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SuperInps: previdenza per provvidenza (divina)

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di Barbara LG Sordi -

Super, una parola che i politici amano moltissimo, soprattutto, temiamo, quando c'è aria di gran fregatura: super-bollo, super-tassa...e ora anche superInps.

L'idea di base, avuta da Monti &co. con il decreto SalvaItalia, non era malvagia: fondere in un unico ente ben tre istituti previdenziali (Inps, Inpdap e Enpals), con a capo Antonio Mastrapasqua. Un taglio agli sprechi, un taglio alla burocrazia, un taglio a uffici e personale. L'accorpamento dei tre istituti doveva sulla carta farci risparmiare la bellezza di 20 milioni quest'anno, lievitare a 50 nel 2013 e addirittura raddoppiare a 100 nel 2014. Ma solo sulla carta perché nella realtà si trasformerà in un taglio solo al nostro portafoglio. Vediamo il perché.

Innanzitutto ciascun istituto porta un bagaglio di accantonamenti e versamenti di origine diversa: l'Inps dai lavoratori privati, l'Inpdap dagli statali e l'Enpals da quelli di sport e spettacolo. Inps e Enpals (nel suo piccolo) portavano in dote rispettivamente un avanzo di 41 miliardi di euro la prima e di 3,4 la seconda per il 2011. Peccato che l'Inpdap invece aveva ben 10,2 miliardi di passivo. Per carità i numeri a inizio 2012 erano ancora nell'ordine della decenza, tirate le somme il patrimonio del SuperInps era pur sempre di 34 miliardi. Peccato però che durante l'anno l'Inpdap ha continuato a perdere, fino ad arrivare ad una perdita entro fine anno stimata attorno a 8,8 miliardi. Tradotto -16 miliardi in un anno! Alla faccia dei 10 milioni che si dovevano risparmiare. Il rischio è l'azzeramento, nel giro di qualche anno, dei fondi previdenziali del super-ente.

Come è mai possibile che l'istituto previdenziale dei lavoratori pubblici sia così in perdita? Leggo già il ghigno satanico e beffardo sui volti di molti lettori, eh sì, è proprio come pensate. Troppi pensionati, troppo poche entrate. Ma come possono esserci poche entrate se ci sono più impiegati pubblici che operai in giro? Il motivo è più d'uno, e tutti piuttosto imbarazzanti (per il governo). Uno: perché i tagli di posti nel pubblico hanno portato meno soldi in cassa previdenziale. E i futuri tagli di ben 300 mila lavoratori pubblici ipotizzati da Patroni Griffi, non faranno altro che peggiorare la situazione. Due: perché molti enti pubblici si sono, oops, dimenticati di versare i contributi (e ci viene il ragionevole dubbio di sapere dove siano finiti). O meglio, hanno versato i contributi dovuti dal dipendente (8,75%) ma non quelli dovuti dall'amministrazione stessa (ben il 24%!). Eppure la "dimenticanza", che era una regola con la vecchia Ctps (Cassa dei trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato), pareva dovesse sparire proprio con la creazione dell'Inpdap. Creazione avvenuta nel 1996, su pressione della comunità europea, nella speranza di avere più trasparenza nei bilanci.

Ma non finisce qui. A gravare ancor più sul bilancio negativo dell'Inpdap sono le agevolazioni elargite a braccia larghe ai suoi lavoratori e pensionati, la bellezza di 5 milioni e mezzo di persone, con tanto di famiglie a seguito. Tra le agevolazioni rientra di tutto e di più, dai prestiti ai mutui a tassi vantaggiosissimi (100mila quelli elargiti nel 2011), bandi per viaggi vacanza studio o soggiorni termali a prezzi stracciatissimi, e persino contributi alle spese sanitarie, tanto per non farsi mancare nulla. Il principio è nobile, e a tutti piacerebbe poter godere di tutti questi benefici, peccato che per realizzarlo dubitiamo che siano bastati i contributi obbligatori dello 0,35 % sulla retribuzione ai dipendenti pubblici, o quelli dello 0,15% sulle pensioni. Poche decine di euro all'anno per finanziare una cassa senza fondo. E che infatti è finita con l'essere realmente sfondata.

Sicuramente si dovrà tamponare prelevando dalle casse, più verdi, dei fondi previdenziali dei lavoratori parasubordinati e temporanei. Tanto si sa che in prevalenza sono giovani, e nonostante l'avanzo patrimoniale sia stimato attorno agli 80 miliardi, in pochi sono convinti di arrivare alla pensione. E non hanno tutti i torti, visto che il loro fondi finiranno col coprire i buchi lasciati da altri. Inps inclusa, che già da tempo vi si foraggia per compensare i suoi stessi fondi in rosso (di lavoratori nei trasporti, telefonia ed elettricità, di dirigenti d'azienda, di coltivatori diretti e lavoratori autonomi).

E la volete sapere una cosa bella? Tanto poi il conto finirà con l'essere presentato a noi.

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(03/10/2012 - Barbara LG Sordi)
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