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BRICIOLE DI DIRITTO : quarta settimana di marzo. Dalla diffamazione su Facebook allo stato di ebbrezza che si può provare su base sintomatica

briciole martello giustizia
BRICIOLE DI DIRITTO: aggiornamenti flash sulle novità giurisprudenziali della settimana
A cura dell'Avv. Barbara Pirelli
Questa settimana: diffamazione su Facebook anche se non si fanno nomi e cognomi; lo stato di ebbrezza  può essere provato anche su base sintomatica; dire " fai silenzio davanti a me" e' una minaccia? che cos'è lo straining? che succede se il GOT decide un processo di competenza del giudice togato?

Qui di seguito 36 sentenze e alcune "sentenze vintage" anno 2011 e 2012

1. Le spese forfetarie vanno esplicitamente richieste dall'avvocato nel procedimento per la liquidazione degli onorari.
Il giudice non può liquidarle d'ufficio. 
Corte di Cassazione sentenza n. 4748 del 27 febbraio 2014

2. I provvedimenti presidenziali (ex art. 708 c.p.c.) non possono essere considerati titolo esecutivo per richiedere le obbligazioni riguardanti la contribuzione alle spese straordinarie.
Hanno titolo esecutivo solo per le obbligazioni riguardanti il mantenimento dei figli o del coniuge.
Questo significa che il genitore che voglia ottenere dall'altro il pagamento delle spese straordinarie, sostenute per i bisogni dei figli, dovrà adire nuovamente il giudice.
Le somme dovranno essere determinate nel loro ammontare.
Corte di Cassazione sentenza n. 281 del  7/2/2014 

3. Il soggetto che denuncia un altro soggetto per un reato perseguibile d'ufficio non è tenuto a risarcire i danni al denunciato (ai sensi dell'art. 2043 c.c.) anche in caso di proscioglimento o di assoluzione.
Il risarcimento può essere chiesto solo se la denuncia possa considerarsi calunniosa . Fuori da questa ipotesi, l'attività pubblicistica dell'organo titolare dell'azione penale si sovrappone all'iniziativa del denunciante, di conseguenza si interrompe  ogni nesso causale tra tale iniziativa ed il danno eventualmente subito dal denunciato.
Corte di Cassazione, sentenza n. 6554 del 20 marzo 2014

4. Una delle cause di nullità di matrimonio, davanti ad un Tribunale ecclesiastico, può essere l' "ignoranza circa l'essenza del matrimonio". Pochi giorni fa la Cassazione , in merito a questo motivo, ha rigettato il ricorso di un marito, che aveva ottenuto la nullità del matrimonio da parte del Tribunale ecclesiastico solo sulla base dello spirito libertino dell'uomo, poco propenso a ‘scommettere' sulle nozze durate peraltro pochissimo tempo; inoltre,e' stata esclusa la «conoscibilità» da parte della moglie della riserva mentale dell'uomo rispetto alla «indissolubilità» del loro matrimonio.
Va precisato che la sentenza di nullità di matrimonio emessa da un Tribunale ecclesiastico rende nullo il matrimonio religioso( quindi ci si può risposare in Chiesa) ma non rende nullo il matrimonio civile. Perché accada ciò e' necessario presentare un ricorso per "delibazione di sentenza ecclesiastica" alla Corte d'Appello nel cui distretto è compreso il Comune ove fu trascritto il matrimonio concordatario. 
Corte di Cassazione sentenza n. 6032 del il 14.03.2014

5. Il giudice di merito non è tenuto a motivare il diniego delle circostanze attenuanti generiche se non è stata formulata una specifica richiesta dell'imputato.
Infatti, la richiesta generica di assoluzione o di condanna al minimo della pena non bastano per ottenere la concessione delle attenuanti generiche.
Quindi, la concessione o il diniego delle suddette circostanze sono la manifestazione di un potere discrezionale del giudice il quale e' tenuto a motivare, la concessione o il diniego, solo se vi è stata una specifica istanza in cui siano stati indicati i motivi che giustifichino la benevolenza del giudice.
Nel caso al vaglio della Suprema Corte la richiesta di applicazione delle circostanze attenuanti era stata fatta dal pubblico ministero e non dall'imputato, di conseguenza il giudice non aveva motivato il diniego.
Corte di Cassazione sentenza n. 11539 dell' 11 marzo 2014 

