incoraggiare gli stalker a spingersi oltre quanto nella vita reale riuscirebbero a fare, con conseguenze potenzialmente dannosissime. In internet, infatti, è agevole modificare la realtà e manipolarla, fingersi altri, comportarsi e relazionarsi diversamente.

Giurisprudenza

Anche la giurisprudenza ha confermato che il cyberstalking può rappresentare una delle estrinsecazioni del reato di atti persecutori.

Ad esempio, con la sentenza numero 32404/2010 la Cassazione ha nei fatti riconosciuto la fattispecie delittuosa in ipotesi di "continui episodi di molestie, concretatisi in telefonate, invii di sms e di messaggi di posta elettronica, nonché di messaggi tramite internet (facebook)".

È poi interessante sottolineare anche che il Tribunale di Termini Imerese, con sentenza del 9 febbraio 2012, ha chiarito ancor meglio che "integrano l'elemento materiale del delitto di atti persecutori le condotte riconducibili alle categorie del cd. stalking vigilante (controllo sulla vita quotidiana della vittima), del cd. stalking comunicativo (consistente in contatti per via epistolare o telefonica, Sms, scritte su muri ed altri messaggi in luoghi frequentati dalla persona offesa) e del cd. cyberstalking, costituito dall'uso di tutte quelle tecniche di intrusione molesta nella vita della vittima rese possibili dalle moderne tecnologie informatiche e, segnatamente, dai social network" (Foro It. 2012, 3, II, 159).

Leggi anche la guida legale sullo stalking



Vedi anche:
La guida completa sul reato di stalking
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(22/10/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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