Disoccupazione: da oggi debutta la Naspi. In allegato la guida completa ai nuovi ammortizzatori sociali

Entra oggi in vigore la nuova indennità di disoccupazione universale, introdotta dal Jobs Act.
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di Marina Crisafi - È arrivato il d-day della nuova indennità di disoccupazione introdotta nell'ambito del Jobs Act. Da oggi, infatti, in conformità al dettato del decreto legislativo n. 22/2015, attuativo della legge delega sul lavoro (l. n. 183/2014), debutta ufficialmente la Naspi che andrà a sostituire le precedenti forme di sostegno (Aspi e Mini-Aspi), nell'ottica di una tutela “allargata” ad una più ampia platea di lavoratori (circa 1 milione e mezzo secondo le previsioni del Governo), rimasti involontariamente senza occupazione.

Vediamo, dunque, a chi è destinata, quali sono i requisiti per l'accesso al beneficio, la misura e la procedura per presentare domanda:

- Beneficiari e requisiti

La “nuova assicurazione sociale per l'impiego” è destinata, ex art. 1, comma 1 del decreto, a fornire “una tutela di sostegno al reddito dei lavoratori con rapporto di lavoro subordinato che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione”. Possono accedere al beneficio i lavoratori che, nei 4 anni precedenti l'inizio del periodo di disoccupazione, abbiano almeno 13 settimane di contribuzione, ovvero che, nei dodici mesi che precedono la disoccupazione abbiano svolto almeno trenta giorni di lavoro effettivo.

Quanto ai soggetti beneficiari, la Naspi è estesa a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato e a quelli a tempo determinato del settore pubblico, ai soci lavoratori delle cooperative e al personale artistico con rapporto di lavoro subordinato, nonché a coloro che abbiano rassegnato le dimissioni per giusta causa, che abbiano risolto consensualmente il rapporto di lavoro ed altresì a chi è stato licenziato per motivi disciplinari o ha accettato la c.d. offerta di conciliazione agevolata (leggi l'articolo “Naspi: sì all'indennità per i “disciplinari” e per chi concilia”).

Rimangono esclusi i dipendenti pubblici a tempo indeterminato e gli operai agricoli (a tempo determinato e indeterminato), in quanto categorie già oggetto di tutela dalla regolamentazione vigente.

- Misura

L'indennità viene calcolata in base al rapporto tra la retribuzione imponibile percepita negli ultimi 4 anni suddivisa per il numero delle settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33.

La misura della Naspi è pari al 75% delle retribuzioni pari o inferiori a 1.195 euro, incrementata di una somma pari al 25% della differenza tra la retribuzione mensile e il suddetto importo per le retribuzioni superiori, non potendo mai superare in ogni caso i 1.300 euro mensili (importo rivalutato annualmente sulla base delle variazioni degli indici Istat).

Questo per i primi 3 mesi perché a partire dal primo giorno del quarto mese di fruizione l'importo erogato decresce progressivamente del 3% al mese.

- La liquidazione in un'unica soluzione

Il d.lgs. n. /2015, all'art. 8, al fine di incentivare l'autoimprenditorialità (avvio di un'attività lavorativa autonoma, impresa individuale, sottoscrizione di una quota di una cooperativa, ecc.), stabilisce che gli aventi diritto alla Naspi possono richiedere anche la corresponsione anticipata dell'intero trattamento in un'unica soluzione.

Tuttavia, laddove una volta ottenuta l'anticipazione, prima della scadenza della Naspi il lavoratore instauri un rapporto di lavoro subordinato (fatta eccezione per i rapporti instaurati con la cooperativa della quale si è sottoscritta una quota di capitale sociale), dovrà restituire per intero l'importo ottenuto.

- Durata

Quanto alla durata, la Naspi viene erogata mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi 4 anni, fino ad un massimo di 24 mesi.

Questo fino alla fine del 2016, poiché a partire dall'1 gennaio 2017 la durata massima del beneficio scenderà a 78 settimane.

- La procedura

Per accedere al beneficio gli interessati devono presentare domanda all'Inps per via telematica entro 68 giorni dall'evento di disoccupazione (ovvero la data di cessazione del rapporto di lavoro).

L'istituto previdenziale provvederà ad erogare l'indennità a partire dall'ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, ovvero dal primo giorno successivo alla data di inoltro dell'istanza, ove la stessa sia presentata oltre il suddetto termine.

- Decadenza

Il diritto a fruire della prestazione decade nelle seguenti ipotesi: - perdita dello status di disoccupazione (salvo attività lavorative inferiori a 6 mesi con redditi inferiori a quello minimo escluso da imposizione fiscale); - inizio di un'attività autonoma o di impresa individuale (salvo mantenere la Naspi in misura ridotta per redditi inferiori a 4.800 euro annui e previa comunicazione all'Inps); - raggiungimento dei requisiti per il pensionamento; - acquisizione diritto all'assegno ordinario di invalidità (salvo opzione da parte del lavoratore per la Naspi).

L'erogazione della Naspi, inoltre, come gli altri ammortizzatori sociali introdotti con il Jobs Act è subordinata alla regolare partecipazione alle iniziative di politiche attive e ai percorsi di riqualificazione professionale proposti dai servizi per l'impiego competenti.

Vai alla guida completa ai nuovi ammortizzatori sociali

(01/05/2015 - Marina Crisafi)
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