6. Avere facoltà di parola non significa poter sempre dire tutto, soprattutto, su una finestra aperta sul mondo come lo è la piattaforma di Facebook.
Quindi, se si è in preda all'ira meglio tacere che dare libero sfogo a dichiarazioni velenose indirizzate a qualcuno.
La Cassazione con una sentenza di qualche giorno fa ha stabilito che : pubblicare e diffondere su Facebook contenuti che offendono l'onore e la reputazione di qualcuno oltre a comportare una querela, per il reato di diffamazione,comporta anche il risarcimento economico del danno subito dalla persona offesa.
La novità della sentenza sta nel fatto che non serve fare " nomi e cognomi " per integrare il reato e' sufficiente che la vittima sia facilmente individuabile.
ATTENZIONE però, se il riferimento alla vittima contenuto nel post diffamatorio non dovesse essere chiaro e immediato, si può rischiare una controquerela per calunnia.
Corte di Cassazione sentenza n. 13604 del 24 marzo 2014

7. Il coniuge beneficiario dell'assegno divorzile( di regola la moglie) può chiedere un aumento dell'assegno solo nel caso in cui le condizioni economiche del coniuge obbligato migliorino. Ma attenzione  i miglioramenti devono riguardare gli sviluppi naturali e prevedibili dell'attività svolta durante il matrimonio.
Non rientrano, invece, nei miglioramenti economici tutti quegli eventi autonomi e con carattere di eccezionalità .
Corte di Cassazione sentenza n. 5132 del 05.03.2014
In merito, va ricordata anche una "sentenza vintage" la numero 3914 del 12 marzo 2012 con cui la Corte ha confermato che il coniuge obbligato a versare l'assegno di mantenimento non sarà tenuto a versare un grosso importo dell'assegno se dopo la separazione ha vinto al Superenalotto.
Quindi, l'importo dell'assegno non sarà calcolato sulla base del miglioramento avvenuto grazie ad un evento imprevisto( come la vincita) ma per merito della vincita il marito sarà tenuto a corrispondere comunque l'assegno divorzile determinato in relazione al tenore di vita goduto durante il matrimonio.

8. Un uomo e' stato condannato per il reato di: "Interruzione di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità"(art. 340 c.p.) per aver effettuato in più giorni circa settanta chiamate( ai servizi del 112,del 113 e ad altri servizi di emergenza)durante le quali pronunciava frasi con voce travisata, eseguiva rutti, pernacchie o faceva sentire all'interlocutore musica ad alto volume.
In questo modo teneva le linee occupate interrompendo il pubblico servizio.
Secondo l'orientamento consolidato della Corte il reato e' integrato non solo se si interrompe l'effettivo funzionamento di un ufficio o servizio pubblico ma anche il suo ordinato e regolare svolgimento.
Corte di Cassazione sentenza n.14010 del 25 marzo 2014

9. Il ristoratore ,che abbia all'esterno del locale un'area ludica,non risponde dei danni subiti da un bambino mentre gioca nel parco giochi.
In buona sostanza, il ristoratore condannato negli altri gradi di merito ha trovato giustizia in Cassazione; la Suprema Corte ha stabilito che :""la messa a disposizione di un parco giochi a perfetta regola d'arte da parte di un titolare di un ristorante non determina a carico di costui alcun obbligo di sorveglianza dei minori intenti all'uso delle relative attrezzature". 
Di conseguenza, essendo l'area ludica messa in sicurezza il gestore non risponde ai sensi dell'art. 2051 c.c. ma in questo caso i genitori avrebbero dovuto vigilare sull'incolumità del minore.
Corte di Cassazione  sentenza n. 12401 del 21 Maggio 2013. 

10. Se il GOT si occupa di un procedimento penale diverso da quelli indicati dall'art.43 bis e cioè riferito a reati non previsti dall'art. 550 c.p.p.( citazione diretta a giudizio)questo non comporta alcuna causa di nullità,quindi, la sentenza emanata e' valida.
La ragione di ciò sta nel fatto che il nostro ordinamento ha introdotto un mero criterio organizzativo per la ripartizione dei procedimenti tra giudici ordinari e onorari.
Va precisato anche che , in caso di assenza o mancanza del giudice professionale, i giudici onorari possono trattare tutti i processi di cui all'art. 550 c.p.p. senza alcuna differenza tra fase di cognizione e fase di esecuzione.
Corte di Cassazione sentenza n. 13011 del 20 marzo 2014

11. Per calcolare l'onorario del professionista va presa in considerazione non solo l'importanza della prestazione svolta ma anche i risultati e i vantaggi che il cliente ha ottenuto.
Corte di Cassazione ordinanza  n. 2863 del 7 febbraio 2014.
 

