L'amministratore di condominio deve dare concreta attuazione alle decisioni adottate dall'assemblea. L'omissione reiterata degli adempimenti deliberati dai condòmini può costituire una grave irregolarità e giustificare la revoca giudiziale dell'incarico.
Il principio emerge dal decreto camerale del Tribunale di Chieti del 14 ottobre 2026, che ha disposto la revoca di un'amministratrice per non aver dato seguito a una deliberazione relativa agli argomenti da trattare nelle assemblee successive.
Gli argomenti esclusi dall'ordine del giorno
Nel caso esaminato, l'assemblea aveva deciso all'unanimità di rinviare la discussione di alcuni punti a una riunione successiva, affidando espressamente all'amministratrice il compito di convocarla.
Nonostante questa indicazione, gli argomenti non erano stati inseriti nell'ordine del giorno della riunione successiva, né erano comparsi nelle convocazioni delle assemblee ulteriori.
La mancata attuazione della deliberazione ha quindi determinato il ricorso all'autorità giudiziaria per ottenere la revoca dell'incarico.
Perché l'omissione costituisce una grave irregolarità
Il tribunale ha ritenuto che l'assenza di una data precisa per la convocazione della successiva assemblea non esonerasse l'amministratrice dall'obbligo di provvedere.
La deliberazione assembleare, infatti, aveva espresso una volontà sufficientemente chiara: gli argomenti dovevano essere ripresi in una riunione successiva. L'amministratrice era pertanto tenuta a darvi esecuzione entro un termine ragionevole.
La protratta omissione è stata ricondotta all'articolo 1129, comma 12, n. 2, del codice civile, che contempla tra le gravi irregolarità la mancata esecuzione delle deliberazioni dell'assemblea.
Gli obblighi dell'amministratore
L'incarico dell'amministratore non si limita alla gestione ordinaria delle parti comuni o agli adempimenti amministrativi. Comprende anche il dovere di attuare le decisioni adottate legittimamente dai condòmini.
Pur disponendo dell'autonomia necessaria per organizzare l'attività gestionale, l'amministratore non può ignorare le deliberazioni né rinviarne senza giustificazione l'esecuzione.
Quando l'inadempimento assume carattere rilevante, la revoca giudiziale rappresenta uno strumento di tutela della compagine condominiale.
La decisione del Tribunale di Chieti
Il tribunale ha accolto il ricorso sulla base della mancata esecuzione della deliberazione, senza ritenere necessario fondare la revoca anche sulle ulteriori contestazioni relative alla documentazione condominiale, alla convocazione delle assemblee e alla gestione delle parti comuni.
L'amministratrice è stata inoltre condannata alla rifusione delle spese di lite.
La decisione sottolinea quindi un principio operativo importante: le deliberazioni assembleari devono essere attuate e non possono essere lasciate senza seguito per un periodo indefinito. Anche l'omissione relativa alla convocazione di una successiva assemblea può assumere rilievo quando impedisca di dare esecuzione a quanto deciso dai condòmini.
