La responsabilità della struttura sanitaria

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Carenze organizzative e strutturali: la responsabilità della struttura


Anche l'ambiente entro cui i sanitari operano ha una rilevanza determinante in campo di responsabilità. Il soggetto struttura sanitaria assume, nel campo della responsabilità medica, molteplici aspetti: è rilevante come datore di lavoro del personale coinvolto, come soggetto direttamente responsabile della vigilanza e del mantenimento decoroso e funzionale dello stato dei luoghi, è dotato di una propria burocrazia spesso indipendente dal medico accusato di malpractice poiché tale soggetto può non essere direttamente legato da un rapporto di subordinazione.


Analizzando l'ultima delle situazioni prospettate, accade che non sempre la lesione al paziente è causata da una condotta colposa o dolosa del medico. A volte infatti possono riscontrarsi vere e proprie carenze organizzative e strutturali all'interno della struttura sanitaria, la quale si rivela proprio il soggetto direttamente responsabile. Ad esempio, può verificarsi che il medico si trovi ad operare con strumenti totalmente inadeguati o obsoleti, o che proprio per questo si rifiuti di eseguire un esame o un intervento che si sia rivelato in seguito fondamentale per evitare il danno; i macchinari per la diagnostica non sono funzionanti; carenza di personale e disorganizzazione nei turni di infermieri e medici causino difetti di vigilanza nei confronti dei pazienti e conseguenti lesioni irreparabili. Purtroppo, la cronaca italiana mette in evidenza diverse situazioni di questo tipo.



Natura giuridica del "contratto di spedalità"


Tra struttura e paziente viene a crearsi un doppio legame giuridico: uno di natura contrattuale (il c.d. “contratto di spedalità”, nascente da responsabilità diretta della struttura: ad esempio, per accertate gravi carenze strutturali ed organizzative) l'altro extracontrattuale. La struttura sanitaria è infatti tenuta a fornire al paziente un insieme di prestazioni che spaziano da spazi veri e propri (il posto letto, la struttura di pronto soccorso) alla tempestività d'azione e dunque nel disporre di personale sufficiente e tecnicamente efficiente, a macchinari in linea con la tecnologia che un determinato momento storico è in grado di fornire. Questa particolare forma di rapporto, di natura mista, è denominata contratto di spedalità. Tale costruzione è di natura giurisprudenziale. Occorre chiarire che, in caso di colpa del medico – sempre che la struttura non provi caso fortuito o forza maggiore - esiste una responsabilità solidale tra struttura sanitaria e personale (medico ed infermieristico). Ciò si riscontra in particolar modo nelle strutture pubbliche poiché opera, ex art. 28 Costituzione, il c.d. “principio di immedesimazione organica”: la struttura pubblica risponde per la condotta – salvo determinati limiti – dei propri dipendenti. Se poi, in corso di causa, dovesse emergere la chiara responsabilità del medico, allora la stessa struttura potrà rivalersi nei confronti di detto medico.


Equiparazione di pubblico e privato


Come può tutelarsi il paziente verso tali carenze strutturali? In tutte queste circostanze sussiste una vera e propria responsabilità della struttura sanitaria: premesso che oggi strutture sanitarie pubbliche e private sono normativamente parificate, il paziente dovrà pur sempre provare il nesso causale tra carenza organizzativa, comportamento del medico o dell'infermiere e danno subito. Nel far ciò occorrerà pur sempre fare riferimento alle linee guida vigenti, riconosciute sul piano internazionale, sia dal punto di vista della preparazione del personale medico e paramedico, sia avendo riguardo al livello di sviluppo scientifico e tecnologico a livello mondiale, al fine di individuare effettive carenze di dotazione e d'organico.

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