12. Non può essere contestata alcuna nullità se il consulente d'ufficio non informa quello di parte relativamente alle indagini predisposte.
Il consulente di parte, infatti, può essere informato delle suddette operazioni dal difensore che lo ha nominato.
Corte di Cassazione sentenza n. 4808 del 28.02.2014

13. Se in un contratto, in cui una delle due parti e' un consumatore, vi è una clausola vessatoria la stessa deve ritenersi inefficace anche se è stata oggetto di trattativa, L'inefficacia opera a vantaggio del consumatore e può essere rilevata d'ufficio dal giudice. 
Corte di Cassazione sentenza n. 6784 del 21 marzo 2014

14. Secondo la Suprema Corte, non può qualificarsi come reticente ne' colposo il comportamento del richiedente di una polizza vita che al momento della stipula della polizza era affetto da grave patologia ma i sintomi della stessa erano ambigui e non specifici al punto che anche i medici avevano dato valore aspecifico e tranquillizzante.
Nel caso di specie, i sintomi furono acclarati attraverso indagini più approfondite,dunque, il contratto di assicurazione non poteva essere annullato perché le dichiarazioni del contraente non erano state ritenute ne' inesatte ne'reticenti.
Di conseguenza, i beneficiari della polizza alla morte del contraente hanno potuto ottenere il premio della polizza.
Corte di Cassazione sentenza n. 13604 del  21 giugno 2011 

15. In Italia e ' inefficace la pronuncia di divorzio ottenuta all 'estero nei confronti di coniugi che abbiano contratto matrimonio e siano residenti nel nostro Paese.
E ' irrilevante il fatto che entrambi i coniugi, di comune accordo ,abbiano deciso di sciogliere il vincolo matrimoniale in un altro Stato.
Corte di Cassazione sentenza n. 5710/2014 

16. L'avvocato, nei procedimenti in cui sono coinvolti minori, e' tenuto ad assolvere la propria funzione con lealtà e correttezza diversamente può essere colpito da una sanzione disciplinare come la sospensione.
L'avvocato nella gestione di problematiche familiari ha un ruolo fondamentale perché deve attivarsi fattivamente per evitare che il genitore, da lui assistito,metta in atto tattiche per sostenere false accuse tali da far generare nei figli un odio verso il genitore assente; spesso questi escamotage vengono utilizzati per impedire l'affido condiviso.
La stessa Corte Costituzionale,con la sentenza n. 178 del 22 giugno 2004, ha sottolineato  che l'esercizio della professione forense davanti ai Tribunali per i minorenni richiede un possesso di competenze adeguate alla particolarità e alla delicatezza della funzione da assolvere.
La Corte di Cassazione, proprio con riferimento alla statuizione costituzionale, ha confermato nei confronti di un avvocato la sanzione disciplinare della sospensione dall'esercizio della professione per cinque mesi.
Corte di Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n.11564 del 26 maggio 2011

17. Gli agenti di Polizia Municipale possono accertare le violazioni in materia del codice della strada, per cui sono previste sanzioni amministrative pecuniarie, su tutto il territorio anche quello fuori dal centro abitato.
Corte di Cassazione sentenza n. 6432 del 19 marzo 2014

18. Nel caso di stalking, il soggetto persecutore( marito, compagno, amante ecc.) prima di ricevere l'ammonimento dal Questore ,e se non c'è urgenza, deve essere ascoltato insieme alla presunta vittima per evitare che le indagini vadano a 
a senso unico. 
Consiglio di Stato sentenza  n. 1067 del 05.03.2014

19. Il Foro competente per chiedere il risarcimento del danno derivante da inadempimento contrattuale e' quello del luogo  in cui avrebbe dovuto essere eseguita la prestazione rimasta inadempiuta.
 Corte di Cassazione ordinanza n. 6762 del 21 marzo 2014

