PRESCRIZIONE RICHIESTA DANNI DA SINISTRI STRADALI

 Il termine prescrizionale per far valere la proprie pretese risarcitorie per danni conseguenti a sinistri stradali ex art. 141 CdA è soggetta al termine prescrizionale cui sarebbe soggetta l’azione nei confronti del responsabile civile. lL'Art. 2947 cc prevede il termine prescrizionale biennale. Termine che trova applicazione solo nell’ipotesi di danni cagionati dalla circolazione e non di danni arrecati alla circolazione come di quelli conseguenti ad insidie o trabocchetti, rispetto ai quali deve trovare applicazione il più lungo termine cinquennale. In due anni si prescrive anche il diritto al risarcimento del datore di lavoro per gli esborsi
sostenuti a titolo di retribuzione in favore del dipendente per il periodo di inabilità temporanea conseguente ad infortunio e quindi senza ricevere il corrispettivo rappresentato dalle prestazioni lavorative e come tale deve essere risarcito dal responsabile del fatto stesso. Spesso il danno prodotto dalla circolazione dei veicoli deriva da reato ad esempio omicidio colposo in questo caso vediamo come il termine prescrizionale in sede civile diventi il più lungo previsto in ambito penale. Trova applicazione il terzo comma del 2947cc ive è previsto che se il fatto è considerato dalla legge come reato e per il reato è prevista una prescrizione più lunga questa trova applicazione anche in sede civile anche se l’azione civile viene proposta nei confronti non degli autori del reato ma di chi del reato deve rispondere a titolo di responsabilità indiretta anche se rimasto estraneo all’accertamento penale. A tal fine è sufficiente che la condotta possa astrattamente integrare gli estremi di fattispecie penale. Dove poi il reato si sia estinto occorre premettere una rilevante distinzione in quanto si il reato si è estinti per prescrizione le pretese risarcitorie resteranno soggette al termine prescrizionale più lungo previsto in sede penale, nell’ipotesi di estinzione per causa diversa della prescrizione le pretese risarcitorie restano sottoposte al termine biennale a decorrere dalla data di estinzione del reato. Una eccezione è invece rappresentata dall’ipotesi un cui venga pronunciata una sentenza irrevocabile che dichiari l’estinzione in un procedimento penale in cui vi sia stata la costituzione di parte civile poiché la domanda proposta nel corso del giudizio interrompe la prescrizione fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio. Se poi sia intervenuta una sentenza irrevocabile nel giudizio penale ex art. 2947 terzo comma si prescrive in due anni a partire dalla data in cui la sentenza sia divenuta irrevocabile, a meno che non si tratti di sentenza di condanna al risarcimento dove vale la prescrizione decennale. Il termine prescrizionale è comunque interrotto e comincia perciò a decorrere nuovamente con la notifica dell’atto introduttivo del giudizio a seguito di domanda proposta nel giudizio e costituendo in mora il debitore o notificando l’atto di nomina ad arbitro. Il termine prescrizionale è interrotto anche dall’anticipo versato dall’assicurazione. La prescrizione non è invece interrotta dagli atti validamente posti in essere dal danneggiato nei confronti del Fondo di Garanzia Vittime della Strada, poiché tra il veicolo non coperto da assicurazione ed il fondo di garanzia non vi è solidarietà passiva.

L’art. 1310 cc. Prevede che, qualora il creditore interrompa la prescrizione contro uno dei debitori in solido, l’atto di interruzione ha effetto anche nei confronti degli altri debitori

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