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Le 5 cose che fanno perdere tempo agli avvocati

Avvocati in lotta contro ritardi, disorganizzazione, rinvii eccessivi, udienze inutili e atti giudiziari farraginosi
avvocati che attendono di essere chiamati in udienza

Avvocati in lotta contro il tempo, costretti a districarsi tra studio delle pratiche, formazione e intere giornate trascorse in Tribunale. Il tempo non è mai abbastanza e lo stress aumenta. Se a questo si aggiunge un sistema giudiziario disorganizzato e farraginoso che non tiene conto della difficoltà della classe forense, ostacolandone il lavoro la situazione non migliora di certo.

Troppe le perdite di tempo che affliggono gli avvocati e che compromettono la qualità della vita e del lavoro. Ecco allora un elenco delle 5 cose su cui riflettere e su cui magari si potrebbe intervenire per rendere le giornate degli avvocati più sopportabili.

1) Il rispetto degli orari di udienza

Chi esercita la professione lo sa bene. Si corre come pazzi per arrivare puntuali all'udienza, ma chissà come, si finisce per passare intere mattinate in tribunale. Forse il tempo degli avvocati è meno prezioso di quello di magistrati e cancellieri?

Come categoria dovremmo iniziare a esigere maggiore rispetto ed anche il corpo della magistratura dovrebbe essere sensibilizzato a un problema che sta rendendo davvero difficile la vita lavorativa di un avvocato.

2) Le fasce orarie per diverse tipologia di incombenze

Organizzazione è uguale a efficienza. Ma non ci piò essere efficienza se si continua con l'abitudine di fissare le udienze senza un criterio.

Come già fanno molti magistrati le fasce orarie diversificate anche per tipo di incombenza possono sicuramente snellire il lavoro.

3) Le incombenze inutili

Diciamolo pure, qui l'invito va fatto al legislatore. Alcune incombenze procedurali sono davvero inutili. Che dire ad esempio dell'udienza per la precisazione delle conclusioni quando poi le conclusioni non si possono modificare? Se proprio dovesse sorgere in casi molto rari la necessità di rinunciare a una domanda si potrebbe ben farlo senza bisogno di rinviare. Insomma il rinvio dovrebbe essere l'eccezione e non la regola. A ben vedere anche l'udienza per il giuramento del CTU si potrebbe evitare. A che serve giurare per ogni singolo incarico? Il Consulente potrebbe prestare un giuramento unico al momento in cui viene iscritto nell'albo dei consulenti e questo dovrebbe valere per tutti gli incarichi. A quel punto il magistrato si limiterebbe alla nomina e la cancellerie potrebbe occuparsi di trasmettere fascicoli e quesiti al nominato consulente.

4) Essenzialità degli atti

Che dire poi del tempo che l'avvocato perde a inserire negli atti una serie di dati che in passato non erano richiesti e che si possono comunque agevolmente ricavare dalla stessa iscrizione a ruolo o dai fascicoli?

La sinteticità degli atti viene richiesta oggi con l'avallo della Cassazione ma perché non snellire anche il procedimento liberandolo di tutta quella serie di trappole procedurali che rischiano di penalizzare la giustizia sostanziale?

5) Il processo telematico... a metà

Non serve commentare ciò che è ovvio. Concepire un processo telematico che non rimpiazza del tutto il cartaceo rischia di diventare un inutile perdita di tempo.

La tecnologia deve servirci per semplificare e a rendere il lavoro più snello e non certo per complicarlo come avviene oggi. Purtroppo!

Vedi anche: Avvocati civilisti ecco perche talvolta andare in udienza è solo una perdita di tempo

(28/01/2018 - Annamaria Villafrate) Foto: 123rf.com
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