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Cassazione: legittimo lo spostamento del lavoratore per "quieto vivere"

Rapporti difficili in ufficio? Nessun problema, d'ora in avanti il capo può spostare e tenere così distanti i colleghi di lavoro. Per "rasserenare i rapporti" infatti, secondo la Cassazione (sentenza n. 22059/2008) il datore di lavoro può disporre lo spostamento di uno dei colleghi a patto però di preservare le "mansioni originarie". La misura, secondo la Corte, "rientra fra le ragioni organizzative" di un'azienda che, applicando lo 'ius variandi', deve puntare a "rasserenare i rapporti" sul posto di lavoro. Nel caso preso in esame da Piazza Cavour il provvedimento del datore di lavoro era stato ritenuto legittimo anche dai giudici di merito.
Il lavoratore si era rivolto però alla Suprema Corte lamentando il carattere "punitivo" del trasferimento. La sezione Lavoro della Corte ha respinto il ricorso confermando le precedenti statuizioni sulla base del principio per cui lo spostamento del lavoratore rientra nel "legittimo esercizio dello 'ius variandi' giustificato dalla necessita' di rasserenare i rapporti con i colleghi di lavoro". Ne' è possibile ravvisare nel trasferimento un carattere punitivo posto che il lavoratore ha comunque "mantenuto le proprie mansioni".
(04/09/2008 - Roberto Cataldi)
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