Il Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge che introduce nuove regole per dare visibilità alle decisioni favorevoli alle persone coinvolte in procedimenti penali. La misura mira a ridurre lo squilibrio tra la diffusione delle notizie relative alle indagini e la successiva comunicazione dell'esito favorevole.
Quando i media devono pubblicare l'assoluzione
La nuova disciplina interviene sul Codice in materia di protezione dei dati personali, introducendo l'articolo 144-ter, dedicato alla pubblicità delle sentenze di assoluzione e proscioglimento.
In base alla disposizione, chi abbia ottenuto una sentenza di assoluzione o proscioglimento, una decisione di non luogo a procedere oppure un provvedimento di archiviazione può chiedere la pubblicazione della notizia al mezzo di comunicazione che aveva precedentemente riferito del procedimento.
L'obbligo riguarda giornali, emittenti radiofoniche e televisive e testate online. La comunicazione dell'esito favorevole dovrà avere una visibilità proporzionata a quella riservata in precedenza alla vicenda giudiziaria. La pubblicazione non potrà comportare spese per la persona interessata.
Il ruolo del Garante in caso di mancata pubblicazione
La legge prevede anche una procedura per reagire all'eventuale inosservanza dell'obbligo.
Se la testata non provvede alla pubblicazione, l'interessato potrà rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali. L'Autorità dovrà esaminare la segnalazione entro cinque giorni e potrà ordinare la diffusione della notizia relativa al provvedimento favorevole.
Nessun nuovo costo per la finanza pubblica
Un'ulteriore disposizione stabilisce che l'attuazione della riforma non dovrà determinare maggiori oneri per lo Stato. Il Garante svolgerà le nuove funzioni utilizzando le risorse umane e finanziarie già disponibili.
La novità introduce quindi uno strumento volto a favorire una rappresentazione più equilibrata delle vicende giudiziarie, consentendo agli interessati di chiedere che anche l'esito favorevole trovi uno spazio adeguato nell'informazione.


