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Pensioni anticipate: ora c'è anche 'Rita'

Ecco il ventaglio di formule "fai-da-te" al vaglio del Governo per chi vuole uscire prima dal lavoro
anziano pensionato che guarda sorpreso il computer

di Marina Crisafi - Non c'è tregua sul capitolo pensioni per il Governo, che ogni giorno aggiunge nuove ipotesi al tavolo delle trattative per definire l'uscita anticipata dal lavoro. Fermo restando che, a quanto pare, la Fornero e i requisiti dalla stessa previsti non saranno modificati, le varie formule al vaglio dell'esecutivo si presentano sempre più fai-da-te. Al lavoratore che vuole andarsene prima, viene offerto, in sostanza, un ventaglio di possibilità per ottenere l'assegno anticipato, partendo dalle penalizzazioni e arrivando all'anticipo pensionistico. Ma ora, come riportato dal Corriere.it, c'è un'ennesima novità: arriva "Rita" che non è una bella donna o una badante tuttofare come si potrebbe pensare di primo acchito, bensì l'acronimo di "Rendita integrativa temporanea anticipata".

Vediamo nel dettaglio le varie novità:

L'Ape

L'uscita anticipata con una sorta di prestito, ribattezzata Ape (anticipo pensionistico) dal premier Matteo Renzi è una delle ipotesi più accreditate sul tavolo del Governo.

L'Ape prevede la concessione di un assegno anticipato al massimo per tre anni prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia (ossia 63 anni e 7 mesi), per il lavoratore che ne faccia richiesta, sotto forma di prestito che dovrà essere restituito in 20 anni, con rate trattenute direttamente sulla pensione.

L'assegno pensionistico potrà essere fornito dalle banche (anche se poi tutto deve passare per l'Inps) assistite dalle assicurazioni (nell'ipotesi in cui il pensionato deceda prima di aver effettuato il rimborso integrale), oppure direttamente dall'azienda che, interessata ad un ricambio generazionale dei lavoratori si dichiara disposta a sopportare i costi delle uscite anticipate.

Rita

L'anticipo, però, potrebbe arrivare con le medesime modalità di richiesta, penalizzazioni e restituzione, anche dal fondo di previdenza complementare, per i lavoratori che vi sono iscritti e che, ovviamente, hanno accumulato un capitale sufficiente.

In tal caso, l'uscita anticipata si chiamerebbe Rita, ossia "Rendita integrativa temporanea anticipata".

Il mix

C'è, infine, una terza ipotesi, quella di un mix tra le due sopraindicate. Il lavoratore, infatti, sulla base delle proprie considerazioni personali e della convenienza, potrà decidere di prendere una parte dell'anticipo sotto forma di Rita (quindi attingendo dal fondo complementare) e una parte dall'azienda (se la stessa ne concede l'opportunità, ovviamente). Oppure, optare per un anno di uscita anticipata con l'Ape e per due anni con Rita o viceversa. Le combinazioni possibili sono diverse e spetterà al lavoratore scegliere, perché è chiaro che il pensionamento anticipato sarà su base volontaria.

(03/06/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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