20. La Cassazione ha riconosciuto una forma più attenuata di mobbing che è appunto lo “straining”.
Affinché si possa parlare di straining è dunque sufficiente una singola azione stressante cui seguano effetti negativi duraturi nel tempo (come nel caso di gravissimo demansionamento o di svuotamento di mansioni). La vittima è in persistente inferiorità rispetto alla persona che attua lo straining (strainer).
Questa interessante pronuncia della Cassazione ha riconosciuto lo "straining"ad un dipendente di banca, “messo all'angolo” fino a essere relegato a lavorare in uno «sgabuzzino, spoglio e sporco», con «mansioni dequalificanti» e «meramente esecutive e ripetitive.
Corte di Cassazione sentenza n. 28603 del 03 luglio 2013

21. Il giudice e' tenuto a rinviare l'udienza tutte le volte in cui l'avvocato aderisca alle astensioni. Il rinvio non può essere accolto se il processo e' indifferibile.
Corte di Cassazione Sezioni Unite informativa provvisoria n. 5 del 27 marzo 2014

22. Per contestare ad uno spacciatore il traffico e la detenzione  di sostanze stupefacenti o psicotrope è irrilevante che non sia sequestrato il bilancino.
La droga potrebbe essere già stata acquista confezionata.
Corte di Cassazione sentenza n. 13979 del 25 marzo 2014

23. L'avvocato che continui ad esercitare dopo che sia stato raggiunto da un provvedimento disciplinare di sospensione commette il reato di esercizio abusivo della professione.
La sanzione comincia a decorrere dal momento in cui venga notificato il provvedimento adottato dal dal Consiglio nazionale forense. 
Corte di Cassazione sentenza n. 14013 del 25 marzo 2014

24. E' penalmente responsabile, ai sensi dell'art. 570c.p., il padre che non provveda al mantenimento del figlio anche se allo stesso la madre non fa mancare nulla.
E' onere del padre dimostrare la sua impossibilità a provvedere al mantenimento del figlio; deve quindi provare gli elementi da cui possa desumersi l'impossibilità di adempiere alla relativa obbligazione.
Non è sufficiente, ad esempio, allegare lo stato di disoccupazione. 
Corte di Cassazione sentenza  n. 14012 del 25 marzo 2014

25. Lo stato di ebbrezza quindi, la relativa contestazione del reato di guida in stato di ebbrezza può essere provato con qualsiasi mezzo anche su base sintomatica.
Quindi, l'alcoltest eseguito con 30 minuti di ritardo e' valido perché lo stato di ebbrezza può desumersi dai sintomi.
In questo caso può applicarsi l'ipotesi lieve, quindi una sanzione amministrativa, escludendo l'ipotesi di rilievo penale. 
Corte di Cassazione sentenza n. 13999 del 25 marzo 2014

26. Il lavoratore che per via fax accusa il datore di mobbing e' passibile di sanzioni disciplinari anche se in azienda non è affisso il codice disciplinare;  il lavoratore, infatti, sa benissimo di porre in essere una condotta illecita.
Dunque, è legittima la sanzione della sospensione dal servizio per un mese per aver il lavoratore inviato via fax al dirigente e ad altri accuse gravi e non suffragate. 
Corte di cassazione sentenza n. 7105 del 26 marco 2014

27. Per poter ottenere il beneficio fiscale "prima casa" il contribuente ha l'obbligo di trasferire la residenza.
Questo obbligo va rispettato anche dall'acquirente di un immobile in costruzione.
L'obbligo di trasferimento di residenza vale, dunque, sia per gli immobili edificati che per quelli ancora in costruzione.
 Corte di Cassazione sentenza n. 7067 del 26 marzo 2014

28. Perché si configuri il reato di disturbo alla quiete pubblica il rumore o lo schiamazzo deve essere avvertito da una pluralità di persone; quindi, le condotte possono essere non solo dolose ma anche colpose come nel caso di bambini che piangono o disturbano di notte.
Lo scopo della norma e' quello di tutelare la quieta pubblica.
Corte di Cassazione sentenza n. 12939/14.

