Sei in: Home » Articoli

Ministero del lavoro: attività di crowdsourcing e autorizzazione preventiva ex art. 4, D.Lgs. n. 276/2003

imprese impiegati pmi accordo lavoro
La Direzione generale per l'Attività Ispettiva risponde, con interpello n. 12 del 27 marzo 2013, all'istanza avanzata da Confindustria in merito alla corretta interpretazione dell'art. 4 del D.Lgs. n. 276/2003, concernente l'autorizzazione preventiva rilasciata alle Agenzie per il Lavoro, dal Ministero del Lavoro, ai fini dell'espletamento delle attività di somministrazione, intermediazione, ricerca e selezione del personale e supporto alla ricollocazione professionale. In particolare l'istante chiede se, ai sensi della citata disposizione, anche le società aventi ad oggetto la gestione di siti internet mediante l'attività c.d. di crowdsourcing debbano richiedere la suddetta autorizzazione.
Il Dicastero, in via preliminare, evidenzia gli elementi caratteristici del fenomeno del crowdsourcing, precisando che con tale locuzione si intende individuare un nuovo modello di business aziendale in forza del quale un'impresa affida la progettazione, ovvero la realizzazione di un determinato bene immateriale ad un insieme indefinito di persone, tra le quali possono essere annoverati volontari, intenditori del settore e freelance , interessati ad offrire i propri servizi sul mercato globale (c.d. community di utenti iscritti ai siti a titolo gratuito). 

 Si tratta, quindi, di un particolare sistema agevolato da strumenti disponibili sul web in open call, nonché sviluppato mediante alcuni portali presenti sulla rete internet (siti) attraverso i quali si realizza l'incontro tra domanda ed offerta dei prodotti (beni immateriali e servizi) da parte degli utenti. Dunque – si legge nella risposta del Ministero - le attività di intermediazione svolte in crowdsourcing risultano, in linea generale, finalizzate non alla conclusione di contratti di lavoro ma alla mera stipulazione di contratti di natura commerciale, tra i quali la compravendita ex art. 1470 c.c. o l'appalto ex art. 1655 c.c. e s.s. 

Conclude il Dicastero che “si ritiene non sia necessaria l'autorizzazione preventiva di cui agli artt. 4 e 6, D.Lgs. n. 276/2003 per lo svolgimento dell'attività di crowdsourcing qualora quest'ultima promuova la stipulazione di contratti di natura commerciale tra i quali la compravendita e l'appalto.
Nelle ipotesi in cui l'attività di crowdsourcing involga, invece, la conclusione di contratti d'opera professionale ex art. 2222 c.c., appare necessario richiedere l'autorizzazione ai sensi della citate disposizioni normativa esclusivamente se dalla stipulazione di questi contratti consegua un'attività prolungata in favore del committente tale da configurare la costituzione di posizioni lavorative in seno alla sua organizzazione."
Print Friendly Version of this pagePrint Get a PDF version of this webpagePDF
(31/03/2013 - L.S.)
Le più lette:
» In arrivo il "congedo mestruale"
» Equitalia: rottamazione anche per il sovraindebitamento
» Tasse ridotte dal giudice fino al 90%
» Gassani: 1 coppia su 5 in Italia separata in casa, per non finire sul lastrico
» Autovelox: nei centri abitati serve la pattuglia
In evidenza oggi.
Avvocati: mantenimento alla ex moglie che ha lasciato la toga
Per la Cassazione se la professione è abbandonata per curare gli interessi del marito, l'assegno va corrisposto anche se il matrimonio è stato breve
Commenta
con Facebook
 
Commenta
con disqus
Commenta con Disqus: Selezionando "Preferisco commentare come ospite" non serve password. Ultime discussioni
blog comments powered by Disqus
Newsletter f g+ t in Rss
Print Friendly and PDF