Quali comportamenti sono qualificabili come molestie sul lavoro e cosa fare se le si subisce

di Valeria Zeppilli - Le molestie sessuali rappresentano un fenomeno purtroppo ancora troppo diffuso nel nostro paese.

Si tratta, secondo la definizione che ne dà il Codice delle pari opportunità (di cui al decreto legislativo n. 198/2006), di "ogni comportamento di carattere sessuale o fondato sull'appartenenza di genere, che risulta indesiderato a una delle parti, e ne offende la sua dignità".

Esse sono ricomprese nella più ampia categoria di molestie, ovverosia in "quei comportamenti indesiderati, posti in essere per ragioni connesse al sesso, aventi lo scopo o l'effetto di violare la dignità di una lavoratrice o di un lavoratore e di creare un clima intimidatorio, ostile, degradante, umiliante o offensivo".


Comportamenti qualificabili come molestie sessuali

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Alla luce di tale definizione, vanno considerate molestie sessuali tutti quei comportamenti a sfondo sessuale non desiderati da chi li subisce e idonei ad offendere la dignità della vittima.

Si pensi, ad esempio, ai contatti fisici non graditi, ai ricatti volti a costringere ad accettare delle avance, ad osservazioni o battute a sfondo sessuale, a messaggi compromettenti sul telefonino e così via.

In genere le vittime sono le donne, ma non è escluso che possa trattarsi anche di uomini. Il responsabile può essere sia un collega che il datore di lavoro.

Cosa fare in caso di molestie

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Se si è vittima di molestie sessuali, la prima ovvia cosa da fare è quella di manifestare al molestatore in maniera chiara e decisa il proprio dissenso rispetto al suo comportamento, anche in maniera scritta se si ha il timore di affrontarlo direttamente.

Il secondo passo da compiere, se non si riesce a bloccare la situazione in tal modo, è quella di chiedere l'aiuto di un soggetto esterno.

Alcune grandi aziende, a tal proposito, hanno istituito un consigliere di fiducia preposto a gestire eventuali simili situazioni. Nelle amministrazioni pubbliche, invece, c'è il Comitato unico di garanzia incaricato di tutelare il benessere di chi lavora contro le discriminazioni.

Altri soggetti che possono aiutare chi è vittima di molestie sessuali sul lavoro sono la consigliera di parità territoriale, le organizzazioni sindacali, gli avvocati.

Chiaramente, se la cosa si fa seria è necessario raccogliere tutte le prove in grado di dimostrare il comportamento del molestatore: indipendentemente dallo svolgimento di un processo, di esse c'è comunque bisogno anche nel tentare di risolvere in maniera conciliativa la vicenda.

Anche confidarsi con i colleghi è importante: oltre ad essere di aiuto come testimoni nella battaglia contro le molestie, gli altri lavoratori potrebbero risultare a loro volta vittime di molestie e quindi validi alleati per sconfiggere il fenomeno.

Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro

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A testimonianza di come la lotta alle molestie sessuali rappresenti un obiettivo prioritario, recentemente Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno siglato l'Accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, recependo nei fatti un accordo firmato già nel 2007 dalle parti sociali europee.

Il rispetto reciproco e la dignità nei luoghi di lavoro sono individuate come elementi imprescindibili che un'organizzazione di successo deve garantire e il chiaro intento del testo è quello di aumentare la consapevolezza dei cittadini su tale argomento e di fornire un quadro di azioni concrete idonee a gestire e arginare il fenomeno.

A tal proposito si sottolinea, in particolare, la richiesta fatta alle imprese di predisporre un documento in cui si dichiari con fermezza che non sono tollerate molestie e violenza e di adottare delle procedure specifiche da seguire qualora tali comportamenti vengano invece posti in essere.

Regolamenti e contratti collettivi

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In realtà, già da tempo molte aziende hanno predisposto appositi regolamenti volti a disciplinare le molestie sessuali sui luoghi di lavoro e di esse si sono interessati anche numerosi contratti collettivi.

Alcuni di questi prevedono anche il rimborso delle spese legali nel caso in cui i comportamenti indesiderati di superiori o colleghi non possano essere arginati in via bonaria.

Dimissioni, risarcimento del danno e licenziamento

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Le molestie sessuali, oltre che ledere la dignità di chi le subisce, possono anche essere causa di ansia e disagi psicologici e condizionare negativamente la vita personale e professionale della vittima.

La giurisprudenza ha chiarito che l'averle subite rappresenta una giusta causa di dimissioni.

Le molestie sessuali, inoltre e ovviamente, possono dar luogo a risarcimento del danno.

Viceversa, può essere in generale considerato legittimo il licenziamento dell'autore delle molestie sessuali, così come quello di chi accusi ingiustamente qualcuno di averle compiute .

Valeria Zeppilli

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