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Rientro dei cervelli: operativi gli sconti per chi torna

L'Agenzia delle Entrate detta le istruzioni per esercitare l'opzione per il nuovo regime fiscale destinato ai lavorati "rimpatriati"
uomo che corre veloce quanto il treno per tornare a casa evoca rientro cervelli
di Valeria Zeppilli – Con provvedimento del 29 marzo 2016 (qui sotto allegato), l'Agenzia delle entrate ha stabilito con quali modalità i lavoratori rientrati in Italia entro il 31 dicembre 2015, destinatari degli incentivi fiscali per il rientro dei lavoratori previsti dalla legge numero 238/2010, possono optare per il nuovo regime fiscale per i lavoratori "rimpatriati" disegnato dal decreto legislativo numero 147/2015.

Tale regime, si ricorda, permette che per tali lavoratori la formazione del reddito complessivo sia rappresentata solo dal 70% del reddito.

Secondo quanto reso noto dall'Agenzia delle entrate, i "cervelli" rientrati in patria al massimo entro la fine dello scorso anno, per poter esercitare l'opzione, devono farne richiesta scritta al proprio datore di lavoro. Il termine massimo per provvedervi è di tre mesi dall'entrata in vigore del provvedimento in analisi.

Più nel dettaglio la richiesta deve indicare il nome, il cognome, la data di nascita e il codice fiscale del lavoratore, l'indicazione della sua attuale residenza in Italia come risultante dal certificato di residenza o dalla domanda di iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente e l'impegno a comunicare con tempestività l'avvenuta iscrizione nell'anagrafe della popolazione residente e ogni eventuale variazione di residenza o domicilio rilevante per l'applicazione del beneficio, intervenuta prima che siano decorsi cinque anni dalla data della sua prima fruizione.

La domanda va poi sottoscritta e deve essere resa ai sensi del d.p.r. n. 445/2000.

Particolari ulteriori adempimenti sono richiesti ai lavoratori che non hanno ancora richiesto l'applicazione dei benefici di cui alla legge numero 238/2010 o l'hanno richiesta a un diverso datore di lavoro e a quelli che siano rientrati in Italia nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2015 (data di entrata in vigore del decreto legislativo numero 147/2015) e il 31 dicembre 2015.

La circolare precisa che l'opzione può essere esercitata, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2016, anche dai soggetti che hanno avviato un'attività di lavoro autonomo o di impresa.

È importante, infine, segnalare che la scelta non può essere revocata e che ha effetto dal primo gennaio 2016 e per i quattro periodi d'imposta successivi.


Agenzia delle entrate testo provvedimento 29 marzo 2016
Valeria Zeppilli
Consulenza Legale
Laureata a pieni voti in giurisprudenza presso la Luiss 'Guido Carli' di Roma con una tesi in Diritto comunitario del lavoro. Attualmente svolge la professione di Avvocato ed è dottoranda di ricerca in Scienze giuridiche – Diritto del lavoro presso l'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti – Pescara
(01/04/2016 - Valeria Zeppilli) Foto: 123rf.com
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