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Fondi Ue: anche avvocati e studi avranno diritto ai soldi dell'Europa

La novità è prevista dalla legge di Stabilità che ha avuto ieri il via libera dal Senato
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di Marina Crisafi - Anche gli avvocati, così come gli altri professionisti, avranno accesso ai fondi europei. A mettere nero su bianco la novità è la legge di stabilità che ha ricevuto ieri il via libera dal Senato, confermando la 47sima fiducia al Governo (leggi: "Legge stabilità: ok del Senato con fiducia. Ecco tutte le novità").

Il diritto di concorrere ai fondi strutturali europei 2014-2020, frutto dell'emendamento inserito in commissione bilancio, ad opera delle relatrici al ddl, Federica Chiavaroli e Magda Zanoni, sorge grazie all'equiparazione tra i liberi professionisti e le piccole e medie imprese, giacchè esercenti "attività economica".

Ciò comporta che, a prescindere dalla forma giuridica scelta per svolgere la propria attività (dallo studio legale alla società, dunque), ogni professionista potrà attingere a risorse che sino ad oggi gli erano precluse.

Si tratta delle risorse stanziate dall'Unione Europea nell'ambito della programmazione 2014-2020, sia direttamente che attraverso Stato e Regioni, per finanziare mediante l'emanazione di appositi bandi, progetti nei più disparati settori: dalla comunicazione, alla giustizia, dalla sanità all'istruzione, passando per l'evoluzione tecnologica.

L'estensione degli incentivi ai professionisti è stata fortemente caldeggiata negli ultimi anni dagli stessi rappresentanti delle categorie (sindacati, casse professionali e ordini in primis) al fine di porre fine alle difficoltà per gli stessi di accedere a fondi importanti, potendo migliorare la propria organizzazione, l'efficienza dei servizi offerti e la competitività sul mercato.

Un primo tentativo legislativo, al momento in attesa di "consegna" al Parlamento, si è già avuto con la bozza di ddl sul lavoro autonomo, il c.d. "Jobs Act degli autonomi", ma ora l'inserimento di un'apposita previsione che garantisce l'accesso ai fondi nella legge di stabilità rappresenta un risultato già definito "storico" dallo stesso presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, a margine dell'approvazione dell'emendamento in commissione, al fine di "sbloccare ingenti risorse a favore degli studi professionali".

Affinchè la norma diventi operativa, tuttavia, bisognerà attendere l'approvazione della manovra da parte di Montecitorio.

(21/11/2015 - Marina Crisafi)
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