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Addio alla guardia medica notturna

Raccolte più di 6mila firme per la petizione contro la riforma dell'assistenza medica
scrivania del medico vuota con camice appoggiato

di Marina Crisafi - "Cittadino stanno per cancellarti anche la guardia medica". Si intitola così la petizione lanciata su Change.org (raggiungibile qui) che ha già raccolto oltre 6mila firme per chiedere al ministro della Salute di tornare sui propri passi in merito alla riforma dell'assistenza medica di base.

Come annunciato nei giorni scorsi (leggi: "Medici di famiglia: via alla rivoluzione. Orari, ambulatori e prenotazioni cambia tutto"), infatti, in tale ambito, è in arrivo quella che si prospetta come una vera e propria "rivoluzione", con l'apertura degli studi medici 7 giorni su 7 e h16, garantendo assistenza ai pazienti dalle 8 alle 24, mentre nelle ore notturne entrerà in campo il 118.

Una novità prevista dall'Atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione di medicina generale approvato di recente che porterà sicuramente molti vantaggi per i cittadini, consentendo, una volta a regime, di evitare anche le file per pagare il ticket e per prenotare le visite, potendo fare tutto direttamente presso lo studio medico.

Ma se la nuova organizzazione è tesa ad assicurare un ricorso inferiore al pronto soccorso, potendo contare sulla disponibilità del medico di fiducia e sulla guardia medica nelle ore diurne (e comunque, appunto, per 16 ore) per le emergenze notturne si potrà fare riferimento soltanto al servizio del 118.

Ed è proprio questa ipotesi ad aver fatto nascere le proteste dei cittadini e delle associazioni dei consumatori, giacchè l'abolizione della guardia medica notturna, porterebbe, si legge nella petizione, i medici del 118 a svolgere "in contemporanea, due tipologie di servizio completamente diverse: i 'codici rossi' di emergenza e le visite e prescrizioni per patologie minori".

Una situazione che – prosegue il testo – "provocherà senz'altro "disfunzioni nell'assistenza medica molto gravi, con gli operatori stretti tra l'obbligo di intervento immediato in emergenza ed il pericolo di commettere omissione di soccorso se costretti ad interventi molto differiti nel tempo, sia nelle zone a notevole estensione territoriale, sia nei centri urbani ad alta intensità abitativa".

Alcuni interventi, infatti, si spiega, (come ad esempio i Tso, i trasferimenti "tempo-dipendenti", tra cui infarti e ictus, ecc.), impegnano solitamente per molte ore i medici d'emergenza 118, "creando, già adesso, problemi di copertura per le patologie maggiori, mentre quelle minori, che talora, però, evolvono rapidamente in gravità, vengono efficacemente gestite dai medici di Continuità Assistenziale, comunemente conosciuti come Guardie Mediche".

Abolire invece l'azione simultanea notturna attualmente esistente del 118 e della guardia medica andrebbe a discapito di un'assistenza efficace, danneggiando "innanzitutto i cittadini" e comportando "alti costi umani, sociali, economici".

(29/04/2016 - Marina Crisafi) Foto: 123rf.com
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