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Se l'amante entra in casa tua senza consenso...

Introdursi in casa altrui per consumare un tradimento potrebbe far scattare una condanna per violazione di domicilio
Donna che mostra al marito il colletto sporco di rossetto

di Valeria Zeppilli - "Quando il gatto non c'è, i topi ballano", dice un vecchio detto. Ma è proprio così? In verità no... almeno se il gatto è un coniuge e i topi sono l'altro coniuge e il suo amante!

Entrare nella casa coniugale con il consenso solo di un componente della coppia che vi abita, per consumare il tradimento, rappresenta violazione di domicilio penalmente rilevante e, se c'è querela, fa rischiare all'amante il carcere.

L'articolo 614 del codice penale, infatti, punisce chiunque si introduce nell'abitazione altrui contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo e anche chi, contro tale volontà, vi si trattiene. Dato che, senza dubbio, del diritto di esclusione è titolare chi in quella casa abita, il conto è presto fatto.

La pena, peraltro, è anche amara: si tratta della reclusione da sei mesi a tre anni!

Tale principio trova le sue radici ormai indietro nel tempo: ha fatto "scalpore", ad esempio, quando è stato sancito dalla Corte di appello di Cagliari che, con sentenza del 21 novembre 1990, ha affermato che beccare il compagno in casa con il suo partner segreto non è solo una prova fondamentale per richiedere l'addebito della separazione ma giustifica anche una sanzione penale.

Tale pronuncia, peraltro, non è stata la prima: già negli anni precedenti le condanne penali erano scattate diverse volte in casi simili e numerose pronunce avevano consolidato l'orientamento, ormai pacifico, in forza del quale rappresenta reato recarsi a casa dell'amante quando il coniuge di quest'ultimo è assente e all'oscuro della relazione.

Tuttavia, il coniuge sospettoso di un tradimento deve stare attento: per incastrare gli amanti la flagranza è l'unica strada possibile e non si possono utilizzare sotterfugi.

Tentare di provare un adulterio spiando il proprio compagno (ad esempio con un registratore posizionato in casa) è, infatti, illecito. Oltre al fatto che le prove così acquisite sarebbero inutilizzabili, agendo in tal modo si rischia anche una condanna per interferenze illecite nella vita privata (leggi: "Cassazione: vietato spiare la moglie. Illecita la prova del tradimento 'registrata'"), condanna dalla quale non potrebbe sottrarsi neanche l'eventuale investigatore privato che sia stato ingaggiato per aiutare nella ricerca dell'amante e che addirittura potrebbe essere punito anche per violazione di domicilio (leggi: "Cassazione: Anche l'investigatore privato può essere condannato per violazione di domicilio").

Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(23/08/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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