29. La lettera di licenziamento, inviata con raccomandata, e ritirata dalla moglie del lavoratore deve considerarsi conosciuta dallo stesso.
Nel momento del ricevimento, infatti, decorre il termine per impugnare il licenziamento.
Corte di Cassazione sentenza n. 6845 del 24 marzo 2014

30. Non tutte le minacce fanno paura.
Dire :"Fai silenzio davanti a me" non configura il reato di minaccia.
Perché sussista la minaccia il male prospettato alla vittima deve essere
ingiusto incidendo così sulla sua libertà psichica.
Corte di Cassazione sentenza n. 13055 del 20 marzo 2014

31. Può essere chiesto lo stato di adattabilità di un minore se la madre, pur amorevole, sia affetta da problemi psicologi con disturbo della personalità.
Questi problemi col tempo si ripercuotono sui figli e ne compromettono il legame.
Corte di Cassazione sentenza  n. 6755 del 21 marzo 2014

32. La banca che paga un assegno, con firma falsa, e' tenuta comunque a risarcire i danni al cliente anche se la contraffazione della firma non sia grossolana.
La diligenza professionale della banca deve essere pari alla qualità del servizio fornito.
Corte di Cassazione sentenza n. 6513/2014 

33. Secondo la Cassazione l'affidamento condiviso si applica anche nel caso di forte conflittualità tra i genitori.
La conflittualità non deve rappresentare un limite.
Con l'entrata in vigore della legge n. 54 dell'8 Febbraio 2006 e ' stato sancito il principio della bigenitorialita' secondo cui " i figli hanno il diritto a continuare ad avere  un rapporto continuativo ed equilibrato con entrambi i genitori, inoltre , sempre da entrambi devono ricevere cura, educazione ed istruzione.
La regola e', dunque, l'affidamento condiviso mentre l'ipotesi residuale e' l'affidamento esclusivo.
La legge non ha tipizzato le circostanze ostative all'affidamento condiviso, sarà il Giudice ad individuarle volta per volta affrontando la peculiarità del caso.
Corte di Cassazione sentenza n.12976 del 24.07.2012

34. Non c'è minaccia aggravata se la moglie dice 'ti uccido' all'ex marito
La donna nel proporre ricorso in Cassazione sosteneva l'incompetenza per materia di chi aveva deciso il merito dato che la frase "ti uccido" avrebbe dovuto considerarsi una minaccia grave in considerazione della prospettazione della morte.
Secondo la Corte, però, l'aggravante doveva considerarsi esclusa in considerazione del fatto che le parole furono pronunciate nel corso di una banale lite tra coniugi separati, per cui la frase non prospettava un pericolo concreto alla vita della persona offesa.
Corte di Cassazione sentenza n. 35551 del 27.08.2013


35.E' risarcibile il danno da alienazione genitoriale.
La vicenda giudiziaria di cui si è occupata la Corte di Cassazione 
vede come protagonista una madre ritenuta alienante e poi condannata a risarcire i danni in favore del marito e della figlia.
Corte di Cassazione sentenza n. 7452 del 2012


36.Per evitare la condanna alla lite temeraria e' fondamentale anche il ruolo dell'avvocato mediatore di diritto.
Il caso di cui si è occupato il Tribunale campano riguarda un ricorso per accertamento tecnico preventivo (ex art.696 cpc) presentato dall'inquilino di un immobile con lo scopo di accertare le cause che avevano determinato fenomeni umidificatori con relative macchie di muffa.
Ma l'inquilino e'stato condannato per lite temeraria ai sensi di cui al' art. 96 comma 3 c.p.c perché nonostante il locatore avesse in via stragiudiziale cercato di attivarsi alla risoluzione della lite, il conduttore aveva scelto di agir in giudizio dimostrando malafede e un atteggiamento con collaborativo.
In questo modo ha frenato il sistema giustizia con un ulteriore procedimento inutile.
Ma la novità dell'ordinanza del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, del 23 dicembre 2013, e' quella di aver sottolineato che questo tipo di condotta risulta molto lontana dalla nuova prospettiva in cui, secondo la legge 98/2013 sulla  mediazione civile obbligatoria, l'avvocato ha un ruolo di mediatore di diritto e il suo compito e' dunque fondamentale prima ancora che nella fase del giudizio nella fase di assistenza nelle mediazioni obbligatorie.
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(30/03/2014 - Briciole di diritto)
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