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Tribunali: ora ci vogliono "veri" dirigenti... per magistrati. Tu cosa pensi? Vota il sondaggio

Può davvero bastare la figura del Presidente del Tribunale a garantire una organizzazione efficiente e rispettosa delle parti e degli avvocati?
sentenza colonne

di Redazione - L'inefficienza di molti tribunali italiani si ripercuote spesso sul lavoro degli avvocati e crea non pochi disagi anche alle parti, ai consulenti e ai testimoni. Sta di fatto, poi, che la professione forense sta pagando le spese di quello che è oramai un cronico malfunzionamento della macchina giudiziaria.

Sono davvero tante le cose che spingerebbero a rassegnarsi. Ma la resa non è certo la soluzione migliore.

Nell'attesa fin troppo lunga di grandi riforme che non arrivano mai o che se arrivano non risolvono i veri problemi di un meccanismo che non funziona, si potrebbe almeno partire da un piccolo accorgimento: incaricare dei "veri" dirigenti per la gestione del personale di magistratura. In ogni tribunale italiano.

Tesi azzardata? Senza dubbio. Però dobbiamo cominciare a pensare che oggi non sembra sia più sufficiente affidare a un Presidente di Tribunale i compiti organizzativi e di gestione dei magistrati. Se non altro perché il Presidente ha molte altre cose di cui deve occuparsi e i suoi impegni come magistrato non sempre rendono agevole il concomitante compito di fare da dirigente.

Oltretutto un Presidente per quanto bravo e meritevole possa essere come magistrato, non è detto che abbia anche la stoffa del dirigente e che sia in grado di occuparsi anche dell'organizzazione e del corretto svolgimento delle udienze.

Prendiamo ad esempio il caso (purtroppo frequente) di udienze rinviate all'ultimo minuto e senza che siano state avvisate le parti, oppure alle udienze fissate alla stessa ora e senza fascia oraria. Che dire poi di quei magistrati che arrivano sistematicamente in ritardo senza che nessuno intervenga mai su di loro, se non altro per fargli notare che arrivare in ritardo, non è soltanto​ indice di maleducazione​, ma anche un cattivo esempio per quei tanto vituperati fannulloni che si fanno timbrare il cartellino dai colleghi per non andare al lavoro.

E ancora, che fare quando un magistrato si rende sistematicamente responsabile di gravi violazioni di legge dovute a ignoranza o negligenza inescusabile?

Qualcuno è mai intervenuto per ristabilire un minimo di decoro a fronte di questo funzionamento sciatto che caratterizza molti Tribunali italiani? Sembra proprio di no perché ancora queste inefficienze sono all'ordine del giorno.

E' possibile che a fronte a episodi odiosi e che denotano maleducazione e mancanza di umano rispetto, non ci sia nessuno che possa far notare, a chi non ha lo spessore umano per rendersene conto da sè, che l'essere magistrati significa rivestire un compito di grande onore? E che alcuni comportamenti non solo non sono degni di tale ruolo ma possono anche ledere il prestigio della magistratura?

Non devono essere gli avvocati a lamentarsi con il Presidente o con l'ordine forense. Deve essere un "vero" dirigente, che ha avuto una formazione da dirigente, a intervenire quando le cose non funzionano.

Insomma a ciascuno il suo compito: il Presidente potrà sempre restare un punto di riferimento per i magistrati, ma l'organizzazione e il buon andamento del sistema sono compiti che non si possono improvvisare.

Un dirigente per il personale di magistratura deve essere una sorta di supervisore che sappia arginare una situazione a dir poco imbarazzante per la giustizia italiana e deve saper essere un valido "controllore" soprattutto per evitare inutili perdite di tempo e per intervenire su quelle sacche di inefficienza che gravano anche sui magistrati più meritevoli.

Non sarà certo questa la soluzione a tutti i mali della giustizia ma potrebbe essere un buon inizio, quantomeno per fare in modo che quel poco che si riesce a fare, con i pochi mezzi a disposizione, quantomeno sia ben fatto e, soprattutto, sia fatto nel rispetto delle persone che nelle aule di giustizia immaginano di poter trovare una soluzione ai loro problemi e non certo di crearne di nuovi.

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(01/10/2016 - Redazione)
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