Con la sentenza n. 34735, depositata il 26 settembre 2011, la Corte di Cassazione ha stabilito che l'intercettazione legittima per un reato è utilizzabile per gli illeciti connessi nello stesso procedimento. In particolare la Corte ha spiegato che sia la lettera sia il contesto sistematico delle norme contenute negli articoli 266 e 270 Cpp impongono di ritenere che quando l'intercettazione è legittimamente autorizzata all'interno di un determinato procedimento nel quale si tratta di uno dei reati ex articolo 266 Cpp, i suoi esiti sono utilizzabili anche per tutti gli altri reati trattati nel medesimo procedimento, senza condizione alcuna; mentre, quando si tratta di reati oggetto di diverso procedimento, l'utilizzazione è subordinata alla sussistenza dell'articolato parametro indicato espressamente dall'articolo 270 Cpp (indispensabilità e obbligatorietà, dell'arresto in flagranza).

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