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Il bonus bebè raddoppia: fino a 320 euro per il primo figlio

Il piano per il "welfare" della ministra Lorenzin per far fronte al crac demografico
Madre e figlio appena nato

di Marina Crisafi - Assegno doppio di quello che viene emesso oggi dall'Inps per le coppie che mettono al mondo un bambino. È questa la prima delle contromisure proposte dalla ministra della sanità Beatrice Lorenzin per far fronte al drammatico calo della natalità italiana. "Se andiamo avanti con questo trend, senza riuscire a invertirlo, tra dieci anni cioè nel 2026 nel nostro Paese nasceranno meno di 350 mila bambini all'anno, il 40% in meno del 2010. Un'apocalisse. Saremo finiti dal punto di vista economico, e da quello della nostra capacità vitale. E' questa la vera emergenza italiana" ha dichiarato infatti la titolare della salute in un'intervista a Repubblica annunciando le misure per affrontare questa emergenza che, con tutta probabilità, verranno inserite nella prossima legge di Stabilità.

Se in Italia non nascono più bambini, è il ragionamento della Lorenzin, "non può non esserci una correlazione con la crisi economica – per questo il bonus – può avere un significato importante per i circa due terzi dei genitori che stanno sotto la soglia di 25mila euro di Isee".

Nel dettaglio, la proposta prevede di aumentare il bonus bebè, oggi (e fino al 2017) riconosciuto, appunto, ai nuclei familiari con Isee inferiore ai 25mila euro all'anno ovvero al di sotto dei 7mila. Il beneficio erogato attualmente ammonta per i primi a 80 euro al mese (960 annui) per ogni figlio, e a 160 euro (1.920 euro annui) per i secondi. L'idea del Governo è quella di raddoppiare la quota mensile per il primo figlio, portandola quindi da 160 a 320 euro in base alla soglia Isee e di aumentare gli aiuti per i figli successivi da 240 a 400 euro. Nel progetto c'è anche l'intenzione di prolungare la validità della misura sino al 2020.

Ma non solo. Tra gli altri interventi, si prospettano aiuti diretti per conciliare la maternità con il lavoro e potenziamento degli asili nido "per permettere ai genitori di continuare a lavorare quando hanno bambini piccoli o di non svenarsi per pagare le baby sitter".

Quanto ai soldi, a parere del ministro, vanno trovati, perché "ne va del nostro futuro. Sono sicura – sostiene – che il premier Matteo Renzi, che ha 40 anni e due figli e come me è sensibile alla questione demografica accetterà le mie proposte, che saranno appoggiate nella legge di stabilità da Ncd".

(15/05/2016 - Marina Crisafi)
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