Sono molti gli italiani che decidono di rivendere online i regali di Natale non graditi. Ecco cosa c'è da sapere per non incorrere in sanzioni
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di Valeria Zeppilli - Quanto tempo e quanti soldi spesi per i regali di Natale, nella speranza di fare un pensiero carino a un proprio caro … e che quest'ultimo non rientri coloro che decidono di riciclare quanto ricevuto durante le festività! Secondo un'indagine Coldiretti/Ixè, infatti, è emerso che sono 23 milioni (ovverosia oltre un terzo) gli italiani che decidono di sbarazzarsi del dono ricevuto.

Regali riciclati: i dati

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Il rapporto 2019, in particolare, suddivide i "riciclatori" in tre gruppi:

  • quelli che riutilizzano quanto ricevuto per fare a loro volta dei regali (cinque su dieci)
  • quelli che li riconsegnano in negozio per ricevere in cambio dei buoni acquisto da spendere a proprio piacimento (tre su dieci)
  • quelli che tentano di rivendere i regali online (due su dieci).

Il riciclo riguarda soprattutto generi alimentari (45%); guanti, sciarpe, cappelli, profumi e cosmetici (30%) e libri (25%).

Vendere i regali online è vietato?

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Tra le destinazioni che vengono date ai regali riciclati, quella che colpisce di più è di certo rappresentata dai tentativi di rivendita. Si tratta però, come si vede, di una prassi sempre più diffusa.

Alla luce di questo dato, sorge spontaneo chiedersi: si può fare? Ovvero, se decido di rivendere un regalo non gradito, devo necessariamente avere una partita IVA?

La risposta è no: via libera, dunque, per tutti coloro che preferiscono guadagnare qualcosa al piacere di qualcosa di nuovo!

Regali di Natale: come venderli online senza partita Iva

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Il Testo unico delle imposte sui redditi, infatti, esonera dall'apertura della partita IVA coloro che decidano di svolgere attività commerciale occasionalmente. Ciò vuol dire che la vendita su internet deve essere priva dei requisiti di professionalità, continuatività e organizzazione che caratterizzano la non occasionalità dell'attività.

Vendere i regali di Natale online: la ricevuta

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Tuttavia, per i beni venduti sarà necessario emettere un'apposita ricevuta nella quale vanno indicate le proprie generalità e quelle dell'acquirente, la data, il prezzo e la tipologia di vendita con la dicitura Corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale, di cui all'Art. 67 del D.P.R. 917/1986".

Nel caso in cui il corrispettivo ecceda i 77,47 euro, la ricevuta andrà inoltre corredata di una marca da bollo da due euro.

Dichiarare i redditi derivanti dalla vendita dei regali

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Non bisogna infine dimenticare di dichiarare quanto ricevuto come corrispettivo per la vendita nel 730 o nel Modello Unico: la voce nella quale inserire i proventi è quella dei "redditi diversi".

Se comunque quello proveniente dall'attività occasionale è l'unico reddito conseguito ed esso non superi i 4.800 euro annui, l'obbligo della dichiarazione dei redditi non scatta.

Regali di Natale: meglio la permuta!

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Più semplice la questione se il regalo, anziché essere venduto, viene permutato: in tal caso, se lo scambio ha luogo tra privati, la ricevuta non è necessaria e nulla deve essere dichiarato al fisco.

Come emerge da queste indicazioni di massima, riciclare i regali, insomma, non è poi così complesso!

Valeria Zeppilli
Avv. Valeria Zeppilli (profilo e articoli)
Consulenza Legale
E-mail: valeria.zeppilli@gmail.com
Avvocato e dottore di ricerca in Scienze giuridiche, dal 2015 fa parte della redazione di Studio Cataldi -- Il diritto quotidiano. Collabora con la cattedra di diritto del lavoro, diritto sindacale e diritto delle relazioni industriali dell'Università 'G. D'Annunzio' di Chieti - Pescara.
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(29/12/2019 - Valeria Zeppilli)
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